Dichiarazione di Mauro Giombini, Presidente ADF, sulla nuova Legge per la Concorrenza

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In primis una considerazione sui sempre criticati tempi della politica, che ha approvato in ben oltre due anni il DDL concorrenza, comprendente peraltro ampie misure riguardanti una pluralità di settori, tra cui le farmacie.
L’evidente e non proprio giustificabile ritardo questa volta si è tradotto alla fine in un vantaggio per chi ha saputo usarlo per presentarsi a questo appuntamento con piani precisi.
E non mi riferisco tanto a progetti di investimento per acquisizioni di farmacie allo scopo di realizzare catene (peraltro ne esistono già numerose gestite in società miste con le municipalizzate che funzionano egregiamente e non hanno di certo stravolto il sistema) quanto a progetti di sviluppo di network a supporto di farmacie
indipendenti, un modello che vedremo crescere sempre più nel prossimo futuro.
I due anni e mezzo trascorsi dall’inizio dell’iter del DDL che dà la possibilità al capitale privato di entrare entro certi ed ampi limiti nelle farmacie hanno consentito di determinare una sorta di “par condicio“ tra tutti gli attori della distribuzione, consentendo a chi era ben lontano dall’aver sviluppato e realizzato sistemi di aggregazione di elevato contenuto professionale per le farmacie indipendenti di recuperare tempo prezioso, da riversare nella aperta competizione che attende il settore.
E ciò a prescindere dalla natura giuridica o dal capitale di appartenenza degli attori della distribuzione intermedia.
Tant’è vero che la liberalizzazione è stata in qualche modo evocata dagli organi associativi dei farmacisti stessi a
motivo delle crescenti difficoltà finanziarie di un elevato numero di farmacie associate, con la correlata preoccupante caduta del valore patrimoniale della farmacia.
Perché essere positivi in questa nuova fase dell’assetto distributivo della filiera del farmaco?
Perché le farmacie in catena, le farmacie indipendenti aggregate in reti così come le farmacie individuali, tutte lefarmacie nel loro insieme, sono portate a sviluppare ancora maggior valore per il sistema salute, e aumenteranno il
loro sforzo e la loro attenzione da sempre notevole verso il paziente/cliente, grazie anche alle sinergie, economie di scala e soprattutto allo sviluppo di sempre nuovi servizi, che peraltro già si vedono con chiarezza nelle evoluzioni
già realizzate nel settore, affiancate da numerosi player della distribuzione intermedia.
A me sembra davvero una grande opportunità da cogliere per il più classico dei risultati win-win, con in più un vincitore finale, che è proprio il paziente/cliente.
È questo quanto mi sento di dire in rappresentanza delle 34 aziende aderenti all’ADF, attraverso le quali passa oltre
il 60% degli acquisti delle farmacie italiane, a conferma della assoluta affidabilità e riconoscibilità di questo tessuto
imprenditoriale.
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