ONCOLOGIA E INNOVAZIONE FARMACOLOGICA

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L’oncologia è senza dubbio l’area terapeutica nella quale maggiori sono le innovazioni in atto, così come sempre maggiori sono le attese e le richieste di salute. La battaglia al “big killer” del nostro tempo (dati Aiom e Airtum: 369mila nuovi casi di tumore in Italia stimati nel 2017con oltre 3 milioni e trecentomila persone sopravviventi dopo la diagnosi) è da tempo diventata una “battaglia sociale”, come vanno ripetendo a livello nazionale ed internazionale le istituzioni di politiche sanitarie, una lotta che deve essere combattuta in una convergenza di competenze e di impegni che coinvolgono con approccio multidisciplinare i clinici e i ricercatori, gli esperti di prevenzione e di politiche socio-sanitarie.

La presenza dell’oncologia all’interno del 38° Congresso SIFO è una di quelle visibili e tangibili, visto che nel programma congressuale i temi dell’innovazione farmacologica si sono fatti sentire in modo importante, anche grazie all’avanzare sempre più convincente dei risultati dell’immuno-oncologia, della genomica e della medicina di precisione. Qual è dunque il ruolo del farmacista ospedaliero in questo scenario profondamente in cambiamento? Cambiano anche le competenze e le responsabilità del farmacista ospedaliero? “Il ruolo del farmacista ospedaliero rimane sempre quello di ‘esperto del farmaco’ – precisa Emanuela Omodeo Salè, Direttore del servizio di Farmacia dell’Istituto Oncologico Europeo-IEO IRCCS e coordinatrice dell’Area Oncologia nella SIFO – che viene poi declinato nelle varie sfumature da quelle più cliniche di verifica di appropriatezza terapeutica e di formazione ed informazione ai pazienti e operatori sanitari, a quelle correlate alla qualit à delle prestazioni ed alla loro sicurezza sia dal punto di vista della tracciabilità, della farmacovigilanza che dalle attività di preparazione. Senza poi dimenticare le attività correlate alla logistica come garanzia delle corrette modalità di conservazione ed alla governante, impegnati nel difficile compito di garantire la sostenibilità tra costi e benefici. In questo scenario le competenze più che cambiare devono evolvere, come per tutte le professioni ad elevato contenuto scientifico, quali sono quelle sanitarie”.

Sono due gli eventi specifici in cui l’oncologia è stata al centro del dibattito e delle comunicazioni scientifiche. Il primo è stata la plenaria “Innovazione terapeutica: Nuovi Scenari” (venerdì 24 novembre, ore 11:00 – 12:30); il secondo è stata la sessione parallela “Terapie standard e nuove frontiere della medicina di precisione in oncologia” (venerdì 24 novembre, ore 16:30 – 18:00). In quest’ultimo simposio la vastità degli approcci e dei percorsi terapeutici è stata affrontata con approfondimenti dedicati alla genetica, all’immunoncologia, alla robotica e alla galenica personalizzata. Cosa sta accadendo in questo ambito terapeutico e come si devono adeguare i sistemi sanitari? “Certamente l’oncologia è l’area terapeutica maggiormente rappresentata nei trials clinici e le innovazioni sono molte, dalla precision medicine alla immuno-oncologia”, precisa Omodeo Salè, “Questi farmaci cambieranno finalmente le prospettive per i pazienti anche in termini di qualità di vita. Ov viamente il carico economico è importante, ma laddove i risultati sono di maggiore sopravvivenza e migliore qualità di vita, l’accesso alle terapie deve essere garantito universalmente”.

Dal punto di vista dell’attività del farmacista in ambito oncologico, la gestione delle Unità Farmaci Antiblastici continuano a rappresentare la parte predominante, ci sono novità a riguardo? “Nel corso del 2017, abbiamo presentato due importanti documenti”, precisa la coordinatrice dell’area oncologica in SIFO, “Il primo contiene i nuovi Standard Tecnici di Galenica Sterile Oncologica elaborato dall’Area Oncologica della SIFO e rappresenta un passo fondamentale verso il raggiungimento di standard qualitativi di livello internazionale e che garantirà, con la sua applicazione, il maggior grado possibile di sicurezza e qualità delle terapie mediche in oncologia. Il secondo è invece il documento di Consensus Italiano sulla gestione del rischio di esposizione ad antineoplastici“.

Ma, si diceva, la battaglia al cancro è una battaglia sociale e come tale è stata portata dentro al 38° Congresso. Cioè una battaglia che si può e si deve affrontare soprattutto con un nuovo e unitario engagement di tutti gli attori (scientifici, clinici, assistenziali, organizzativi, politici, produttivi) in gioco. Per questo il simposio SIFO ha inteso mettere a tema l’innovazione in oncologia anche nella prospettiva di una nuova e più dinamica collaborazione tra clinici, farmacisti, cittadini e caregiver, andando così verso un cambiamento radicale dell’approccio di cura e della presa in carico. “Il tema è decisamente più ampio di quanto possa sembrare”; conclude Emanuela Omodeo Salè, “e direi che non esiste un solo nuovo modello di presa in carico del malato, ma si intrecceranno nel prossimo futuro molti cambiamenti, perché anche il paziente sarà sempre più consapevole e attivo, quale parte del team di cura. La carenza di medici ha già portato gli oncologi americani ad ipotizzare di delegare alcune attività ad altri professionisti sanitari, mentre la carenza di posti di degenza per i pazienti cronici, sposterà sempre di più il trattamento sul territorio e questo richiederà sempre ulteriore integrazione tra ospedale e territorio, soprattutto considerando la maggiore attenzione alla specializzazione delle strutture, alla centralizzazione delle competenze e risorse nonché la valorizzazione dei volumi di attività e degli esiti. Il farmacista avrà quindi un ruolo chiave, non solo nella governance del farmaco, ma anche nei percorsi di cura diretti e nell’interazione col paziente”.