La gatta che si credeva il dottor Kildare 8-9-10. Farmacisti punto e a capo – A cura della dottoressa Bianca Peretti

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– Capo, capo, caapoo, ti svegli?
– Pallo, ti prego, smettila. È presto….
– Capo, capo? Dai, apri un occhio, non è presto, no, no, non è troppo presto, ne sono sicura
– È troppo presto, ti dico. Smettila di stuzzicarmi con la zampetta, fammi dormire ancora un po’, ti prego. Sono andata a letto tardissimo, sono stanca, ti prego, lasciami dormire ancora qualche minuto
– No, che non ti lascio dormire, non ci penso nemmeno. Dai, apri almeno un occhio, dai, dai, esci da quelle coperte, dai, dai, dai…Ti aiuto io, se vuoi, ti apro un occhio con la mia zampetta se proprio non ci riesci da sola; vedi, ti posso dare una mano io a svegliarti. Adesso controllo se apri l’occhio, aspetta che ti vengo vicino vicino e guardo se ci vedi bene
– Pallo, mi stai troppo addosso e mi pesi sullo stomaco. Che cosa fai appiccicata alla mia faccia? Ti sembra modo di fare? Fammi almeno vedere la sveglia, voglio capire che ore sono, perché mi sembra  troppo presto, prestissimo, veramente un’ora improponibile
– Ti assicuro che non è affatto presto, di me ti puoi fidare. È l’ora giusta, non c’è alcun dubbio. Il mio stomaco non sbaglia mai e il mio stomaco mi assicura che è ora di alzarsi. Basta dormire, basta stare a letto, basta poltrire, basta perdere tempo. Adesso ci alziamo, andiamo in cucina, mi dai la mia  scatoletta e poi ti bevi il tuo caffè tranquilla al buio e inizi a lavorare. Mi sembra un ottimo programma, cosa ne dici? Già vedo, laggiù in fondo, lontano lontano, il cielo che albeggia. Se non ti sbrighi ti perdi tutto lo spettacolo
– Ma se è buio pesto! Macché alba e alba, è proprio notte fonda! Dove vedi la luce? O sei cieca o sei un’imbrogliona: scegli! Io da qui non mi muovo. E togliti immediatamente dalla mia spalla, visto che pesi una tonnellata
– Una tonnellata peserai tu! Io sono una gatta elegante e sofisticata,  altro che tonnellata. E poi da qui non mi scollo finché non ti decidi al alzarti. Ormai ti conosco: se solo mi distraggo un attimo, saresti capace di riaddormentarti. E poi chi ti sente quando cominci a lamentarti che non hai tempo per fare niente, che hai perso un sacco di tempo, che ti devi sbrigare perché non riesci a terminare nulla come si deve?
– La vuoi piantare?se ti faccio qualche grattino mi lasci tranquilla ancora un po’? Ti prego…
– Ne possiamo parlare. Intanto tu comincia, dai, su così, dietro le orecchie…ecco così, bravissima. Adesso sotto il mento, poi di nuovo dietro le orecchie…su non smettere dai, che poi magari ti riaddormenti. Che bello! Dai, continua, dai, dai, così…frrr…frrr…frrr…
– Che fai, ti metti a fare le fusa e ti riaddormenti? No, non mi puoi fare questo! Prima mi svegli ad un’ora antelucana, poi mi trascini in una discussione paradossale e assurda, infine mi costringi a coccolarti come se fossi un cuccioletto di pochi mesi. Sei una rompiscatole stratosferica, una delle più grandi rompiscatole che abbia mai conosciuto, un giorno o l’altro ti chiudo in cantina e butto via la chiave
– Cantina. Hai detto cantina? Presto, dai, alzati in fretta che devo subitissimo andare in cantina. Prima faccio colazione e poi devo proprio scappare. Te l’ho già detto che ho il sospetto che in cantina sia entrato un topolino? O uno scarafaggio? O qualche altro mostro terribile che va assolutamente bloccato prima che ci invada la casa. Sbrigati, sbrigati, ho fretta. Ho da fare, io, non come te che hai il tempo di poltrire e discutere per delle ore. Devo lavorare, non ho certo tempo da perdere
(Continua…)

Adesso non cominciare tu a tirarti indietro e a fare resistenza passiva. Abbiamo perso anche troppo tempo: avevamo delle idee e dei progetti e ci siamo distratti in mille questioni inutili.
Forza, forza, dai, è ora di muoversi e agire
– Perla per te, che te ne sei stata ferma, immobile, come una statua di sale, per più di due mesi. Ma cosa credi? Che non c’è ne siamo tutti accorti che ti eri impantanata e non sapevi più come andare avanti? Lo sai cosa mi ha detto Memè? E sì che lui non è certo un’aquila (per non dire che a parte il mangiare, non capisce proprio niente). Beh, mi ha detto: “ma che cos’ha il capo? Sembra persa in un’altra galassia, ha lo sguardo vuoto come di uno che non mangia da giorni e si sta facendo sopraffare dall’inedia e dall’ignavia. Sarà mica malata? Perché non le porti un paio di topi e magari anche uno o due scarafaggi? Secondo me, ne ha bisogno, mi sembra pallida e dimagrita”.
E che, devo essere sempre io a darmi da fare? Catturateli da te i topi che vuoi regalare! Ormai sei grande e puoi farcela da solo. Al massimo ti posso aiutare in questo modo: ho il sospetto che, forse, ma non ne sono proprio sicura, in cantina, nell’ultima stanza in fondo, quella sotto il giardino, ci possa essere entrato un topolino. Ecco, non ne sono proprio sicura: sono settimane che ci faccio la posta, non vedi con che urgenzami precipito ogni mattina a controllare? A momenti neppure faccio colazione per la fretta di andare a vedere se lo becco. Se tu, invece di bighellonare senza scopo, venissi con me, prima di tutto potresti imparare qualcosa e poi mi daresti un po’ di aiuto: comincio ad essere vecchia e ore ed ore di appostamento adesso mi stancano troppo.
– Hai ottenuto qualcosa? Però è stato carino a preoccuparsi per me. Mi sento lusingata e molto amata
– Non ti illudere, quel peloso è proprio una boccia persa. Sai cosa mi ha risposto? “Viso che ti senti il vicecapo, arrangiati! Io ti ho dato l’idea, che cosa vuoi di più? Il mio contributo l’ho dato”.
Hai capito  i giovani d’oggi? Forse non saranno completamente scemi, sicuramente non hanno voglia di fare niente. Memè poi, l’hai visto? Non sa neppure correre in modo dignitoso: caracolla di sguincio, come se testa e zampe volessero andare in due direzioni diverse. È proprio un gatto ridicolo
– Strano che il Nano non si occupi di lui. È un peloso buono, generoso, accudisce tutti, sempre pronto ad una leccatina di incoraggiamento o consolazione
– Buono quello! Non sta mai zitto, l’unica cosa che è stato veramente capace di fare è stato indurci  tutti a parlare: ti sfinisce con le sue chiacchiere a tal punto che gli rispondi per disperazione. Per il resto, li giustifica tutti, li perdona tutti, per lui esistono solo carote, il bastone non sa neppure cos’è: tra una lamentela e una coccola coltiviamo degli smidollati che giocano con i merli usando come palla i cachi che cadono dall’albero prima di maturare. Smidollati, smidollati, smidollati, non ci sono altri aggettivi. Ai miei tempi  sí che i gatti erano dei veri felini: avrebbero fatto strage dei merli, altro che giocarci a pallone
– Siamo arrivate al punto di rimpiangere i bei tempi andati? Allora siamo troppo vecchie, non c’è altro da aggiungere. Non ci resta che ritirarci in una dignitosa pensione e dedicarci al piccolo punto
– In pensione ci andrai tu, se ne hai voglia. Qui se mollo io siamo proprio finiti. Adesso che ci penso: dove vorresti andare, tu? Non ti è bastato averci abbandonato per più di due mesi? Ma che razza di capo sei? Non ci pensare neanche e non farti venire idee strane o mi tocca proprio costringerti a mangiare i topi che catturo così ti rinvigorisci e ti rianimi
(Continua…)

– Senti, capo, comincio ad essere veramente spoetizzata. Dici bene tu e fai tutto facile, ma lo sai che non sono neppure riuscita ad affrontare con gli altri pelosi  il fulcro del problema? Si sono persi in mille discussioni inutili, hanno litigato, si sono insultati e mi hanno insultato, senza alcun costrutto. Sono veramente demoralizzata. Pensa che hanno messo in discussione perfino la mia leadership
– Su, su, non te la prendere, è assolutamente normale. Adesso non fare le cose più grosse di quello che sono: lo sai benissimo che non sono cattivi, magari un po’ polemici, magari un po’ confusionari, ma non cattivi. E poi, in fondo, ti vogliono un gran bene e ti hanno sempre accettato come leader.
– Ci mancherebbe! Il capo sono io e non si discute, stiamo scherzando? Ma sono ancora il loro leader? Ho ancora sufficiente carisma per non essere messa in discussione? Si fidano ancora ciecamente di me? Perché, sai, l’affetto non sempre basta: solo con i buoni sentimenti il gruppo si sfalda in un secondo, non va da nessuna parte, si sfalda tra mille dubbi ed incomprensioni. Serve una guida, non se ne può proprio fare a meno, serve qualcuno che ti ricordi continuamente qual è la meta e ti aggiusti la rotta ogni volta che un ostacolo si frappone inaspettato.
– Che un capo sia indispensabile non ci sono dubbi. E poi tu mi sembri un buon capo, anche se invecchiando diventi sempre più simile al nonno. Te lo ricordi? Ci voleva tutti intorno, poi però dovevamo stare zitti e buoni perché gli davano fastidio chiacchiere e confusione. Non gli andava mai bene niente, te lo ricordi? Però quando uno di noi era in crisi sul serio, era l’unico che trovava le parole giuste per aiutarlo: riusciva a farlo ragionare, con calma e metodo, e riusciva a trovare gli argomenti più calzanti per farlo uscire dal pantano. Quanto mi manca! Non puoi immaginare, Pallo, quanto mi manca. Ci sono dei momenti in cui mi sento così sola, così incapace di capire quello che è giusto e quello che è sbagliato, quello che devo fare e quello che voglio fare. Non so come, ma riusciva sempre a capire quando ero in difficoltà, senza che io dicessi una parola: non c’era bisogno di parlare, di spiegare, sapeva decifrare i silenzi e le cose non dette
– E, già, tu di silenzi te ne intendi proprio. Ti rendi conto che sono due mesi che non mi parli e non mi dai voce? Che modi sono questi? E adesso non venirmi a dire che avevi bisogno di una pausa, che dovevi pensare, che anche tu hai diritto ai tuoi spazi! Lo sai che sono scuse belle e buone? Io sono qui che mi preoccupo per tutti, mi danno l’anima a cercare di governare questa banda di sciagurati e tu cosa fai? Te ne stai lí, in silenzio, come una statua di sale, non scrivi, non parli, non mi ascolti, lo sguardo perduto in un mondo solo tuo. Ma ti sembra una cosa da fare? Smettila subito con questa aria da Alice nel Paese delle Meraviglie e comincia a darti da fare perché qui ci sono pelosi e degli umani che hanno bisogno di te e tu non li puoi abbandonare così, come niente fosse
– Mi vuoi spiegare perché anch’io non posso avere le mie belle difficoltà? Cosa credi, di avere il monopolio delle ansie e dei dubbi? Comunque, forse hai ragione tu: forza e coraggio, il più è cominciare. Dai, allora: io adesso mi metto al computer e ricomincio a scrivere. Tu riunisci tutti i pelosi di casa e distribuisci gli incarichi: inizia con elaborare un programma, stabilire dei tempi, creare delle squadre,…
– Alt, basta, mi fai venire il mal di mare, il mal di testa e le vertigini. Ho bisogno di riposarmi, non sono sicura di reggerti ancora per molto…..

La gatta che si credeva il dottor Kildare – 7

La gatta che si credeva il dottor Kildare – 6

La gatta che si credeva il dottor Kildare – 4 e 5

La gatta che si credeva il dottor Kildare – 3

La gatta che si credeva il dottor Kildare (1 e 2)

La gatta che si credeva Che Guevara

Una gatta e la sua farmacista (15esima e 16esima puntata)

Una gatta e la sua farmacista 3

Una gatta e la sua farmacista II

Una gatta e la sua farmacista

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