Gestione della FARMACIA: c’è IL MASTER

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È stato presentato a Napoli il Master in Gestione e Marketing Farmaceutico, un approfondimento di studi oramai indispensabile per chi approccia ad una professione in continua evoluzione qual è quella del farmacista.

L’idea è stata proposta dal consigliere dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Napoli Raffaele Marzano ed ha subito incrociato l’entusiastico interesse del Presidente Vincenzo Santagada: “ritengo  – spiega Santagada – che il processo di globalizzazione accompagnato all’innovazione tecnologica stia cambiando il mondo delle professioni; per il farmacista, oggi, è necessario avere gli strumenti idonei per poter governare e non subire questo cambiamento. Come Ordine dobbiamo agire in due direttrici: quella della formazione, accogliendo, quindi iniziative come questa e quella dell’informazione, riaffermando con forza il ruolo della farmacia come naturalmente connesso al territorio in cui opera”.

 

Il Master sarà  organizzato dall’IPE, l’Istituto per ricerche ed attività educative, un Ente Morale che da quasi 40 anni si propone di aiutare i giovani nella formazione prima, e nell’accesso al mondo del lavoro, poi. Lorenzo Burdo, direttore IPE, spiega come sia necessario “unire al bagaglio di conoscenze proprie del farmacista nuove competenze gestionali, fiscali, di gestione dei rapporti con il Servizio Sanitario Nazionale. Il placement del laureato in farmacia resta abbastanza alto, ma oggi le competenze da acquisire sono quelle di un mercato libero e quindi è bene avere una moneta in più da spendere per accedere al mondo del lavoro”.

 

Il master ha il patrocinio anche di Federfarma Napoli; Michele Di Iorio, rappresentante napoletano dei titolari di farmacia e Presidente di Credifarma, finanziaria di riferimento della categoria, spiega come questa “sia una generazione “cerniera” tra il vecchio modo di intendere la professione e le nuove sfide legislative e di mercato. La professione di farmacista non cambia, ma si evolve: come Ordine e Federfarma organizziamo corsi di aggiornamento già da decenni, adesso in un certo senso li istituzionalizziamo sotto l’egida dell’IPE e di validi docenti anche della Bocconi di Milano. Mi farebbe piacere, magari anche istituendo delle borse di studio, poter formare dei giovani titolari di farmacia, capaci a loro volta di travasare le proprie conoscenze nell’AGIFAR”.

 

Alla serata di presentazione del nuovo Master è intervenuto anche il Presidente nazionale di Federfarma Marco Cossolo: “un plauso ad iniziative interessanti come questa che vanno incontro alle mutate esigenze della professione di farmacista soprattutto alla luce del DDL concorrenza che rischia di aprire pericolosamente al capitale in un momento in cui abbiamo notizie di farmacie in crisi un po’ in tutt’Italia. È evidente che il farmacista moderno deve avere nozioni gestionali, contabili, anche informatiche, ma, si badi bene, il farmacista resta sempre un professionista della salute e del farmaco: solo in farmacia e con l’unicità del ruolo del farmacista si può verificare, ad esempio, l’aderenza alla terapia, oppure può avvenire la presa in carico del paziente”.

 

Tra i docenti del Master Erika Mallarini, professoressa della Bocconi di Milano che spiega come “non sia solo il ruolo del farmacista a cambiare, ma l’intera organizzazione del sistema sanitario; in questo momento c’è tra la categoria lo spauracchio del DDL concorrenza, ma in realtà potrebbe diventare anche un’opportunità se si riuscirà a fare rete. Le reti non sono gruppi d’acquisto, ma un insieme di professionalità messe al servizio del cittadino: si potrebbero, ad esempio, costituire delle reti che offrano servizi ambulatoriali, socio sanitari accanto a quelli classici della farmacia”. Gli fa eco Sandro Castaldo, anche lui docente della Bocconi: “non bisogna preoccuparsi dell’accentramento delle farmacie in poche mani: il cittadino-paziente è abituato a porre fiducia nella figura del farmacista. Se il farmacista tradirà la fiducia del paziente a vantaggio del capitale, proponendo magari farmaci per “interessi di bottega”, il cittadino è in grado di riconoscerlo: quindi resta centrale il ruolo del farmacista, come dispensatore di salute, prim’ancora che di “venditore” di un prodotto”.