La gatta che si credeva il dottor Kildare – 3. FARMACISTI PUNTO E A CAPO – A cura della dottoressa Bianca Peretti

0
212
Print Friendly, PDF & Email

– Va un po’ meglio, ora? Mi sembra che ci siano poche cose che aiutino a superare quasi tutte le difficoltà come un gustoso spuntino.
– Non ti illudere, umana, non ti illudere. Mangiare aiuta veramente solo chi ha fame, lo sai benissimo anche tu, e per fame intendo fame di cibo, non di altro: se hai la pancia vuota sicuramente mangiare è un’ottima cosa. Se però sono il tuo cuore o la tua testa ad avere fame, di emozioni o di serenità, svuotati dalla noia o dilatati dall’ansia, allora non troveranno un vero sollievo in alimenti che possono solo gravare su uno stomaco già pieno. Spesso ci riempiamo di cibo per riempire dei vuoti che con il cibo non hanno proprio nulla a che fare: quante volte ti ho ripetuto che gli esseri umani sono fragili, in perenne lotta con le proprie emozioni, eternamente combattuti fra desideri speranze e aspettative, alla spasmodica ricerca di gratificazioni facili ed immediate, spesso del tutto immemori delle più ovvie conseguenze
– Mi sembra, però, che anche voi pelosi non vi tiriate indietro tanto facilmente
– Vuoi che ti risponda che siete riusciti a rovinare anche noi? Che a forza di pensare che mangiando si sistema sempre tutto avete finito per condizionarci e trascinarci su questa strada infruttuosa  e pericolosa? Hai presente quando ti sto letteralmente in mezzo ai piedi e tu  hai paura che ti faccia inciampare così  metti subito  mano al sacchetto di croccantini? Che cosa ti fa pensare che io abbia davvero fame? Quasi sempre ho solo bisogno di te, della tua attenzione, di essere sicura che mi vuoi bene e che per te sono realmente importante. Questo ti da fastidio? Certo che ti da fastidio, moltissimo. Perché se io ho bisogno di te, anche tu hai bisogno di me, perché sei spaventata, hai paura, sei stanca, divorata da un’ansia a cui non riesci neppure a dare un nome e che ti toglie il respiro, ma non lo vuoi ammettere, non vuoi riconoscere che sei fatta di sangue e di carne, di sudore e di lacrime, come tutti. Vuoi mettere come è più facile, gratificante, immediato trangugiare senza gioia qualcosa che ci regala un attimo di pace, che fa finta di riempire un vuoto che non ha né una sede né dimensioni precise?
– Adesso chi è che non dà tregua? E poi,mi sembra che al mattino siate tutti piuttosto affamati e se non mi sbrigo a darvi velocemente la colazione le proteste possono arrivare tranquillamente  a tutto il vicinato
– Che c’entra? È ovvio che ci sono i momenti in cui si ha veramente fame e il mattino è uno di questi. A proposito, lasciatelo dire, ultimamente il servizio sta lasciando veramente molto a desiderare. Intanto ti alzi tardi: questa mattina erano già le sei e un quarto! È una vergogna, non ci sono altri termini. Alle due di notte ti metti a stirare; prendi sonno alle prime luci dell’alba;  al mattino, dopo che con estrema fatica sono riuscita a svegliarti, ti prepari il caffè prima di occuparti di noi. Che modi sono mai questi!  Sto cercando di insegnare ai giovani l’importanza di pasti sani, nutrienti e soprattutto regolari, poi arrivi tu, con i tuoi comodi, e mi saltano tutte le regole. Come faccio a controllare che non si riempiano di cibo spazzatura mentre aspettano che tu ti decida a servire una colazione decente e adeguata? Perfino il Nano, fra una vibrata protesta e l’altra, è costretto ad elemosinare qualcosina in giro. Vuoi sapere che cosa gli è successo dopo che quello sciagurato di tuo marito gli ha consigliato di arrangiarsi e cacciare qualcosa? A quel tontolone del Nano, hai presente?  Non ti dico, mortificato e timoroso si è avventurato verso il ciliegio, notoriamente condominio di lusso di tutti gli uccelletti della zona, poi ha preso coraggio ed ci è arrivato sotto  caracollando spavaldo, coda e orecchie dritte, a metà fra il gatto con gli stivali e Silvestro gatto maldestro: come si è avvicinato, i passerotti più bassi si sono alzati tutti insieme in volo con gran frullare di ali e stormire di foglie. Avresti dovuto vederlo! Per lo spavento ha fatto un salto tale che a momenti andava a sbattere contro un ramo più basso degli altri. Un macello! Beh, non tutto il male viene per nuocere: se n’è tornato di filato in cucina, brontolando come sempre, ma s’è messo buono buono ad aspettare la sua razione mattutina senza altre pensate geniali. Come vedi, umana, la natura è ancora il maestro e il medico migliore e per quanti pasticci riusciate a fare riesce quasi sempre a mettere a posto un sacco di cose. Se qualche volta imparaste qualcosa, non sarebbe male, cosa dici?
(Continua….)

La gatta che si credeva il dottor Kildare (1 e 2)

La gatta che si credeva Che Guevara

Una gatta e la sua farmacista (15esima e 16esima puntata)

Una gatta e la sua farmacista 3

Una gatta e la sua farmacista II

Una gatta e la sua farmacista

Domenica pomeriggio

Domenica mattina

Sabato mattina

Venerdi Mattina

Mercoledì pomeriggio

Martedì pomeriggio

Martedì mattina

Lunedì pomeriggio

Lunedì, la mattina