Velocizzare l’entrata in vigore del Decreto Balduzzi: per i farmaci innovativi

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Tempi più stretti tra l’approvazione Aifa e l’effettiva disponibilità dei farmaci antitumorali innovativi. Questa volta a chiederlo sono i medici oncologi, che si uniscono al coro di chi da anni chiede che le Regioni e le Provincie non rallentino con Commissioni e approvazioni varie, l’entrata in commercio dei farmaci innovativi. Si pensi che dall’autorizzazione europea all’uso di un farmaco alla effettiva entrata in commercio dello stesso nel nostro Paese occorrono tempi compresi tra i dodici e i quindici mesi! Una volta superata questa fase, ci sono altri tempi tecnici per l’inserimento nei Prontuari regionali! L’Aiom, l’associazione italiana di oncologia medica, chiede con forza che siano stretti i tempi sul Decreto Balduzzi, nel quale ci sono interessanti disposizioni in merito. Stefano Cascinu, presidente di Aiom ha spiegato: “L’obiettivo è monitorare l’effettiva applicazione del decreto Balduzzi e definire il budget annuale dell’oncologia nel nostro Paese. In Italia i farmaci oncologici rappresentano il 25% della spesa ospedaliera per i medicinali, ma incidono solo sul 4% dell’intera nosocomiale”. In Italia sono 2 milioni e 250 mila le persone che vivono con un tumore, non si può rimandare il problema. Cascinu ha sottolineato: “E’ necessario agire sulle zone grigie dell’inappropriatezza. Basti pensare che vi sono terapie di non comprovata efficacia che costano ogni anno al sistema circa 350 milioni di euro, il peso delle visite di controllo è pari a 400 milioni, quello dei marcatori tumorali ad alcune decine di milioni. Le esigenze di contenimento della spesa non possono danneggiare i pazienti. Oggi si stanno affacciando nuove armi efficaci contro alcuni tipi di tumori come il cancro del seno e il melanoma, non possiamo privare i malati di queste opportunità terapeutiche, pur sapendo che anche noi dobbiamo fare la nostra parte, puntando sulla migliore appropriatezza possibile”. Nel decreto Balduzzi sono contenute misure per provvedere a questi imperdonabili ritardi, ma il decreto segue stancamente il suo iter, e la tensione aumenta tra i malati e i medici del settore. Francesco De Lorenzo, presidente della Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia, conosciuta con l’acronimo F.a.v.o., ha dichiarato senza mezzi termini: “È inaccettabile che nel nostro Paese ancora perdurino difformità di accesso alle terapie. Ci auguriamo che la conversione in legge del provvedimento del Ministro Balduzzi ne mantenga il principio cardine: l’abolizione del terzo livello, regionale, di valutazione. Sono sufficienti le approvazioni da parte dell’ente regolatorio europeo (Ema) e italiano (Aifa). Questo decreto ristabilisce il principio costituzionale di tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Il decreto tanto osteggiato in alcuni punti, spesso a ragione, poteva essere eviscerato della parte riguardante le tempistiche dei farmaci innovativi per ottenere un’approvazione più rapida?