Sanità, spese folli per i medicinali danni per 10 milioni, 12 indagati

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Le indagini della Guardia di Finanza sulla spesa farmaceutica, su segnalazione della Corte dei Conti.

Le indagini della Guardia di Finanza sulla spesa farmaceutica, su segnalazione della Corte dei Conti: ai raggi x il fallimento dell’accordo per la distribuzione dei preparati che doveva servire a contenere i costi.
Il nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Bari, a conclusione di complessi ed articolati accertamenti nel settore della spesa sanitaria e, in particolare, di quella farmaceutica, ha constatato un danno alla Regione Puglia per quasi 10 milioni di euro segnalando all’autorità giudiziaria contabile 12 presunti responsabili. L’attività di controllo svolta su delega della locale Procura della Corte dei Conti si è incentrata, relativamente al periodo giugno 2006-dicembre 2008, sul rispetto delle norme contenute nell’accordo regionale per la distribuzione dei farmaci previsti dal cosiddetto piano “ospedale – territorio” siglato nell’ottobre 2005 tra l’agenzia regionale per la sanità e Federfarma Puglia. L’accordo nelle intenzioni della giunta regionale dell’epoca avrebbe dovuto consentire un notevole abbattimento della spesa farmaceutica convenzionata. Sostanzialmente, prevedeva che l’ex Asl Ba/4 acquistasse i medicinali oggetto dell’accordo usufruendo degli sconti riservati al servizio sanitario nazionale che, in taluni casi, potevano raggiungere anche il 50% e che le confezioni di medicinali acquistate fossero depositate presso i magazzini dei distributori per la successiva consegna alle singole farmacie convenzionate che dovevano provvedere a dispensarli dietro riconoscimento di apposito compenso. Qualora il grossista di riferimento fosse stato momentaneamente sprovvisto dei farmaci in questione avrebbe dovuto procurarselo richiedendolo a un altro grossista della rete regionale. Solo nel caso in cui il farmaco richiesto dall’assistito fosse risultato indisponibile presso l’intera rete regionale il farmacista, previa acquisizione e produzione della documentazione attestante la mancata fornitura, era tenuto a dispensarlo secondo l’ordinario canale distributivo in regime di convenzione.

Le informative della Guardia di Finanza trasmesse alla magistratura contabile farebbero emergere che il risparmio di spesa ottenuto sarebbe stato di gran lunga inferiore a quello che si sarebbe potuto realizzare visto che non tutti i farmaci oggetto dell’accordo sono stati acquistati dall’Asl delegata ed effettivamente immessi nella “catena distributiva” ed altri sono stati dispensati dalle farmacie in assenza della documentazione attestante l’indisponibilità.