Muschietti: “Presa in carico delle cronicità, con in Progetto Atreo anche i farmacisti ospedalieri riconoscono il primato del territorio”

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“È molto positivo che anche dalla Società di farmacia ospedaliera, con il progetto Atreo, arrivi una conferma della necessità di una presa in carico dei pazienti cronici sul territorio. È un evidente riconoscimento di come, nel trattamento delle cronicità, non si possa prescindere dal territorio e dalla prossimità delle cure e dell’assistenza”.

Così Franco Gariboldi Muschietti, presidente di Farmacieunite, commenta l’iniziativa che la Sifo ha presentato a Roma nei giorni scorsi, in occasione del suo congresso nazionale. “Il progetto dei colleghi ospedalieri afferma in buona sostanza  che per affrontare con efficacia, efficienza ed economicità le cronicità dal punto di vista dell’assistenza farmaceutica bisogna operare sul territorio e non altrove” aggiunge Muschietti, precisando che nella stessa direzione si sta muovendo da tempo anche Farmacieunite.

Raccogliendo una sfida lanciata dalla giunta regionale presieduta da Luca Zaia, determinata a incoraggiare le sperimentazioni sul fronte della gestione delle cronicità, che in termini sanitari, sociali ed economici rappresenta la vera sfida della sanità nel prossimo futuro” spiega al riguardo Muschietti “il nostro sindacato ha elaborato in stretta collaborazione con la stessa Regione un progetto, già avviato, per migliorare nel Veneto l’aderenza delle terapie per la cura delle patologie croniche più diffuse: dislipidemie, diabete, ipertensione e patologie respiratorie”.

“È confortante vedere come, in termini di impostazione ma anche di articolazione, il progetto Atreo dei colleghi ospedalieri abbia  molti in punti in comune con quello di Farmacieunite” afferma ancora il presidente del sindacato, sottolineando, in particolare, l’attenzione che entrambi i progetti pongono alla formazione dei farmacisti che dovranno farsi carico dei pazienti cronici, seguendoli in ogni fase del percorso terapeutico per garantire l’aderenza alle cure, eliminando sprechi e gli ingenti costi derivanti da eventuali complicanze e/o peggioramenti del quadro clinico dei pazienti.

“Anche il razionale del progetto Atreo, così come presentato al  congresso Sifo, è sostanzialmente sovrapponibile a quello del progetto che Farmacieunite ha già  avviato in Veneto” sottolinea ancora Muschietti “a dimostrazione di una evidente convergenza su quelle che sono la vision e la mission della figura professionale del farmacista. È un dato positivo, dal quale partire per lasciarsi alle spalle le incomprensioni che, in passato, hanno spesso caratterizzato i rapporti tra i farmacisti ospedalieri e quelli di comunità,  per avviare fin da subito percorsi e progetti comuni e condivisi, senza inutili duplicazioni o sovrapposizioni”.

Per Muschietti, si tratta di superare i confini e gli interessi dei singoli segmenti professionali per  sommare virtuosamente i punti di forza sia dei farmacisti territoriali (su tutti la presenza capillare e radicata  sul territorio e la conoscenza diretta dei pazienti, generata da una lunga  consuetudine di relazioni di cura su base fiduciaria) sia dei farmacisti ospedalieri, in particolare l’oggettivo e riconosciuto possesso di maggiori  competenza clinica.

“Farmacieunite è fin da subito disponibile ad avviare un confronto con Sifo” conclude Muschietti “per verificare la possibilità di convergenze operative che si traducano in iniziative comuni finalizzate a rendere ancora più efficace ed efficiente l’assistenza farmaceutica sul territorio, in particolare sul terreno cruciale della cronicità, a beneficio dei pazienti e nell’interesse esclusivo del sistema sanitario pubblico”.