Il Concorso si Vince a Tavolino, il Prof. Carlo Ranaudo Risponde

Carlo RanaudoConsulenza sul Concorso Straordinario

Docente di analisi di Mercato presso la facoltà di farmacia dell’Università Federico II napoli.

Insegna project managment presso la facoltà di farmacia dell’Università degli studi di Salerno, Dirigente di Azienda farmaceutica ha lavorato per oltre 30 anni in Aziende farmaceutiche Nazionali e Multinazionali.

Segretario del Consiglio Direttivo Ordine dei farmacisti di Avelino. Laureato in Farmacia Specializzato in Farmacia Ospedaliera

Con quanti punti si vince una Farmacia ?

tutti i farmacisti si stanno ponendo questa domanda. Soprattutto oggi che sta terminando la  presentazione delle domande e si va alla fase successiva : commissioni, graduatorie e interpello! SFERA DI CRISTALLO! – Eppure un concorso a titoli dovrebbe portare al suo interno una possibilità di previsione abbastanza alta venendo a mancare la componente quiz con  le conseguenti incognite ad essa legate. Non per niente il nostro stesso blog porta il titolo “IL CONCORSO SI VINCE A TAVOLINO”.

E allora? Le complicazioni  se così le possiamo chiamare nascono dalla unicità di un concorso non più singolo come tutti i precedenti  ma aperto o come  forse sarebbe più giusto dire, quasi esclusivamente riservato alle associazioni    “LA VERA NOVITA’ DI QUESTO CONCORSO STRAORDINARIO”

Il concorso straordinario entra nella fase 2

L’effetto domino della pubblicazione delle graduatorie si sta verificando. Più della metà delle sedi messe a concorso oggi hanno un potenziale vincitore. Come era facilmente prevedibile le autonomie delle commissioni nell’attribuzione dei punteggi hanno creato disparità di valutazione e conseguente forte variabilità nell’attribuzione della posizione nelle graduatorie. Altrettanto scontato il fatto che a vincere le sedi nella maggior parte dei casi siano le associazioni e non i singoli farmacisti.

Ora si apre una nuova fase. Non più la ricerca del compagno di viaggio ideale ma la necessità di affrontare insieme nel modo migliore il cammino che ci si pone davanti. Un cammino che deve durare almeno 10 anni e che necessita di un percorso comune.

Non demonizziamo la Società. Solo tramite questo sistema molti colleghi potranno accedere ad una farmacia tutta loro ma non banalizziamo nemmeno i problemi che la vita in comune spesso riserva. A cominciare dalla indicazioni dell’ordine preferenziale delle sedi, alla regolamentazione della gestione quotidiana della farmacia, alla previsione di un successivo percorso dopo i dieci anni e così via. Problemi non insormontabili che ogni società ha e che si possono e si devono superare non ricorrendo al notaio che servirà quando si costituirà la società, ma aprendo un dibattito costruttivo e concreto all’interno del gruppo. Ognuno porterà le proprie ragioni ma ognuno dovrà assolutamente essere pronto ad un piccolo passo indietro per fare insieme il passo decisivo.

Si apre la fase più importante che speriamo porti finalmente ad aprire le farmacie per il bene dei vincitori e dell’intera categoria.

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