DDL Concorrenza: pareggia la FOFI, retrocede FEDERFARMA. Non si salvano nemmeno le PARAFARMACIE. Vince solo il capitale

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Il DDL Concorrenza è stato approvato alla Camera.

Procediamo con ordine per capire bene le cose di casa nostra prima che il documento per la concorrenza italiana ci sfugga dalle mani e le sue pagine si perdano tra tombini e marciapiedi sudici.

Al momento il DDL Concorrenza è ancora solo un plico contenente documenti: non è stato approvato al Senato, dove tra l’altro la maggioranza potrebbe non esserci, e di fatto è solo un numero, per la precisione “3012-C”.

Bene, detto questo, entriamo nello specifico.

Tutti gli emendamenti presentati alle ipotesi a noi legate hanno portato tre novità per la filiera.

Novità che nella sostanza fanno tantissimo.

Iniziamo da quella più importante, quella che ha portato a lacerazioni mostruose tra i farmacisti: l’ingresso del capitale.

Solo la FOFI, attraverso varie operazioni di sensibilizzazioni in sede di discussione in Commissione Industria al Senato, è riuscita ad abbassare il tetto societario (attestato al venti per cento), avendo fiutato una possibile minaccia, quanto mai reale.

Federfarma ne aveva visto, parole della ex presidente AnnaRosa Racca, una opportunità, ghiotta, salvo un frettoloso passo indietro del neo elettro presidente Marco Cossolo; davvero troppo poco per una federazione, unica in Italia, che avrebbe potuto fare l’attore protagonista ed è rimasta dietro le quinte.

Capitolo due: farmaci di fascia C. Non se n’è fatto nulla, resteranno in farmacia, con buona pace di chi dice di essersi battuto ma sembra aver lasciato le armi nei foderi.

Capitolo tre: le forme societarie che hanno partecipato al concorso straordinario istruito dal governo Monti, potranno durare solo tre anni anziché dieci.

Questo è quanto.

Chi vince? Come al solito il più forte, in questo caso chi riuscirà ad accaparrarsi quante più farmacie.

Chi perde? Senza ombra di dubbio Federfarma che arriva ultima in classifica. Un gradino sopra il sindacato si piazzano tutte le sigle che, in qualche modo, sono legate alle parafarmacie. Pareggia senza reti la FOFI.

C’è chi dice, tra i titolari di parafarmacia, di sentirsi ingannato, di essere stato imbrogliato. Insomma, il classico gioco italiano che riesce, dopo undici anni a rispolverare addirittura PierLuigi Bersani, persona perbene s’intende, ma primo (visti i risultati) tra gli impostori di chi si erge a vittima sacrificale del sistema farmacia.

Ralph Rosario Coluccino