Ruggiero (LPI): «No a soluzioni fallimentari che girano come “catene” su whatsapp. Riconoscimento reale alla libera professione»

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«Non vogliamo soluzioni pasticciate. Non ci piace la logica fallimentare che ci ha portato fino a qui e che sembra averci avvolto nelle sabbie mobili».

E’ un Ivan Giuseppe Ruggiero settembrino e frizzante: il presidente di Libere parafarmacie italiane si sofferma su quanto sta accadendo attorno alla sua categoria. I titolari di parafarmacia, stando al suo dire, hanno bisogno di risposte concrete, non di fuffa.

«Il mio ultimo intervento – argomenta – ha riguardato l’incontro con l’onorevole Adriana Galgano (scarica qui l’allegato). L’intento che da sempre è cardine del mio impegno è il riconoscimento della libera professione».

Mantiene bassi i toni, ora sa che la polemica sarebbe una ulteriore perdita di tempo, ma non perde chiarezza il suo discorso: «Riassorbimento e sanatoria sono errori gravi da non perseguire. Sarebbe il vero fallimento per quanti si sono impegnati finora per migliorare le cose. Ne è testimonianza visibile il concorso straordinario indetto dal governo Monti».

Sposta poi il tiro su quello che è diventato tema di dibattito politico: «L’emendamento a firma della parlamentare Silvia Fregolent potrebbe rappresentare un ulteriore intoppo, in termini di tempo, energie, ricorsi e ulteriori acredini tra i professionisti».

Sulle scelte dei suoi colleghi, di avviare lavori in altri gruppi o sigle sindacali rimarca: «Non ho nulla contro chi, come me, lavora per difendere i diritti della categoria. Mi scoccia, però, pensare che ci siano colleghi che, nascosti dietro una logica di favore, vogliono solo ed esclusivamente avviare provvedimenti fallimentari. I social network sono un’arma a doppio taglio. Alcuni miei tesserati sono stati inseriti in chat di whatsapp di non meglio specificate associazioni. Insomma, oggi il gioco si è fatto davvero duro ma così, dico subito agli altri concorrenti, che non mi sembra il caso giochino. Perderebbero. Facendo anche delle figuracce».

E ancora: «Difendere la professione non è compiacere gli altri. E’ senso di responsabilità per una tutela complessiva».

Torna sul gruppo del social: «La crisi che prospettano infastidisce perché porta a soluzioni ad personam. Se c’è crisi, dove si prendono i soldi per aprire una farmacia?».

Spiega: «Quello che voglio chiarire e che deve essere fondamentale è che una soluzione deve essere risolutiva per tutti, non favorire uno a scapito di altri. Altrimenti prestiamo il fianco al giochino di Federfarma»

Frena poi sulle conseguenze di scelte indesiderate: «Non ci nascondiamo , alcuni provvedimenti vanno in questo senso: riassorbimento e sanatoria; ma ad oggi non sono passati. Mi spiego meglio: hanno ricevuto una rinuncia di votazione. Dobbiamo battere sulle liberalizzazioni non sui concorsi»

Così chiude: «Speriamo che   questi    colleghi siano   a    conoscenza  delle prossime  e       imminenti   votazioni,   siamo  a   fine Legislatura, e   che   siano   a   conoscenza    dei     tempi brevissimi per l’approvazione di questo emendamento, nel senso che secondo il nostro avviso,    non  ci   sono   i tempi tecnici per approvarlo».