La gatta che si credeva Che Guevara. FARMACISTI PUNTO E A CAPO – A cura della dottoressa Bianca Peretti

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– Senti,  Pallo, mi sarebbe venuta un’idea.
– Mi dispiace, capo, sono diventata completamente, irrimediabilmente, drammaticamente sorda.
– Dai, cosa ti costa? È veramente una buona idea.
– Non ti ascolterò. Sono stufa marcia delle tue pensate. Stufa, hai capito? Stufissima, che più stufa non si può. Non ne posso più di essere travolta dalle tue idee: ne hai dieci al giorno, una più strampalata dell’altra, una più faticosa e inconcludente dell’altra. Basta, fa caldo, non te ne puoi stare un po’ tranquilla e dedicarti al mezzo punto come le mature signre per bene? Hai presente quelle belle signore  eleganti che trascorrono i pomeriggi fra una partita di bridge, un tè con le amiche e qualche sana edificante lettura? Ecco, così devi fare. Se hai una qualità è proprio quella di non aver mai creduto alle leggende sull’eterna giovinezza: sei vecchia e questo è un dato di fatto. Niente di male, diciamocelo, anch’io non è che sia più una gattina di primo pelo: è innegabile che siamo arrivate tutte e due ad un’età che richiederebbe calma, decoro, pacatezza, buon gusto ed equilibrio, non certo tutto quel tuo attivismo scombinato ed isterico. Datti una calmata, te ne prego
– Ma io sono calmissima e tranquillissima, come fai a dubitarne? Semplicemente mi sembra che ci siano talmente tante cose da fare, da scoprire, da inventare, che non è proprio possibile fare finta di niente e rimanere a guardare. Ma come fai a non sentire il desiderio di buttarti nella mischia e provare a fare qualcosa di nuovo? Prova a pensarci: mai prima di ora abbiamo vissuto un momento come questo, in cui tutto viene talmente messo in discussione, non ci sono più certezze né punti fermi che possiamo cominciare veramente a immaginare di costruire un mondo nuovo. Anzi, a proposito, era proprio di questo che ti volevo parlare: che ne dici, lo costruiamo un mondo nuovo? Pensa, un sistema efficiente, organizzato, in cui ognuno ha un ruolo e responsabilità ben precise, e tutti collaborano per il bene dell’intera comunità
– Ecco, lo sapevo, adesso ci arrestano, ci mettono in galera e buttano via la chiave. Ma sei diventata matta? Ruoli, responsabilità ben precise, ma cosa ti salta in mente? Cancella immediatamente quello che hai appena scritto e fa in modo che nessuno possa più trovare traccia di pensieri tanto blasfemi: guarda che ci sono degli hacker abilissimi che si insinuano nei computer e scoprono tutte le cavolate che hai pensato e poi non si sa che cosa ti possono fare, possono ricattarti, punirti, sbeffeggiarti, torturarti, svillaneggiarti e chissà cos’altro
– Adesso sei tu che ti devi calmare, fai un bel respiro profondo, magari bevi anche un bel sorso d’acqua e ascoltami. Non c’è niente di male in quello che ho detto, non sto certo complottando per chi sa quale fine sovversivo, sto solo…
– Peggio, peggio, peggio, ma come fai ad essere così ingenua? Certe volte mi fai una rabbia! Sembri uscita dal villaggio del bel Mulino Bianco. Ruoli, responsabilità, ma sai almeno che cosa significano questi termini? Basta, non voglio sentire una parola di più, ci tengo alla mia vita, io. E poi che cosa vorrai mai fare? Costruire un mondo nuovo: ma sei scema? A parte che a me quello vecchio va benissimo così com’è, ti sembrano cose anche solo da pensare? Ma chi credi di essere? Lo sapevo, lo sapevo, ci porterai tutti alla rovina, ci butteranno in mezzo ad una strada, senza cibo né un tetto sopra la testa, soli e raminghi per strade sconosciute e nemiche. Fai presto a parlare tu, ma sono io che mi devo occupare di quei poveri disgraziati di Memé, Molotov, Dimitri, Filtri..
– Da quando in qua ti preoccupi anche per Filtri? Non la puoi vedere…
– Da quando mi sono resa conto che con te faremo tutti una bruttissima fine
– Ma dai, sei sempre la solita esagerata. Certo che se una tale  sceneggiata può servire a farti riappacificare con Filtri, va bene anche questo
– Adesso smettila di parlare, non dire più una parola. Non voglio sentire più niente, ne ho veramente abbastanza
– Dai, gattona mia, miciona mia adorata, coccolina mia, dai che ti racconto cos’ho pensato
– Non ci provare, vade retro, allontanati immediatamente….non ti avvicinare…no no lascia stare le mie orecchie…non ti ascolt…frrr….frrr…no…n…….frrr…..frrr….dimmi tutto quello che vuoi…..frrr…. frrr……..
(Continua…)

Una gatta e la sua farmacista (15esima e 16esima puntata)

Una gatta e la sua farmacista 3

Una gatta e la sua farmacista II

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