Capodanno con le FARMACIE off limits: 60 chilometri per trovarne una aperta

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Farmacie off limits in Piemonte: sessanta chilometri per trovarne una aperta.
E’ stata una notte di San Silvestro completamente da dimenticare per chi ha dovuto cercare un farmaco in apoteka: cinquantasette chilometri per trovare un esercizio aperto.
Tra Cuneo e Mondovì, una ligua d’asfalto immensa se si pensa a quanto debbano essere vicine le farmacie aperte anche nei giorni di festa.
Così il presidente di Federfarma Piemonte, Massimo Mana, intercettato dal quotidinano targatocn.it: «Secondo quanto prevede la legge regionale deve esserci aperta una farmacia ogni trenta esercizi. L’Asl Cn1 ne ha 160, sei erano aperte; dunque il minimo c’era».
Querelle chiusa.

  • Solo nell’assenza ci rende conto dell’importanza della presenza di un servizio.
    E’ la legge del contrappasso.

    Oggi ognuno ha un cellulare (forse più d’uno) e l’utilità di un telefono pubblico non la si avverte se non in zone carenti di segnale.
    Ricordo invece la rabbia e lo sconforto quando, per necessità, si accedeva a una cabina telefonica ed essa risultava inservibile per la stupidità di un vandalo che l’aveva danneggiata!

    Oggi le farmacie stanno subendo la stessa vandalica stupidità da parte del legislatore.
    Emerge la loro importanza, come presidio della salute, solo durante le festività e le emergenze.
    Arriverà un tempo in cui i cittadini non potranno più usare la solita frase “… mi aiuti, dottore …” poichè dall’altra parte del citofono o del telefono risponderà una voce elettronica.

    Sottrarre risorse a un sistema per validarne altri porta a conseguenze di depauperamento e scarsità di efficienza.
    E’ come pensare di alimentare più lampadine con la stessa fonte di energia. O la luce si affievolisce o il circuito collassa.

  • Agostino poggi

    MOLTO MIOPE COME RISPOSTA PER ESSERE DATA DA UN PRESIDENTE DI FEDERFARMA. SAREBBE MEGLIO VEDERE UN PO OLTRE IL PRORIO NASO E NON APPELLARCI A NORMATIVE CARENTI CHE CI DANNEGGIANO SOLAMENTE.