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Vendita Hyppocrates: DrMax fuori dalla contesa, a fine mese si delinea il progetto

Hippocrates Holding, le operazioni di vendita entrano nella fase clou. Fuori dalla contesa Dr Max: il colosso ceco di Penta Investments resta fuori per decisione di Antin Infrastructures Parteners che ha riservato la gara ai soli investitori finanziari escludendo, di fatti, gli operatori industriali. Entro fine mese il processo sarà delineato.

Penta aveva comunque avviato una serie di controlli per studiare e avanzare una possibile offerta. E’ quanto si apprende da Mergermarket in base ad informazioni raccolte da fonti vicine all’operazione.

Secondo la piattaforma digitale, Antin avrebbe racchiuso a una decina di contendenti la cerchia dei potenziali acquirenti. L’invito alla procedura sarà inoltrato a  Pai Partners, Cvc, Partners Group, Kkr, Permira e Cinven.

Entro la fine del 2026 ci sarà l’avvio della gara; il processo potrebbe partire già a fine ottobre.

MedioBanca e Goldman Sachs sono gli incaricati di seguire l’operazione per conto del gruppo venditore. E’ tutta una questione di prezzo l’esclusione di DrMax. I venditori puntano ad una valutazione più elevata con la competizione dei soli investitori finanziari.

DrMax è uno dei maggiori competitors di Hipocrates sul mercato italiano. Il gruppo ceco è forte di 300 acquisizioni farmaceutiche nel Bel Paese, ultima delle quali Farmacie Italiane.

Hippocrates chiuderà il 2026 con un margine operativo lordo (ebitda) di oltre 250 milioni, mentre l’impresa ha un valore stimato di oltre 3 miliardi di euro. Antin ha rilevato l’azienda nel 2020 e di fatto ne ha quintuplicato il valore.

.I potenziali acquirenti, tuttavia, dovranno esaminare attentamente i nuovi vincoli imposti dalla legislazione alla proprietà delle farmacie, con il limite del 20% delle farmacie attribuibili ad una singola società per regione.mercato italiano, con oltre 20mila farmacie, lasci ancora ampi margini di crescita prima di raggiungere tale soglia.

Al Senato passa la legge sul riordino della farmaceutica. Società di capitali sotto la lente, medicinali più accessibili

Riordino della legislazione farmaceutica, approvato il testo in Senato: si va verso maggiori controlli alle società di capitali e ad una farmacia sempre più vicina alle esigenze del cittadino.

Da palazzo Madama ora l’incartamento passerà a Montecitorio.

I tempi: entro il 31 dicembre di quest’anno dovranno essere presentati e licenziati i testi unici.

La prima commissione permanente (Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell’Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica amministrazione, editoria, digitalizzazione) ha dato parere “non ostativo” al disegno di legge Delega al Governo per la riforma e il riordino della legislazione farmaceutica in materia di accesso al farmaco, monitoraggio e controllo della spesa farmaceutica, prestazione dei servizi sanitari sul territorio da parte delle farmacie e rafforzamento della rete assistenziale farmaceutica.

Dalle evidenze del documento presentato, migliorano le condizioni di accessibilità al farmaco, ottimizzazione della disciplina riguardante la prestazione dei servizi sanitari, rafforzamento della rete assistenziale e implementazione delle attività di programmazione e controllo della spesa farmaceutica.

La V commissione permanente (Programmazione economica, Bilancio) si sofferma su due punti focali.

FARMACEUTICA: Il rafforzamento del ruolo delle farmacie territoriali quali presidi sanitari di prossimità si colloca in un percorso già avviato di progressiva integrazione delle stesse nella rete dell’assistenza territoriale, in coerenza con gli indirizzi del PNRR e con la recente evoluzione del quadro normativo e convenzionale.

CAPITALE: parere non ostativo condizionato ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione con riformulazione, testuale

Al comma 1, dopo la lettera b) inserire la seguente: b’bis) rivedere i limiti quantitativi rispetto alla titolarità delle farmacie da parte di società di capitali, abbassando la quota massima di controllo”.

testo integrale

Farmacia, in Spagna la FEFE chiede al prossimo Governo l’ingresso in pubblica Sanità

La farmacia e i suoi servizi al centro della prossima agenda politica spagnola. Questa la richiesta avanzata da FEFE (Federacion Empresial de Farmaceuticos Espanoles), la federazione imprenditoriale dei farmacisti spagnoli.

In vista delle prossime elezioni che si terranno a fine novembre, l’associazione dei farmacisti iberici ha inteso avviare una serie di incontri con i leader degli schieramenti, tesa a inserire l’esercizio farmaceutico nello scenario sanitario spagnolo.

“La Spagna ha una rete di quasi 25mila farmacie – si legge in un comunicato – distribuita su tutto il territorio. Ogni punto è vicino, accessibile e a contatto quotidiano con milioni di cittadini. La capillarità del sistema rende la farmacia una delle primarie risorse del sistema sanitario e deve rientrare nel pieno delle decisioni strategiche del futuro politico della nazione”.

Per i vertici della Fefe, dunque, è essenziale che il prossimo governo spagnolo includa nel suo programma uno spazio dedicato alla farmacia e alla professione del farmacista che sia di supporto a quella degli altri ordini medici professionali: “Quotidianamente la farmacia rivolge consulenze che non arrivano, successivamente, a richiedere l’intervento del medico e sviluppa azioni legate a prevenzione, monitoraggio, aderenza terapeutica e educazione sanitaria”.

Di qui l’importanza di trovare necessari fondi per accompagnare le risorse necessarie per generare una rete ancora più efficiente e capillare.  

“Non vogliamo e non chiediamo privilegi per la farmacia – dichiara Ana Oliver presidentessa Fefe -. La richiesta che facciamo è rivolta alla possibilità di sfruttare al meglio una risorsa sanitaria che è già esistente”.

Si sofferma poi sull’importanza di rimodernare e rendere accessibile la rete stradale statale, soprattutto nei luoghi in cui la farmacia resta l’unico avamposto sanitario. “La prossima legislatura deve servire a fare un passo avanti, vogliamo una farmacia più integrata e coordinata con l’assistenza primaria. La professione del farmacista deve essere centrale ai fini della collaborazione con il sistema sanitario e i servizi che arrivano a tutti i cittadini, ovunque loro siano residenti. Per rendere possibile questo c’è la necessità che la farmacia sia più sostenibile”.  

A Catania cambia la farmacia. Social – Yoga – Nutrizione. De Gaetani: “Siamo all’inizio, serve collaborazione”

La farmacia è l’hub della salute.

Una rivoluzione che parte dalla Sicilia. La città in cui le apoteke hanno avviato una serie di servizi ‘diversi’ portando su un altro livello gli esercizi sanitari è Catania.

L’obiettivo dei titolari delle farmacie è stato subito chiaro: fidelizzare ancora di più il cliente (non solo paziente), intrattenendolo con momenti di svago tesi comunque a dare informazioni e consigli nel campo medico.

Si spazia dalla consulenza nutrizionale fino ad arrivare alle lezioni di yoga.

Il modello ha preso man mano forza e la città etnea ha avviato con grande successo un costante cambiamento della professione del farmacista non tralasciando l’importante figura di esercizio sanitario.

Ed è cambiato anche il modo di dispensare salute. A Catania ci sono farmacie aperte H24, casse multiple per i reparti dedicati, come ad esempio la cosmesi e la nutraceutica.

L’economia della farmacia catanese ribolle, pronta a trascinare anche altri settori in una nuova fase.

Non mancano, tuttavia, voci fuori dal coro. C’è ancora una parte di professionisti che non intende avanzare nuove proposte ai propri clienti, mantenendo saldo il principio secondo il quale la dispensazione farmaceutica debba opportunamente passare solo ed esclusivamente dal banco (Il professionista con cui abbiamo parlato non ha voluto rendere noto il suo nome).

“I servizi sono ancora in fase iniziale, serve coordinamento importante soprattutto con i medici che non vedono di buon occhio, al momento queste novità”.

Sono le parole della dottoressa Marilena De Gaetani, titolare della farmacia omonima, più antica di Catania, più antica della Sicilia, unica ad essere stata insignita del riconoscimento di Reale Farmacia del Regno delle due Sicilie: “La fase attuale è sperimentale ma non bisogna perdere di vista la funzione della nostra professione”.

E spiega: “Se in farmacia vengono effettuati degli esami, diventa naturale il successivo consulto medico per avere il quadro completo della situazione del paziente”.

La farmacia de Gaetani è l’unica in Italia (insieme ad altre due attività) ad essere stata tramandata di padre in figlio da sette generazioni senza cambiare mai il nome: “Dobbiamo concentrarci sulle cose che caratterizzazione la professione, guardando al futuro con uno spirito di coesione nuovo”.

Pilloliere e ripartizione, dall’Europa la conferma che Federfarma Lombardia ha visto giusto

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Il progetto di Federfarma Lombardia per avviare nelle farmacie associate un servizio di ripartizione con pilloliere trova importanti corrispondenze in diversi Paesi europei e rappresenta uno dei contributi più significativi tra quelli che la farmacia può assicurare al perseguimento dell’aderenza terapeutica. Lo rivela una panoramica a volo d’uccello sulle principali esperienze attualmente in corso nelle farmacie di altri Paesi, dove la ripartizione in dosi unitarie è realtà già da tempo anche grazie a interventi legislativi che hanno portato il servizio alla luce del sole. E’ il caso per esempio del Belgio, dove la Pmi (Préparation de médication individuelle, preparazione farmaceutica individuale, una definizione senz’altro più “leggibile” dall’utente finale) è normata da una legge risalente al 2012: si rivolge ai pazienti in politerapia o con aderenza terapeutica a rischio, può essere effettuata nelle farmacie del territorio o in quelle ospedaliere e se a richiederla è il paziente o il medico il farmacista non può rifiutarla. La legge non contempla una remunerazione, ma il consiglio dell’Ordine dei farmacisti belgi è di non offrire il servizio gratuitamente, perché si darebbe un pessimo segnale. Tariffa consigliata, dai 5 ai 10 euro per ogni Pmi settimanale.

Ripartizione a pagamento anche nelle farmacie norvegesi. Apotek1, catena della multinazionale tedesca Phoenix, offre un servizio assai simile a quello della celebre farmacie online americana Pillpack, acquistata l’anno scorso da Amazon: il paziente presenta la ricetta in farmacia (o la invia online) e l’ordine viene trasmesso al magazzino centrale, dove un laboratorio specializzato confeziona un “rotolone” di bustine sigillate contenenti le pillole da assumere nel giorno o nell’ora indicata. Il rotolo viene imballato e recapitato alla farmacia, che contatta il paziente perché passi a ritirarlo. Costo del servizio 10 euro circa se il “rotolone” copre una settimana di terapia, 25 euro se vale per un mese.

Ripartizione praticata diffusamente in Olanda, dove alcuni studi hanno messo in evidenza i vantaggi del servizio (chiamato da quelle parti Mdd, Multi-dose dispensing system, altra locuzione molto più “digeribile” della nostra dagli utenti finali): i dati, in particolare, dicono che la dispensazione multidose viene utilizzata dal 12% degli ultra65enni, che mostrano di apprezzare il servizio. Secondo quanto riferiscono gli stessi pazienti, inoltre, il sistema Mdd li aiuta a gestire autonomamente le terapie, anche se non tutti gradiscono la ripartizione in bustine sigillate (non sempre facili da aprire) e molti sottolineano l’importanza di indicazioni chiare e ben stampate su giorni e dosaggi. E altri studi rivelano che il servizio dà risultati se all’origine viene effettuata una selezione scrupolosa dei pazienti che effettivamente possono trarre beneficio dalla dispensazione multi-dose.

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Farbanca approva i risultati al 30 giugno 2018, la prima semestrale da Banca totalmente autonoma

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Il Consiglio di Amministrazione di Farbanca S.p.A., Istituto specializzato nell’offerta di servizi bancari al mondo della Farmacia, controllato da Banca Popolare di Vicenza S.p.A. in LCA, ha approvato la situazione semestrale al 30 giugno 2018:
• utile netto a 3,1 milioni di Euro in linea rispetto al 30 giungo 2017 e in crescita del 15% rispetto al 30 giugno 2016
• nuove erogazioni al settore della farmacia per circa 45 milioni di Euro
• patrimonio netto a 60,7 milioni di Euro e Tier 1 ratio pari al 14,00%
• impieghi a 555 milioni di Euro (+2% rispetto al 31 dicembre 2017)
• raccolta diretta complessiva a 476 milioni di Euro (+3,1% rispetto al 31 dicembre 2017)
L’Amministratore Delegato Giampiero Bernardelle ha così commentato: «I risultati al 30 giugno 2018 sono di fatto la prima semestrale con la Banca totalmente autonoma sul mercato, che ha saputo quindi darsi in brevissimo tempo organizzazione e struttura necessari per questo nuovo status, vedasi ad esempio l’operazione di cartolarizzazione per oltre 460 milioni di euro, la prima nella storia per Farbanca come banca autonoma.
Tutto questo ha generato importanti sforzi sia operativi che economici, che non hanno minimamente minato l’iter di successo dell’Istituto. Sono quindi risultati di soddisfazione, che confermano anche il costante sostegno che il nostro Istituto continua a dare al mondo della Farmacia, ottenuti mantenendo invariata l’attenzione alla qualità del credito, che ci porta ad avere un rapporto tra crediti deteriorati netti e crediti netti pari al 1,71% (era
1,92% al 31 dicembre 2017) e un indice di copertura dei crediti deteriorati del 67,47% (era 65,56% al 31 dicembre 2017), in un contesto di solidità patrimoniale rappresentata da un indice CET1 al 14,00% (era 14,50% al 30 giugno 2017).
Sono numeri importanti, che ci consentono di guardare fiduciosi alle nuove sfide del presente e del futuro».

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VENDITA FARMACI ON LINE, operazione NAS: 50 FARMACIE IRREGOLARI

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