Cannabis: Interrogazione parlamentare per estendere a tutta l’Italia la scelta toscana

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Nemmeno è trascorsa una settimana dalla votazione della Regione Toscana, in cui si è approvato l’utilizzo delle sostanze cannabinoidi a scopo terapeutico, che già arriva il primo tentativo di utilizzare la decisione toscana come riferimento per un’estensione a tutto il territorio nazionale. A scagliare la prima pietra è stato il parlamentare del PD Ermete Realacci che ha presentato un’interrogazione in merito al Ministro della Salute Renato Balduzzi. Realacci, rivolgendosi ai media, e mettendoli al corrente della sua richiesta al Ministro si è espresso in maniera molto decisa: “La legge recentemente approvata dalla regione Toscana, prima in Italia, che facilita l’utilizzo di farmaci a base di cannabinoidi come ausilio terapeutico nella cura di gravi patologie è un esempio di civiltà e come tale andrebbe estesa a tutto il paese. Per questo motivo ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro della Salute Renato Balduzzi, perché verifichi la possibilità di consentire in tutto il territorio nazionale l’acquisto e la somministrazione di farmaci a base di cannabinoidi secondo l’iter previsto dalla nuova norma approvata della Regione Toscana, su iniziativa del Consigliere regionale del PD Enzo Brogi. E se non ritenga poi utile istituire un tavolo tecnico per prevederne facilitazioni, ove ne ricorrano i presupposti clinici, vista anche le evidenze scientifiche a livello mondiale e l’importanza che questi farmaci ricoprono nella terapia del dolore di gravi malattie come la sclerosi multipla, il cancro, la depressione oltre ai possibili risparmi finanziari risultanti per il Servizio Sanitario Nazionale”. La svolta in Toscana, come avevamo previsto, si presta ad emulazioni. Si credeva che l’utilizzo della via Toscana al trattamento del dolore a mo’ di esempio sarebbe iniziata a “macchia d’olio”, regione dopo regione, ma il colpo di scena di Realacci potrebbe sovvertire la strategia e andare diritto al punto. Realacci confida nella capacità del Ministro di percepire l’importanza di una tale svolta: “L’efficacia di tali sostanze per alleviare il dolore in pazienti afflitti da gravi patologie è provata dalla comunità medica internazionale, ma nel nostro paese, pur avendo inserito alcune sostanze derivate dai cannabinoidi tra quelle ammesse per uso terapeutico, la loro prescrizione è estremamente complessa, macchinosa e costosa sia per il paziente che per il medico. Mi auguro che il Ministro capisca l’importanza di tale semplificazione e intervenga in tal senso”.

 

Il testo dell’interrogazione di Realacci sull’uso dei cannabinoidi