Aborti clandestini, con il Cytotec senza ricetta

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Un gastroprotettore, usato impropriamente, può essere lo strumento per interrompere una gravidanza: ma esponendo la donna a gravi pericoli. Se l’aborto non riesce, il feto può subire malformazioni. E poi il rischio di emorragie è concreto anche perché, per ottenere l’aborto in caso di gestazione avanzata, è necessario assumere dosi superiori a quelle massime consigliate. E l’espulsione incontrollata del feto non è esente da rischi.

Eppure, basta un giro tra le farmacie cittadine per trovare chi è disposto a vendere il farmaco. Senza troppi preamboli. Ma soprattutto senza alcuna prescrizione. Anche a una giovane donna mai vista e potenzialmente “sospetta”.

Così il Cytotec, la cui proprietà abortiva è nota, con poco meno di 14 euro è in borsa. Una scatola con 50 pasticche bianche esagonali grandi meno di un centimetro. Cinque tappe – cinque farmacie in centro storico – sono sufficienti per trovare l farmaco, rarissimo nei luoghi della distribuzione ufficiale e venduto e pubblicizzato per il suo uso “improprio” su web. La pillola a base di misoprostolo è finita senza troppi problemi tra le nostri mani, acquistata senza ricetta.«È fortunato chi lo trova. Si ritenga tale», ha spiegato il farmacista quando lo ha venduto senza prescrizione. Se sarà scoperto, lui invece non sarà favorito dalla sorte: il presidente dell’Ordine dei Farmacisti, Felice Ribaldone, ha annunciato nei confronti dei trasgressori «un provvedimento disciplinare». Altri camici bianchi spiegano di poterlo prenotare per farlo arrivare il giorno dopo. «Ma è necessaria la prescrizione». Questa è la risposta più frequente (e corretta) dei farmacisti. «C’è bisogno che sia il medico a richiedere l’uso con ricetta bianca, non ripetibile» racconta il direttore di una farmacia. E aggiunge di aver venduto «al massimo una confezione in due anni».

Il tour per cercare l’aborto-express – come lo chiamano nei diversi blog dedicati – fa scoprire realtà anomale. Come il farmacista che spiega che il farmaco può esser procurato a chi sostiene di non poterne fare a meno “per il proprio stomaco”. Ma consiglia di far richiedere la ricetta «da qualche amico con i documenti». È indifferente se maschio o femmina, dato che queste pillole, come gastroprotettore, possono essere assunte da chiunque abbia un’ulcera o una gastrite. Ma con effetti collaterali che possono anche portare all’aborto.

Il sistema è spiegato nei diversi vademecum che girano su internet: tutto è riportato, dalla posologia agli intervalli orari da rispettare per interrompere la gravidanza. Una pratica che facilita gli aborti clandestini, all’ombra di tutti. Il presidente di Federfarma, Giuseppe Castello: «Sarà nostra cura, come sindacato, richiamare quanti non rispettano la normativa e condanniamo duramente ogni comportamento che deprime la nostra professione, soprattutto con la vendita incosciente di questi farmaci la cui pericolosità è conosciuti da tempo».