LEGGE CONCORRENZA, UTIFAR: “I CAPITALI NON STRAVOLGANO LA FARMACIA”

1
728
Print Friendly, PDF & Email

Il testo del disegno di legge Concorrenza uscito dalla Camera dei Deputati ha ottenuto la fiducia da parte del Senato.

Dopo un lunghissimo percorso parlamentare, il capitale entra a tutti gli effetti nella proprietà delle farmacie italiane che, fino ad oggi, potevano essere gestite solo da farmacisti, a livello individuale o in società tra loro.

Di certo, si tratta di una svolta storica, alla quale il settore ha avuto il tempo per prepararsi.

L’incognita rimane il comportamento dei capitali. Come entreranno nel settore? Quale impronta daranno alle farmacie? Quanto vorranno investire in questo canale?

Eugenio Leopardi, presidente di Utifar (Unione tecnica italiana farmacisti) auspica che i gruppi economici che decideranno di investire nelle farmacie lo facciano tutelando la professionalità che i singoli farmacisti hanno garantito nel tempo a vantaggio del cittadino. “Spero che i capitali vorranno tutelare la farmacia e rispettare la sua attuale identità. Staremo a vedere come evolverà la situazione – aggiunge Leopardi – ma credo che nessuno vorrà stravolgere un sistema cha funziona e garantisce, pur in questo periodo di estrema difficoltà economica per le farmacie, un supporto di vitale importanza per il cittadino”.

Ora che l’ingresso dei capitali nella proprietà delle farmacie è una realtà, Leopardi auspica che questa liberalizzazione rappresenti un nuovo slancio alla professione, una nuova energia finalizzata ad un servizio migliore al cittadino. Tutto ciò, chiaramente, nell’ottica della sostenibilità economica delle farmacie, ma senza l’obiettivo del profitto a tutti i costi.

Forse proprio questo delicato equilibrio tra imprenditoria e professione ha rappresentato la vera anima della farmacia italiana per decenni. Utifar sta già lavorando affinché, l’ingresso dei capitali possa rafforzare quell’equilibrio tra sostenibilità economica e professione che ha reso la farmacia italiana così efficiente e apprezzata agli occhi del cittadino.

 

  • Marco Ulivi

    Come entreranno i capitali nel settore?
    Previsione facilissima. L’avevo già scritto e lo ripeto.
    Vedremo presto se mi sbaglio.

    Inizieranno a comprare le farmacie più grandi e appetibili.

    Faranno poi una guerra dei prezzi che NESSUNO potrà reggere, ed avranno come unica alternativa alla chiusura, la vendita della farmacia.

    Naturalmente i valori saranno sempre più bassi, fino a raggiungere prezzi da “saldo”.

    Avete presente i valori degli appartamenti che si riempiono via via di cinesi?

    Gli ultimi non li vuole più nessuno.

    A questo punto, in totale monopolio, la figura del farmacista sarà di “venditore” dipendente, e dovrà rispettare i budget stabiliti dalla direzione, che settimanalmente indicherà gli obiettivi e le quantità di prodotti da “consigliare” e da vendere ai clienti.

    Questo è quello che sta già accadendo, per esempio, nei grandi gruppi bancari, dove ognuno è pressato per vendere questo o quel prodotto, con richiami e minacce se non vengono raggiunti gli obiettivi.

    Tutto ciò era ritenuto “il male minore” da molti cervelloni titolari e dai vertici di Federfarma, per non cedere la fascia C ai colleghi farmacisti titolari di Parafarmacie.

    Complimenti vivissimi. 👏👏👏