Rivaroxaban di Bayer ha ridotto del 24% il rischio combinato di ictus, infarto del miocardio e morte per cause cardiovascolari

0
188
Print Friendly, PDF & Email

Nello studio di Fase III COMPASS, rivaroxaban, l’inibitore orale del Fattore Xa di Bayer al dosaggio vascolare di 2,5 mg due volte/die più aspirina 100 mg una volta/die ha ridotto il rischio combinato di ictus, infarto del miocardio e morte per cause cardiovascolari (CV) del 24% (riduzione del rischio relativo) in pazienti con coronaropatie (CAD) e/o arteriopatie periferiche (PAD) croniche. Lo studio ha valutato questa terapia d’associazione rispetto ad aspirina 100 mg una volta/die in monoterapia. I pazienti compresi nello studio avevano già ricevuto la terapia raccomandata dalle Linee Guida per ipertensione, ipercolesterolemia e diabete. E’ stato valutato anche rivaroxaban in monoterapia al dosaggio di 5 mg due volte/die, ma la differenza per l’endpoint primario non ha raggiunto la significatività statistica. I risultati sono stati riportati in due presentazioni Hot Line all’edizione 2017 del Congresso ESC in corso a Barcellona dal 26 al 30 agosto. I risultati dello studio COMPASS sono stati contemporaneamente pubblicati su The New England Journal of Medicine.

 

Il beneficio dimostrato da rivaroxaban 2,5 mg due volte/die più aspirina 100 mg una volta/die per l’endopoint composito d’efficacia (eventi avversi cardiovascolari maggiori – MACE) è dovuto principalmente alla significativa riduzione di ictus (42%) e morte per cause cardiovascolari (22%). La terapia d’associazione ha, inoltre, ridotto il rischio d’infarto del miocardio del 14%, anche se questo risultato non è stato statisticamente significativo. La terapia d’associazione ha dimostrato un miglioramento sostanziale, pari al 20%, del beneficio clinico netto definito come riduzione di ictus, infarto del miocardio, morte per cause cardiovascolari, rispetto al rischio di eventi emorragici gravi. L’hazard ratio per la mortalità per tutte le cause è stato dello 0,82 (IC al 95% 0,71-0,96; P=0,01). Le percentuali d’incidenza di eventi emorragici sono state basse e, aspetto importante, nonostante un aumento di emorragia maggiore, non si è avuto un incremento significativo di emorragia fatale, né di emorragia intracranica. Un altro elemento significativo è che nelle popolazioni di pazienti con arteriopatie periferiche (PAD), si è avuta una significativa riduzione di eventi avversi maggiori, che hanno interessato gli arti e tutte le amputazioni maggiori da causa vascolare.

 

Ogni anno la mortalità per malattie cardiovascolari, comprese coronaropatie (CAD) e arteriopatie periferiche (PAD), è di circa 17,7 milioni di persone, ovvero il 31% della mortalità mondiale. Inoltre, chi soffre di malattie cardiovascolari ha un’aspettativa di vita ridotta di oltre 7 anni. Le coronaropatie (CAD) e le arteriopatie periferiche (PAD) sono quasi sempre causate da aterosclerosi. Chi soffre di queste patologie è a rischio di sviluppare eventi trombotici, che possono comportare disabilità, perdita degli arti e decesso.

 

“Le coronaropatie (CAD) e le arteriopatie periferiche (PAD) continuano a rappresentare un notevole problema per la salute pubblica. Nonostante l’impiego di terapie anticoagulanti raccomandate dalle Linee Guida, le percentuali degli eventi restano considerevoli” – ha dichiarato John Eikelboom, Professore Associato della Divisione di Ematologia & Tromboembolismo del Dipartimento di Medicina alla McMaster University, Canada – “Questi risultati per il dosaggio vascolare di rivaroxaban sono i più significativi ottenuti, ad oggi, da una terapia antitrombotica in quest’area patologica. Quando verrà approvato, questo dosaggio vascolare ci offrirà un’importante opportunità di miglioramento della pratica clinica clinica quotidiana e di evoluzione positiva della terapia per i pazienti”.

 

“Bayer vanta una lunga tradizione di successo in ambito cardiologico e i nostri farmaci hanno già migliorato la vita di milioni di pazienti in tutto il mondo” – ha dichiarato il Dottor Joerg Moeller, Responsabile Sviluppo e Membro del Comitato Esecutivo della Divisione Farmaceutici di Bayer AG – “Lo studio COMPASS è il primo nel suo genere; la portata di questi risultati dimostra l’importante beneficio che rivaroxaban potrebbe portare a pazienti con coronaropatie (CAD) e/o arteriopatie periferiche. Lavoreremo con le Autorità regolatorie per mettere a disposizione dei pazienti, quanto prima possibile, questa opzione terapeutica”. Rivaroxaban in Italia è approvato nelle seguenti indicazioni:

  • Prevenzione dell’ictus e dell’embolia sistemica nei pazienti adulti affetti da fibrillazione atriale non valvolare con uno o più fattori di rischio, come insufficienza cardiaca congestizia, ipertensione, età ≥ 75 anni, diabete mellito, pregresso ictus o attacco ischemico transitorio
  • Trattamento della trombosi venosa profonda (TVP) e dell’embolia polmonare (EP) e prevenzione delle recidive di TVP ed EP nell’adulto
  • Prevenzione del tromboembolismo venoso (TEV) nei pazienti adulti sottoposti a interventi elettivi di sostituzione di anca o di ginocchio
  • Somministrato insieme con il solo acido acetilsalicilico (acetylsalicylic acid, ASA) o con ASA e clopidogrel o ticlopidina, è indicato per la prevenzione di eventi aterotrombotici in pazienti adulti dopo una sindrome coronarica acuta (SCA) con biomarcatori cardiaci elevati (indicazione approvata ma non rimborsata da S.S.N)

 

Lo studio COMPASS è il più vasto studio clinico su rivaroxaban ad oggi. E’ stato interrotto circa un anno prima della sua scadenza naturale per l’elevata efficacia della terapia. Bayer, Janssen e il Population Health Research Institute (PHRI) stanno adoperandosi per mettere a disposizione il farmaco ai partecipanti allo studio, nella sua estensione in aperto. Rivaroxaban è l’unico anticoagulante orale non-antagonista della vitamina K (NOAC) a essere valutato per la prevenzione secondaria delle malattie cardiovascolari in pazienti con coronaropatie (CAD) e/o arteriopatie periferiche stabili/croniche.

 

COMPASS fa parte dell’ampio programma di valutazione di rivaroxaban, che al suo completamento avrà interessato oltre 275.000 pazienti, tra studi clinici e studi real life. Oltre a COMPASS, Bayer sta valutando rivaroxaban in altri studi in ambito cardiovascolare tra cui i trial VOYAGER PAD e COMMANDER-HF.

 

Lo Studio COMPASS

Lo studio di Fase III COMPASS, randomizzato, controllato, che ha coinvolto 27.395 pazienti, è il più vasto studio clinico, ad oggi, su rivaroxaban. COMPASS è stato condotto in collaborazione con PHRI, in oltre 600 centri di più di 30 Paesi del mondo.

 

Lo studio COMPASS ha valutato rivaroxaban nella prevenzione di eventi avversi cardiovascolari maggiori (MACE), tra cui morte per cause cardiovascolari, infarto del miocardio e ictus, in pazienti con coronaropatie (CAD), arteriopatie periferiche (PAD) o entrambe le patologie.

 

I pazienti hanno ricevuto aspirina 100 mg una volta/die per un periodo iniziale di 30 giorni e sono stati poi randomizzati, con rapporto di 1:1:1, per ricevere (con o senza pantoprazolo):

  • Rivaroxaban 2,5 mg due volte/die più aspirina 100 mg una volta/die;
  • Rivaroxaban 5 mg due volte/die;
  • Aspirina 100 mg una volta/die.

I pazienti che prima dell’arruolamento erano in terapia con un inibitore di pompa protonica hanno continuato con la terapia che assumevano. I pazienti che non hanno avuto necessità di una terapia continuata con inibitore di pompa protonica sono stati randomizzati per ricevere pantoprazolo o placebo.

 

Esiti d’efficacia

Per quanto riguarda l’endpoint primario d’efficacia, rivaroxaban 2,5 mg due volte/die più aspirina 100 mg una volta/die è stato superiore ad aspirina 100 mg una volta/die in monoterapia, nella prevenzione dell’endpoint composito di ictus, morte per cause cardiovascolari e infarto del miocardio (hazard ratio [HR] 0,76; intervallo di confidenza [IC] al 95% 0,66-0,86; P<0,001). Rivaroxaban 2,5 mg due volte/die più aspirina 100 mg una volta/die ha ridotto il rischio di ictus del 42% (HR 0,58; IC al 95% 0,44-0,76; P<0,001), di mortalità per cause cardiovascolari del 22% (HR 0,78; IC al 95% 0,64-0,96; P=0,02) e di infarto del miocardio del 14% (HR 0,86; IC al 95% 0,70-1,05; P=0,14). Anche rivaroxaban 5 mg due volte/die ha ottenuto riduzione per l’endpoint composito di ictus, morte per cause cardiovascolari e infarto del miocardio, ma i risultati non sono stati statisticamente significativi.

Rivaroxaban 2,5 mg due volte/die più aspirina 100 mg una volta/die, rispetto ad aspirina 100 mg una volta/die in monoterapia, ha migliorato il beneficio clinico netto, definito come insieme di riduzione di ictus, morte per cause cardiovascolari, infarto del miocardio, rispetto al rischio di emorragia fatale o sintomatica in organo importante (HR 0,80; IC al 95% 0,70-0,91; P<0,001). Rivaroxaban 5 mg due volte/die, rispetto ad aspirina 100 mg una volta/die non ha migliorato il beneficio clinico netto.

 

Esiti di Sicurezza

Il principale endpoint di sicurezza era l’emorragia maggiore secondo i criteri  dell’International Society on Thrombosis and Haemostasis (ISTH) modificati, e comprendeva  emorragia fatale, emorragia sintomatica in organo importante, emorragia in sito chirurgico, che ha richiesto un re-intervento, ed emorragia che ha comportato ospedalizzazione (comprese cure di pronto soccorso o altro servizio di assistenza medica per patologia acuta senza ricovero). A differenza dei criteri ISTH, tutte le emorragie che hanno richiesto cure di pronto soccorso o altro servizio di assistenza medica per patologia acuta o ospedalizzazione sono state considerate ‘emorragia maggiore’.

 

Rivaroxaban 2,5 mg due volte/die più aspirina 100 mg una volta/die rispetto ad aspirina 100 mg una volta/die da sola, ha aumentato il rischio di emorragia maggiore (HR 1,70 IC al 95% 1,40-2,05, P<0,001). La maggior parte delle emorragie maggiori hanno riguardato il tratto gastrointestinale, senza aumento significativo di emorragie fatali, emorragie intracraniche o emorragie sintomatiche in organo importante.

 

L’aumento di emorragia maggiore è significativo anche in base ai criteri ISTH, ma l’incidenza valutata con questi criteri risulta inferiore di un terzo rispetto a quella misurata in base ai criteri ISTH modificati.

 

Bayer: Science For A Better Life

 

Bayer è un’azienda globale con competenze chiave nei settori delle Life Sciences, Salute e Agricoltura. I prodotti e i servizi sono concepiti per il benessere delle persone e per migliorare la qualità della loro vita. Allo stesso tempo, il Gruppo punta a creare valore attraverso l’innovazione, la crescita e un’elevata redditività, fondando la propria attività sui principi di sviluppo sostenibile e sulla responsabilità etica e sociale.

Nel 2016 Bayer ha impiegato circa 115.200 persone e registrato un fatturato di 46,8 miliardi di euro. Gli investimenti in conto capitale sono stati di 2,6 miliardi di euro e gli investimenti in Ricerca & Sviluppo sono stati pari a 4,7 miliardi di euro. Queste cifre comprendono l’area di Business dei Materiali Polimerici Innovativi, portata sul mercato azionario come Covestro, società indipendente, il 6 ottobre 2015.  Per maggiori informazioni visitate il sito www.bayer.com.