La gatta che si credeva Che Guevara -2. FARMACISTI PUNTO E A CAPO – A cura della dottoressa Bianca Peretti

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– Beh, micettina mia, hai visto che in fondo in fondo riusciamo sempre a trovare un accordo, tu e io?
– Vrrr……vrrr….non ti illudere…..vrrr….è solo una tregua temporanea….non smettere…..vrrr….giuperché ogni tanto nella vita servono anche questi momenti consolatori e rassicuranti. Se vuoi avere anche tu il tuo momento liberatorio e non puoi proprio fare a meno di sommergermi con i frutti perversi delle tue più bieche fantasie, perlomeno vediamo di fare in modo che ne tragga anch’io almeno il piccolo vantaggio di queste meravigliose grattatine coccolose e gratificanti. Sai, anche per me  la vita è dura, cosa credi? Davvero pensi che sia facile fare il gatto di casa, occuparsi dei bisogni primari di tutti? Si fa presto a dire “io sono un grande manager”, “io tutti i giorni salvo delle vite”, “senza di me il mondo va a rotoli”, quando poi torni a casa e trovi tutto bello e in ordine, tante cose gustose da mangiare, abiti e biancheria pulita, un buon profumo accogliente e rilassante!
Che ci vuole in fondo! Esci,vai, fai le cose tue, ti gratifichi sentendoti indispensabile, anzi direi quasi essenziale per il bene del mondo, torni e trovi tutti noi pronti ad accoglierti come un eroe che anche oggi ha combattuto la sua battaglia quotidiana.
E noi? Hai mai pensato a noi, a me, che passo la vita chiusa qui dentro, ad aspettarti, a controllare e ricontrollare che sia sempre tutto a posto, ispeziono il frigo cento volte al giorno per verificare che sia sempre bello pieno, provo ripetutamente letti divani e cuscini per essere sicura che siano sempre comodi e confortevoli, presidio la porta di casa per cogliere ogni minimo rumore che mi avverta che stai arrivando in modo da accoglierti come si conviene? Tu dai tutto per scontato, non ti accorgi neppure dell’impegno che ci metto a fare in modo che tutti i pelosi di casa siano sempre in ordine, tirati a lucido con il pelo morbido morbido e curatissimo: non hai idea delle condizioni pietose in cui trovo Memè quando torna dalle sue scorribande! Sporco, arruffato, il baffo storto e le zampe tutte infangate: solo il diavolo sa come fa a ridursi in quelle condizioni! Eppure, quando lo vedi tu sembra sempre un nobil gatto con tanto di pedigree lungo così!
– Adesso non esageriamo. Tu farai anche un gran lavoro, ma Memè ha sempre un’aria da  teppistello da strada più simile ad uno scugnizzo che non ad un nobile giovinetto. Questo non puoi negarlo davvero
– Quanto sei polemica! Si fa quello che si può! Quello è nato scugnizzo, miracoli non se ne possono fare. Diciamo che riesco a renderlo presentabile, ti va bene così? Dovresti vederlo, certi giorni. Che tu ne dica, altro che miracolo mi tocca fare, credi a me.
E poi non cambiare argomento, me ne accorgo, sai, che stai cercando di confondermi! Il punto è che per te è facile avere un sacco di idee, facciamo questo facciamo quello, costruiamo di qui creiamo di là, qui si corre dal mattino alla sera ed energie per fare di più proprio non ce ne sono.
– Secondo me, dovresti deciderti: o ti senti reclusa, non capita e poco apprezzata, o sei anche troppo impegnata e oberata di lavoro. Mi sembri piena di contraddizioni e dominata più dalla voglia di lamentarti che altro
– Già, il “diritto al mogugno”, vero? Quello che invocava il nonno come diritto inalienabile dovuto all’età? Ebbene sì, proprio quello: rivendico il sacrosanto diritto di lamentarmi, di brontolare, di protestare, di oppormi a tutto e a tutti in nome della mia legittima anzianità, di età e di servizio, e in nome di un’autorita guadagnata sul campo
– Questa, poi! Da quando in qua ci si può guadagnare il diritto alla lamentela a prescindere?
– Esattamente da quando l’ha istituita il nonno ed è diventata legge costituzionale ed io mi sono autonominata erede, custode nonché strenuo difensore delle sacre tradizioni di famiglia.
Dove mai andremmo a finire! Tutto a me tocca fare! Ti rendi conto che disastro se non ci fossi io in questa casa? Così non si può proprio più andare avanti.
Basta. Mi ha ucciso con le tue chiacchiere. Mi hai fatto venire un buco allo stomaco e se non butto giù almeno due croccantini mi prende uno sfinimento che non ti dico
(continua….)

La gatta che si credeva Che Guevara

Una gatta e la sua farmacista (15esima e 16esima puntata)

Una gatta e la sua farmacista 3

Una gatta e la sua farmacista II

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