Gullotta (FNPI) a Gizzi (Assofarm): «Discriminatorio è modalità accesso a professione»

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Risposta a Gizzi

Il presidente Gizzi quando parla di esperienze diverse afferma una ovvietà. E’ pacifico che un farmacista in farmacia nel corso degli anni ha possibilità di dispensare piu’ tipologie di farmaci e quindi anche affrontare diverse tipologie di ricette e situazioni.

Il problema non risiede solo in questo singolo bando, che noi continuiamo a ritenere sbagliato e discriminatorio nella sua formulazione. Il problema risiede nell’attuale sistema di accesso alla professione e di distribuzione del farmaco che crea tali assurdità ed incongruenze all’interno della stessa categoria professionale.

I Farmacisti che lavorano in parafarmacia ormai da anni si trovano a subire una disparità di trattamento(questo bando ne e’ l’ultimo esempio di tantissime situazione che ci penalizzano).

Noi da anni subiamo da parte delle istituzioni un atteggiamento duale, perche’ si accampa ogni tipo di motivazione per impedire al farmacista in parafarmacia di esercitare pienamente il proprio lavoro e averne i giusti riconoscimenti, dall’altro nel momento di pagare l’ordine professionae, i la cassa previdenziale Enpaf, sottostare al codice deontologico, il Farmacista in parafarmacia e’ sempre un farmacista come tutti gli altri, anzi viene assimilato al farmacista titolare di farmacia.

Quello che il President Gizzi non vede(insieme a buona parte della dirigenza del mondo dei farmacisti) e’ che proprio sulla tutela dei farmacisti di parafarmacia, che ad oggi sono la parte piu’ debole ed esposta, passa la difesa di una professione.

Abbandonare e non tutelare i Farmacisti di parafarmacia, non sanare e risolvere il sistema di accesso alla professione, vuol dire distruggere la professione di farmacista.

Il ruolo di Farmacista in questi anni ha subito attacchi e uno svilimento da piu’ parti.

Proprio le Farmacie comunali, istituzione importante e da difendere, sono state teatro di discriminazioni enormi nei confronti dei farmacisti(come il bando al ribasso del comune di Camerino) o sono diventare porta di accesso per il capitale privato, con centinaia di farmacie comunali date in gestione per 99 anni a multinazionli estere ancora prima che entrasse in vigore il ddl concorrenza.

Chiediamo proprio al Presidente Gizzi, cosa devono essere le Farmacie Comunali?!?! l’istituzione che valorizzi il farmacista nella sua professionalità o la porta d’accesso per i capitali privati(come in molti casi e’ accaduto) e un’anticipazione delle discriminazioni sul posto di lavoro che i farmacisti collaboratori potrebbero subire con il capitale privato. Quello di cui parliamo e’ alla luce del sole. Cosi’ come e’ alla luce del sole un sistema di accesso basato sull’ereditarietà di una concessione statele che mal si concilia con il noto ddl concorrenza.