La gatta che si credeva il dottor Kildare – 4 e 5. FARMACISTI PUNTO E A CAPO – A cura della dottoressa Bianca Peretti

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– Come Presidente, Generale, Capo Supremo dell’Assemblea dei Pelosi di Casa dichiaro aperta questa assemblea. Vi ho riunito oggi per dibattere una questione molto importante dalla quale dipenderà il futuro della nostra vita
– Dai, Pallo, sei sempre la solita esagerata. Mi hai fatto tralasciare i miei impegni mattutini di ricognizione del territorio e adesso non c’è nessuno a controllare il movimento dei pennuti sui nostri alberi e ciò che succede nei cortili vicini. Così non si può andare avanti, siamo senza informazioni vitali per la sicurezza e la tranquillità del nostro mondo, voi non vi rendete conto del pericolo che corriamo
– Piantala, Nano, di brontolare. Sei tu che sei sempre il solito esagerato. In realtà, passi tutto il tuo tempo a spettegolare in giro e a lamentarti di tutto e di tutti. Se per un giorno ritardi i tuoi convenevoli di qualche ora non muore certo nessuno
– Quando si mangia? Cosa c’è di pronto? Ho fame, ho proprio fame!
– Basta, Memè, hai mangiato un quarto d’ora fa! Neanche avessi il verme solitario! Ma che avete voi giovani? Siete senza interessi, senza ideali, poca voglia di fare, volete essere serviti e riveriti di tutto punto. Avete in mente solo i vostri bisogni immediati, le battaglie ideologiche non sapete neppure che cosa sono. Forza, forza, adesso basta con i capricci, qui c’è da lavorare, impegnarsi, decidere il destino della patria
–  Però, a dire il vero, sinceramente, se posso esprimere anch’io un’opinione, il servizio qui non è proprio dei migliori. Bisogna sempre aspettare, anche per un semplice spuntino. Fanno tutto con comodo e non gli importa se stai morendo di fame. Certe volte non ti aprono subito la porta, ti lasciano i croccantini del giorno prima e anche la qualità delle scatolette, diciamocelo, lascia spesso a desiderare. No, non è proprio un gran servizio, io mi preoccuperei soprattutto di questo
– Taci tu che non dovresti neppure stare qui. Se ci sei è solo grazie al fatto che ti sei intortata quel tontolone dell’avvocato con tutte quelle tue moine svenevoli e melliflue. Se non ti piace il servizio, puoi pure andartene anche subito che non mancherai certo a nessuno
– Che modi! Che maniere poco eleganti! Rimango solo per non abbandonare quel pover’uomo in balia  della vostra mala grazia: se fosse solo per me, mi sarei già cercata da un pezzo una dimora più consona al mio stile, più in linea con le mie esigenze
– Adesso basta  chiacchiere inutili e sciocchezze di vario genere. Dobbiamo parlare di cose serie, altro che scempiaggini come queste. Allora: la nostra umana continua a ripetere che ci sono tutta una serie di argomenti per discutere dei quali è necessaria una competenza particolare: insomma, insiste che noi poveri pelosi, pur molto attivi su internet, non siamo abbastanza competenti per parlare con cognizione di causa di malattie, medicine, vaccini e terapie mediche. Vi pare possibile? Noi siamo pelosi molto evoluti, partecipiamo ad un sacco di forum, abbiamo più di mille amici su Facebook, conosciamo tutti i siti più in voga su tutte le questioni di grande attualità. Che cosa ci manca per poter esprimere un’opinione su tutto questo? Secondo me, è il solito atteggiamento classista: mi dispiace dirlo, non avrei mai detto che anche la nostra umana la pensasse in questo modo, pensavo che almeno lei fosse di mentalità più aperta e democratica
– Dai, non ti sei accorta che ci porta continuamente dal veterinario e non fa nulla senza consultarlo? Lo sa che non ci piace per niente eppure lei insiste: per ogni piccolo problema, ecco che ci carica in macchina e ci porta da quel torturatore seriale che ci tocca dappertutto, ci palpa, ci strizza, ci infila aghi ovunque. Non dimostra alcun rispetto per la nostra sensibilità: lo vede come ci stressiamo ad andare dal veterinario, ma lei niente, fredda e determinata, non ha nessuna attenzione per noi e per i nostri veri problemi. Cosa volete che ne sappia un estraneo di noi e di come ci sentiamo! Cose da matti: adesso uno qualunque, solo perché dice di aver preso una laurea, pensa di sapere meglio di noi di che cosa abbiamo bisogno. Che cosa sarà mai questa famosa laurea? Un pezzo di carta qualunque, sicuramente
– A dire il vero, io ho sentito dire che i vaccini ci possono cambiare il colore del pelo e poi una mia amica mi ha detto che il cugino della sua vicina di casa, dopo essere stato vaccinato, credeva di essere diventato un cane. Non so cosa mi faccia più orrore! Se rischiare di veder sciupato il mio bel pelo o cominciare a pensare di essere diventata un cane
(Continua…)

La gatta che si credeva il dottor Kildare – 4

– Stai cercando, per caso, di farmi crede che se il Nano è un gran imbranato  è colpa mia? O, al contrario, stabilito che il Nano è un gran imbranato, lo spingo a cacciarsi in qualche guaio? O, ancora: ho trasformato io  il Nano in un gran imbranato perché ho stravolto le regole della Natura?
– Sai, capo, quando fai così ti detesto con tutto il cuore. Cerchi di imbrogliarmi con la tua dialettica e te ne approfitti miseramente perché in fondo sono una povera gatta di periferia, facile a confondersi con tutti questi ragionamenti complicati.
– Amica mia, c’è poco da discutere: la logica è logica, sempre. E non fare tanto la finta modesta perché mi sembra che tu abbia un’opinione su tutto e non ti fai certo scrupoli ad esternarla
– Che c’entra? Certo che ho un’opinione su tutto, ci mancherebbe. O pensi davvero che solo voi acculturati (acculturati, poi, bisognerebbe vedere: in fondo, come ti fa notare spesso tuo marito, hai una laurea per vendere cerotti e belle parole) avete il diritto di parlare di determinati argomenti? Guarda che io li leggo i giornali, guardo la televisione e frequento un sacco di forum su internet. Che cosa credi? Nel ventunesimo secolo non servono più i libri per sapere le cose: uno schermo e una tastiera e il mondo non ha più segreti
– Interessante. Quindi tu credi che bastino poche notizie, di cui peraltro non sei neppure in grado di valutarne la veridicità, per conoscere il mondo? Ne sei sicura? Secondo te, noi abbiamo sprecato un mucchio di tempo sui libri quando, invece, potevamo girovagare nel web e in quattro e quattr’otto saremmo stati in grado di discettare su tutto lo scibile umano? Ne sei proprio sicura?
– Adesso non cominciare ad usare tutti quei paroloni inutili e pretenziosi che non m’incanti, sai? Tanto oggi non si usano più, credi che non lo sappia? Oggi si usa un linguaggio essenziale, semplice, sintetico, immediato, alla portata di tutti e facilmente comprensibile per chiunque, altro che chiacchiere. Tutti questi termini difficili servono solo per confondere la povera gente, quella che è abituata a dire pane al pane e vino al vino e che è stufa di sentirsi esclusa dai vostri discorsi difficili. Guarda, per esempio, quei vostri buggiardini malefici! Chi vuoi che ci capisca qualcosa! Per forza poi uno è costretto a cercare il dottor Google che ti spieghi qualcosa. Dì la verità: neppure tu ci capisci niente, ecco perché tieni libri ovunque: cambiano i mezzi (e tu in questo sei antica, lo sai bene), ma la sostanza è sempre la stessa.
– Calma, stai facendo confusione su concetti e problemi molto diversi. Partiamo, per semplicità, dall’ultima questione a cui hai accennato: il foglietto illustrativo dei medicinali. Cominciamo col dire che chiamarlo “buggiardino” è sbagliato e fuorviante: infatti riporta tutte le informazioni che l’azienda produttrice ha raccolto sul farmaco e se l’uso di quest’ultimo richiede una ricetta di un medico, è stato scritto per il medico ed il farmacista, nel linguaggio tecnico che compete a queste due professioni. Il fatto che il paziente spesso non lo comprenda, non lo rende per questo falso o bugiardo: sarebbe come dire che, siccome non ho le competenze per comprendere  la fisica quantistica, i testi di fisica quantistica sono pieni di falsità o bugie. Purtroppo, per comprendere determinate questioni, occorrono competenze specifiche, lunghi anni di studi, centinaia di pagine digerite con fatica e dolore. Fattene una ragione e rassegnati all’idea di non essere una tuttologa.
– Io non sarò una tuttologa, come dici tu, ma non puoi negare che anche tu non sai sempre tutto
– E chi lo nega! Ci mancherebbe altro, certo che non so sempre tutto, però a differenza di te, lo so e lo riconosco senza problemi. Se non so una cosa, la chiedo a chi ne sa più di me su quell’argomento, e se non ricevo una risposta soddisfacente, lo chiedo a qualcun altro
– Vedi che anche tu cerchi di trovare chi ti dice quello che vuoi sentirti dire? Te l’ho detto, cambiano i mezzi, ma la sostanza è sempre uguale
– Guarda che non ho detto questo, non ho mai affermato di cercare qualcuno che mi avvalli nelle mie convinzioni. Ho semplicemente detto che se una risposta non mi convince, sento altri pareri e altre opinioni. È molto diverso.
– Sono quasi certa che tu mi stia imbrogliando, lo sai che non mi fido tanto quando cominci a discutere. Ci voglio pensare bene. Adesso convoco un’assemblea plenaria dei pelosi della casa e discutiamo di tutta la faccenda. Vedrai che riusciremo ad avere ragione di te
(Continua….)

La gatta che si credeva il dottor Kildare – 3

La gatta che si credeva il dottor Kildare (1 e 2)

La gatta che si credeva Che Guevara

Una gatta e la sua farmacista (15esima e 16esima puntata)

Una gatta e la sua farmacista 3

Una gatta e la sua farmacista II

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