La gatta che si credeva il dottor Kildare – 7. FARMACISTI PUNTO E A CAPO, a cura della dottoressa Bianca Peretti

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– Insomma, la volete smettere? Non ho mai visto un’assemblea più indisciplinata e inconcludente. Non è possibile che non siate in grado di discutere da persone civili senza insultarvi o accusarvi di tutte le colpe possibili ed immaginabili
– Ma, esattamente, di che cosa dovevamo discutere? Io non me lo ricordo neppure più e, a dire il vero, non sono neppure sicura che mi interessi più di tanto. Pensate sul serio che, anche nell’ipotesi denegata in cui addivenissimo ad una qualunque conclusione comune, interesserebbe davvero a qualcuno? Noi siamo solo dei poveri mici di strada, raccattati per pura pietà da questa famiglia di babalucchi, talmente scombinati che non sanno neppure loro chi sono e che cosa vogliono: al posto di una casa hanno un porto di mare, non si sa mai chi c’è, chi ci sarà, se ci daranno da mangiare o se ci lasceranno morire alla fame e al freddo. Bah, io non mi preoccuperei più di tanto di quello che pensano o dicono, mi basta che ci lascino sempre le porte aperte, cuscini e coperte calde e comode su cui riposare dopo le terribili fatiche che ci tocca fare e, naturalmente, le ciotole sempre piene di cibo freschissimo
– Allora si mangia? Ottimo, a me pesce, salmone possibilmente, ma mi potrei accontentare anche di alicette e pesce bianco, e del formaggio, grazie. Ho scoperto che gli umani mangiano delle foglioline sottili di un formaggio dolce, ma saporito, che è una vera prelibatezza. Però non nella ciotola, mescolato con tutto il resto: mi piace molto di più se me lo lasciano sul tavolo, solo per me. Sarei proprio stufo di dover condividere certe squisitezze con tutti voi e magari dover mettermi in fila ad aspettare il mio turno perché sono il più giovane. Io ho fame e mi piace mangiare bene, con calma e senza dovermi preoccupare di stupide gerarchie
– Tu hai fame? Tu sei una vera e propria idrovora, non un gatto normale. Ti infili in mezzo alle zampe di tutti, di intrufoli ovunque ci sia del cibo, che ti invitino o meno è irrilevante, tanto a te non ti invita certo nessuno. Se c’è del cibo ci sei tu. Il Nano è terrorizzato da te e dalla tua prepotenza. Anzi, mi ha detto che se ci sei tu lui neppure si avvicina, tanto gli fai paura. E pensare che da piccolo ti ha accudito più e meglio di tua madre: ecco l’attenzione e la riconoscenza dei giovani d’oggi
– Che c’entra? E chi gli ha fatto qualcosa al Nano. Sarebbe anche un buon gatto, a parte forse che sta sempre appresso a te, che sei noioso come l’appetito
– Io noioso? Io noioso? Sarai interessante tu che non sai parlare di nessun altro argomento se non di cibo, di mangiare o di quanto hai fame
– La volete piantare? Adesso sono veramente stufa di tutti voi e dei vostri discorsi insensati. Ditemi solo che cosa volete che riferisca alla nostra umana perché io, quasi quasi, le do ragione. E non sapete quanto mi secchi farlo, mi da proprio un fastidio terribile. Ma devo riconoscere che lei sa sempre argomentare molto bene, più l’argomento si fa complicato e più è brava a ragionarci con calma e metodo. Forse, forse, qualcosa le sono serviti tutti quei libri con i quali vive in completa simbiosi. Chissà, magari se anche noi ne leggessimo qualcuno…
– Bella forza, si fa presto a sapere le cose se stai tutto il giorno a leggere e studiare. Te lo sei dimenticato che noi dobbiamo lavorare, invece? Hai mai visto sudare davvero qualcuno sui libri? Fanno tutti una così bella vita, seduti tutto il giorno, niente corse, niente stress: l’unico sforzo che fanno è quello di girare le pagine: sai che sforzo! Lo sai quante volte ho attraversato io il giardino solo oggi? Migliaia, milioni, non lo so più nemmeno io. Sono stanchissimo, stremato, devo andare di corsa a riposarmi perché non mi reggo più in piedi
– Nano, tu sei nato stanco, dí la verità. In realtà, passi la giornata tra il letto e il divano, quello nuovo e   il  più comodo, naturalmente
– Come fai a dire una cosa del genere? Sei matta? Oggi ho controllato tutti gli alberi del giardino, uno per uno, ho contato tutti i passerotti, ho fatto il censimento dei merli e sono stato attentissimo che mangiassero i cachi maturi partendo dai più bassi, perché quelli più alti nessuno li raccoglie mai per cui li troveranno anche nei giorni prossimi, mentre quelli più in basso magari gli umani li raccolgono e i poveri pennuti potrebbero rimanerne senza
– Sei andato a mettere il becco anche nelle faccende dei merli? Ma non ti vergogni? Ma non ti fai mai gli affari tuoi? Non ci posso credere: un gatto che regola il traffico degli uccelletti. Dove andremo mai a finire di questo passo?
(Continua…..)

La gatta che si credeva il dottor Kildare – 6

La gatta che si credeva il dottor Kildare – 4 e 5

La gatta che si credeva il dottor Kildare – 3

La gatta che si credeva il dottor Kildare (1 e 2)

La gatta che si credeva Che Guevara

Una gatta e la sua farmacista (15esima e 16esima puntata)

Una gatta e la sua farmacista 3

Una gatta e la sua farmacista II

Una gatta e la sua farmacista

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