Mancato rinnovo contrattuale, stato agitazione FIMMG, FIMP e SUMAI

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Gli esecutivi nazionali di Fimmg, Fimp e Sumai riuniti in seduta congiunta in data odierna presso la Residenza Ripetta in Roma, ringraziano i responsabili delle politiche sanitarie dei partiti che sono intervenuti

e constatato che,

nonostante l’impegno della Commissione salute della Conferenza delle Regioni e del suo Presidente Saitta, il Comitato di Settore, nella persona del suo Presidente, non valorizza la necessità della formulazione di un nuovo atto d’indirizzo che recepisca l’evoluzione legislativa e le nuove necessità organizzative che nei due anni trascorsi dall’emanazione del precedente atto si sono realizzate (piano nazionale della cronicità, piano nazionale vaccini, sblocco economico dei rinnovi contrattuali, la legge sulla responsabilità professionale, ecc) e che di fatto lo rendono superato per riavviare una trattativa contrattuale delle tre aree della medicina del territorio che disegni il futuro del SSN e ne garantisca la sua sostenibilità e sopravvivenza.

Concordano

di convocare i rispettivi Consigli Nazionali al fine di decidere la proclamazione dello stato di agitazione delle tre organizzazioni e, in occasione dei Congressi Nazionali, in programma tra settembre e ottobre, definire una calendarizzazione congiunta di iniziative di lotta quali: sciopero, blocco delle trattative periferiche, astensione dalle attività telematiche della medicina territoriale;

di riproporre a livello periferico il modello di coinvolgimento dei cittadini fin qui proposto a livello nazionale, organizzando da subito campagne mediatiche, coinvolgendo tutti i medici e le sedi del territorio (ambulatori distrettuali, sale attese di medici e pediatri di famiglia, ecc) per sottolineare ai cittadini, che rischiano di veder ridotto o perfino a rischio di scomparsa il diritto costituzionale alla tutela della propria salute, le responsabilità della politica che non vuole determinare il cambiamento e l’innovazione della medicina del territorio per come oggi è stato delineato in termini di programmazione nei provvedimenti nazionali;

Le tre Organizzazioni sindacali

sottolineano come,

mentre la definizione degli atti di indirizzo per il personale dipendente va avanti, prevedendo anche una qualificazione economica, la medicina convenzionata diventa sempre la  cenerentola del sistema, non avendo peraltro neppure usufruito negli ultimi anni della vacatio contrattuale, prerogativa esclusiva della dipendenza;

ritengono

che in questa tornata contrattuale non sia in discussione esclusivamente il legittimo riconoscimento economico dei medici convenzionati che da quasi un decennio sostengono con abnegazione il SSN compresso in un politica di economie sempre più ridotte ma la possibilità stessa che i cittadini possano godere ancora di un servizio sanitario nazionale universale contrastando le spinte alla privatizzazione della sanità che si rendono sempre più evidenti.

Poiché appare necessario un intervento che sottragga la discussione dai particolarismi regionali verso una sintesi di interessi nazionali,

chiedono

al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, nella sua qualità di componente del Comitato di Settore, di farsi ancor più parte attiva per la elaborazione di un nuovo atto d’indirizzo che sia coerente e inclusivo  delle normative ed indirizzi che la sua azione di governo, condivisa dalle regioni, in questi due anni ha generato e che ne rendono indispensabile la sua formulazione.