Antitrust europea indaga sulle pratiche anti concorrenza per i generici

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Pagare le aziende produttrici di generici per ritardare il più possibile l’entrata sul mercato di questi farmaci. Tale pratica, che in inglese è nota come “pay for delay”, è adesso fortemente sanzionata dalle autorità regolatorie americane ed europee perché mantiene artificialmente alti i prezzi dei farmaci anche quando essi dovrebbero scendere per effetto della concorrenza operata dai generici o equivalenti che dir si voglia.

L’Antitrust europeo ha condotto indagini sul settore tra 2008 e 2009, dalle quali emerge anche come «le pressioni concorrenziali al ribasso sui prezzi dovute ai farmaci generici non sono forti come ci si attendeva, una volta che scadono i termini del brevetto del farmaco di riferimento». «Questo può determinare danni consistenti ai consumatori», ha avvertito il commissario europeo alla Concorrenza, Joaquin Almunia, illustrando la questione durante una conferenza stampa a Bruxelles.Proprio su questi temi, oggi le autorità antitrust europee hanno fatto sapere che è in corso un’indagine sulle aziende Servier, Teva e altre quattro accusate di aver ritardato l’ingresso del generico dell’antiipertensivo perindopril. Le altre aziende coinvolte in questa indagine Niche (una sussidiaria della Unichem), Matrix (adesso parte dle gruppo Mylan), Krka e Lupin.

Se ritenuta colpevole, Servier potrebbe dover pagare una multa molto salata, che potrebbe arrivare fino al 10% del fatturato del farmaco, pari a 390 milioni di euro negli anni oggetto dell’indagine, cioè il 20101 e il 2011.

In verità le autorità europee si erano già mosse la scorsa settimana ufficializzando l’indagine in corso sulla danese Lundbeck, sulla tedesca Merck e altre società più piccole accusate di pratiche illegali incentrate questa volta sul citalopram, un farmaco antidepressivo. In questo caso le altre aziende coinvolte sono Generics UK, Arrow, Resolution Chemicals, Xellia Pharmaceuticals, Alpharma, A.L. Industrier.
Lundbeck ha già fatto sapere di opporsi nettamente a queste accuse e ritiene che nessuna pratica illegale sia stata messa in atto e che anzi l’azienda ha sempre operato secondo i più alti codici di condotta.

Comunicato autorità europee su perindopril

Comunicato autorità europee su citalopram