I MASTER che fanno curriculum sono SOLO quelli UNIVERSITARI, tutto il resto è il NULLA. Intervista a tutto campo (IN ESCLUSIVA) al professore ETTORE NOVELLINO

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Percorso formativo post universitario: ne abbiamo parlato con il direttore del dipartimento di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli, nonché presidente della Conferenza italiana dei presidi di farmacia, il professore Ettore Novellino.

Allora, professore, quali sono i consigli che dà a chi si è appena laureato in farmacia?

«Qualche giorno fa, durante il discorso che ho fatto ai neo abilitati, a chiusura dell’esame di stato, ho detto loro che da quel momento, contrariamente a quanto sperato, essi non sarebbero stati appetibili per il mercato del lavoro che è praticamente bloccato, ma sarebbero diventati merce pregiata e ricercata soprattutto per i venditori di “formazione”».

Cosa intende?

«L’unico luogo deputato alla organizzazione, svolgimento e  rilascio di attestati di formazione post laurea, era,  è  e resta l’università. I neo laureati rifuggano da proposte formative poco veritiere che creano facili illusioni, ma pagamenti certi ».

Nello specifico?

«Tutte quelle offerte di master create ad hoc: mi preme ricordare in questa sede che il master, per essere inserito e “fare veramente curriculum” deve essere “universitario”. Quelli che vengono rilasciati da non meglio specificati istituti morali cosa sono? Nulla. Inoltre tali strutture formative, che ancora non si è capito cosa abbiamo da insegnare, pubblicizzano percorsi supplementari alla laurea con la presenza di professori universitari. Questi ultimi, tuttavia, si tirano indietro non appena si fa loro notare un evidente conflitto di interesse prima, morale (è proprio il caso di dirlo), poi».

Dunque lo studente come dovrebbe comportarsi?

«La casa dello studente è l’università. I percorsi formativi post universitari, in Italia, sono di altissimo livello. Infine, voglio rivolgermi direttamente ai ragazzi: se c’è qualche aspetto professionale che credono bisogna trattare in modo diverso o più approfondito, vengano in ateneo, le porte sono sempre aperte, ne discutiamo e vediamo di trovare la soluzione».

Grazie professore, buon lavoro.

A lei.

 

Foto di Ateneapoli