La gatta che si credeva il dottor Kildare – 5. FARMACISTI PUNTO E A CAPO. A cura della dottoressa Bianca Peretti

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– Abbiamo finito? Quando si mangia? Ho fame, fame!
– La vuoi piantare, Memé? Ma chi ti ha dato un po’ di educazione! Non certo quella sciagurata di tua madre, senza testa e senza criterio come tutti i genitori di oggi, ma almeno a scuola qualcosa dovrebbero averti insegnato, o no?
– Come ti permetti, io sono un’ottima madre! Ho cresciuto i miei figli nella massima libertà, senza obbligarli a rispettare delle stupide regole ipocrite che voi benpensanti ritenete così importanti. Sono moderna, io, al passo con i tempi: oggi i giovani hanno il diritto di esprimersi senza inibizioni, l’unica scuola che conta davvero  è quella della vita. È ora di finirla di stressarli con lo studio, i compiti, tutte cose inutili, completamente obsolete, antiche. Oggi si va veloce, computer, smartphone, consolle, e vedi che ne sanno più che abbastanza per diventare ricchi e famosi, che è l’unica cosa che conta veramente. Altro che verifiche, interrogazioni, esami.  Non si può crescere sani e felici con tutto quello stress e poi non ne vale proprio la pena. A chi importa piu se conosci la grammatica o le tabelline? Ma non lo sapete che esistono i correttori automatici e le calcolatrici? Perché perdere tempo con tutte queste cretinate? Cosa credete, di contare più degli altri? E poi, si sa, tutti i laureati sono morti di fame: studia, studia, studia, per cosa? Per mille euro al mese se e solo se trovi uno straccio di lavoro avvilente e poco dignitoso? Guardate mia cugina: si è trasferita a Dubai e adesso è la gatta ricca, felice e molto viziata di un uomo d’affari ricchissimo. Lei sì che ha sfondato nella vita, altro che quei poveracci degli insegnanti che dopo aver combattuto con orde  di ragazzini urlanti ed indisciplinati non sanno come arrivare a fine mese
– Piano. Stai facendo una gran confusione mescolando cose che non hanno alcuna attinenza fra loro: cosa c’entra l’educazione dei ragazzi con lo stipendio dei laureati? Ti rendi conto che stai cianciando a vanvera?
– No, guarda, questa volta ha proprio ragione Filtri, così non si può piu andare avanti. Non funziona niente, ci tocca lavorare come schiavi, corriamo come disperati tutto il giorno, mai una soddisfazione, mai un ringraziamento, mai un momento tranquillo. Nessuna considerazione per noi poveretti, non contiamo niente di niente, nessuno che si occupi di noi, nessuno che difenda  i nostri dirpitti, siamo proprio solo dei poveri disgraziati. Una volta sí che era tutto diverso! Si stava bene, eravamo tutti felici, senza problemi….sí, quelli erano bei tempi
– Ecco, Nano, ci mancavi solo tu con tutte le tue lamentele. Mi sembrava impossibile che non brontolassi come al solito. Se c’è uno che conduce una vita beata quello sei proprio tu: passi la giornata a sparlare  e a spettegolare senza freni in tutti i giardini del vicinato. Sei in assoluto l’essere più vanesio e inconcludente che conosca. A chiacchiere non ti batte proprio nessuno; poi, però, hai paura della tua ombra e non fai altro che fughe precipitose ad ogni minimo batter di mani. Sai come chiamava il nonno quelli come te? Belli, ma senza cuore, ecco come li chiamava. Bello sei bello, non c’è che dire, in quanto a coraggio, sei proprio una mammoletta senza spina dorsale
– Parla per te, brutta antipatica. Se tu avessi passato la metà dei guai che ho passato io, mi considereresti in tutt’altro modo. Te lo sei scordato che mi hanno rapito e tenuto prigioniero, solo e derelitto, lontano dalla mia casa e dai miei affetti? Te lo sei dimenticato? Io no che non l’ho dimenticato e certe esperienze ti segnano nel profondo, cara mia
– Ancora  con questa storia del rapimento? Secondo me, sei tu che sei stato così curioso e così imbranato da rimanere rinchiuso in qualche cantina finché a forza di frignare qualche anima pia non è venuta a liberarti. Conoscendoti questa è la spiegazione più logica
– Non ti azzardare a dire queste cattiverie al mio migliore amico, non ci provare neanche. Sei proprio una vecchiaccia arida e insensibile
– Dimitri, ci mancavi solo tu: l’avvocato delle cause perse. Ogni volta che ti sento parlare mi viene in mente quella filastrocca: amici amici e poi ti rubano la bici. Ti si addice, anzi sembra pensata proprio per te. Oppure: Dio li fa e poi li accoppia. Fra te e il Nano non so proprio chi dei due  sia il più sciocco
(Continua…..)

La gatta che si credeva il dottor Kildare – 4 e 5

La gatta che si credeva il dottor Kildare – 3

La gatta che si credeva il dottor Kildare (1 e 2)

La gatta che si credeva Che Guevara

Una gatta e la sua farmacista (15esima e 16esima puntata)

Una gatta e la sua farmacista 3

Una gatta e la sua farmacista II

Una gatta e la sua farmacista

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