Il “farmaco sospeso” si può: «Così possiamo (dobbiamo) aiutare chi ha difficoltà». Intervista ESCLUSIVA al dottor Pasquale Longhi

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Il dottor Pasquale Longhi è uno degli artefici di “Salute: diritto per tutti“, iniziativa che partirà a breve a Casoria e che porta la teoria del ‘caffè sospeso’ alle medicine.

«Abbiamo pensato si potesse fare – dice -, ci abbiamo provato e con l’aiuto di chi ci ha dato disponibilità, ci siamo riusciti».

Il 21 marzo ci sarà la presentazione del progetto nella sala consiliare del municipio di Casoria che patrocinerà l’iniziativa in collaborazione con la Onlus Medicina Solidale San Ludovico da Casoria e l’ordine dei farmacisti di Napoli.

Dottore com’è nata l’idea?

«A Napoli abbiamo la tradizione del caffè sospeso, pagare un caffè al bar per chi non può permetterselo e lasciarlo lì fin quando non si presenta la persona che ne ha bisogno. Abbiamo pensato di trasportare la stessa teoria sulle medicine e sui presidi sanitari».

E com’è andata?

«Ci siamo naturalmente scontrati con la burocrazia, con le tasse e quant’altro. Fin quando non abbiamo trovato, insieme al dottor Vincenzo Santagada, la soluzione».

Qual è?

«Un box in plexiglas dove poter fare delle donazioni. Ogni mese si farà una rendicontazione in modo da riuscire a capire quanto c’è in cassa e quanto si potrà spendere e a favore di chi».

Dottore, lei è in trincea, la povertà esiste?

«E’ brutto dirlo ma la difficoltà c’è. Tanta gente viene da noi per farsi visitare. Ed è importante che alle visite seguano le cure. Altrimenti diventa tutto complicato».

Grazie dottore, buon lavoro e in bocca al lupo

«Grazie a lei»