Concorrenza, Federfarma Napoli ho organizzato incontro con commercialista

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Ecco la lettera a firma del presidente FEDERFARMA NAPOLI, Michele Di Iorio

Caro Collega,

 

Facendo seguito alla mia nota di pari argomento del 3 agosto 2017, mercoledì 30 u.s., presso la nostra sede si è tenuto un primo incontro con i commercialisti e professionisti del settore sul tema della nuova legge sulla concorrenza che, Ti ricordo, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale è divenuta operativa dal 29 agosto.

All’incontro, oltre ai rappresentanti del Consiglio di Federfarma, al Presidente dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Napoli Vincenzo Santagada ed all’amministratore delegato di Credifarma Marco Alessandrini, hanno preso parte più di 20 commercialisti in rappresentanza dei maggiori studi professionali che collaborano a vario titolo con le nostre farmacie.

 

Nella mia relazione introduttiva, ho preliminarmente evidenziato il contesto economico e professionale all’interno del quale la nuova legge s’inserisce. Innanzitutto la scarsa redditività delle nostre attività, un dato ormai, purtroppo, consolidato nel tempo nonchè la riconquistata regolarità dei pagamenti da parte delle 3 ASL napoletane.

Tale dato, seppur positivo, risulta essere un elemento di cui tener conto perché l’annoso problema del ritardo nei pagamenti da parte delle AASSLL non può più essere utilizzato quale “alibi” delle nostre difficoltà economiche né, ad esempio, quale giustifica di dilazione straordinaria dei pagamenti verso i nostri fornitori. Infine, come rappresentato dal Prof. Santagada, lo scenario futuro ci pone di fronte alla previsione di assegnazione di oltre 100 farmacie nella provincia di Napoli, con le conseguenze facilmente immaginabili.

 

Ciò premesso ho fornito una prima analisi circa le perplessità generate dalla legge, esprimendo i più evidenti paradossi giuridici di un testo che, tuttavia, è già vigente, soprattutto relativi alla necessità dell’idoneità per essere titolari, ai contributi ENPAF, nonché alla non lontana ipotesi per Federfarma di dover accogliere soci non farmacisti.

 

Ho, infine, invitato i professionisti ad intervenire anche sui temi e gli interrogativi che in questi giorni ci poniamo tutti,  ossia quali possano essere le ricadute immediate e quali gli scenari a medio e lungo termine, ma soprattutto quali debbano essere gli atteggiamenti della categoria per fronteggiare una realtà particolarmente severa.

 

 

 


Con i tecnici presenti è nato un interessante dibattito tanto sulla eventuale struttura societaria (o meno) delle farmacia, tanto su quale modello (società di persone o di capitale) adottare. Ulteriori valutazioni sono state fatte sulle ipotesi dei vari modelli di rete anche in base ad esperienze già attualmente vissute da alcuni titolari.

Considerata la complessità quanto la vastità e le ricadute operative sulle nostre aziende, ho ritenuto opportuno di individuare ulteriori incontri con i commercialisti anche alla luce delle imminenti indicazioni che verranno da Federfarma Nazionale prima di convocare un’assemblea straordinaria nella quale presentare ai Colleghi lo scenario sul quale andrà a muoversi la farmacia.

 

Di certo un comune denominatore nasce dalla certezza che vogliamo restare Farmacisti Indipendenti, resistendo alle eventuali lusinghe di un “mercato” che ancora non possiamo identificare, non potendo condizionare oltre misura auspicabili aumenti di fatturato, atteso che la diffusione dei farmaci equivalenti ha falcidiato le nostre DCR e la crisi economica, tuttora perdurante, riduce significativamente la capacità di spesa rispetto a tanti altri articoli e servizi da noi offerti.

 

È, dunque, necessario operare sulla redditività, evitando di individuare nella concorrenza interna uno strumento di fidelizzazione della clientela, considerando che oggi dobbiamo tutti insieme competere con un mercato esterno che potrebbe fare della concorrenza la sua arma migliore.

 

Come già ho sostenuto in altro documento è una norma con la quale dobbiamo imparare a convivere, consapevoli che il capitale professionale che da centinaia di anni investiamo con orgoglio nel prenderci cura dei cittadini non è né aggredibile né negoziabile, ma è difendibile, se ne saremo all’altezza, rispetto a coloro che immaginano di trasformare la farmacia in un esercizio esclusivamente commerciale.