Una gatta e la sua farmacista (15esima e 16esima puntata) – Farmacisti punto e a capo. A cura della dottoressa Bianca Peretti

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Una gatta e la sua farmacista -15

Fa caldo. Improvvisamente è scoppiata l’estate e come ogni anno coglie tutti voi umani impreparati.

Agognate le belle giornate per tutto l’inverno, le desiderate, le sognate, e quando finalmente il sole diventa caldo e luminoso è tutta una lamentela, uno sbuffare, neanche fosse la prima estate della vostra vita.
Se non c’è l’aria condizionata sembra che non ce la facciate neppure a respirare, vi manca l’aria, così non si può proprio resistere; se c’è, è sempre troppo alta, troppo diretta, lo sbalzo di temperatura è sicuramente eccessivo, mamma mia, sono sudata, mi prenderò di sicuro un accidente.
Ieri, sbirciando fra le tue cose, ho visto una vignetta bellissima, di quel tuo Cavezzali che ti piace così tanto, che mi sembra sintetizzi molto bene un certo modo di vivere: “la felicità porta via un sacco di tempo al potersi lamentare”. Incisivo, esaustivo, fulminante.
Certo è che mi piacerebbe proprio capirvi meglio voi umani, soprattutto perché sono convinta che in fondo in fondo non siate poi così diversi da noi pelosi.
Prendiamo ad esempio il Nano: lui è un gatto che parla, non è che si lamenta nel vero senso della parola. Entra in casa e comincia a raccontarti il perché è il percome di tutto quello che è successo a tutto il circondario. Lo so, me ne rendo conto anch’io che ha un tono un po’ petulante, ma non è cattivo, è semplicemente fatto così, pettegolo, brontolone, prolisso. Che cosa ci vuoi fare?
Capita così anche a voi? Perché, vedi, lui in fondo chiede solo attenzione: se non lo ascolti e non gli dedichi un briciolo di interesse non si fa neppure toccare, ma se lo lasci sfogare e gli rispondi, allora è il gatto più affettuoso della terra. Non è difficile, non credi?
Forse quelle persone che trovano da ridire su tutto hanno solo bisogno di un pubblico che le gratifichi. Forse hanno solo bisogno di ricordarsi di essere vivi.
Facile a dirsi quando non ci sei in mezzo tutto il giorno, quando non devi passare il tuo tempo in discussioni del tutto inutili, polemiche sterili, querimonie noiose e snervanti.
Credi che non lo sappia? Credi che anch’io non abbia i miei bei grattacapi?
Guarda Memè, ha sempre fame e fretta, viene in casa protesta perché non c’è mai niente di pronto da mangiare, divora tutto quello che trova come se avesse il verme solitario e sparisce, mai un grazie, una parola gentile, un saluto educato. Per forza, sua madre è quella smorfiosa della Filtri, cosa vuoi che gli abbia mai potuto insegnate una gatta morta del genere. In fondo, non è del tutto colpa sua, io ci provo a metterlo in riga, ma non spetta a me fare di lui un peloso come si deve.
Come faccio a sapere che sua madre non gli ha certo dato un’educazione adeguata?
Ci vuole poco, basta guardarla: non hai visto come muove la coda? E poi è sempre in perfetto ordine, tutta allisciata, dove vuoi che lo trovi il tempo per occuparsi della sua prole?
È inutile che scuoti la testa, io non sono piena di pregiudizi e luoghi comuni come dici tu, io vedo le cose come stanno: i genitori devono fare i genitori, devono occuparsi dei figli, educarli e dare loro delle regole. Si vede subito che Filtri non è una brava mamma. O, perlomeno, io non ho dubbi al riguardo e non li avresti neppure tu se non passassi la vita a darmi contro.
Va bene, d’accordo, sono anch’io un po’ brontolona ogni tanto, e allora?
Mi piace provocarti, ma lo faccio per il tuo bene, sai, così ti mantieni in allenamento per quando devi trattare con i tuoi clienti più tosti, e invece di innervosirti impari a buttarla sul ridere e a cogliere l’aspetto buffo delle cose

Una gatta e la sua farmacista -16

Come Presidente del Consiglio Superiore dei Pelosi di Casa  (suona bene, vero? Sembro veramente importante, cosa dici?) ti devo parlare molto seriamente ( è inutile che indaghi su chi siano i componenti di questo consiglio:  il Nano ed io, naturalmente. Pochi, ma buoni, questo è il mio motto).
Bando alle ciance, andiamo subito al sodo: così non si può più andare avanti.
Ti si parla e non ascolti, sei perennemente sovrapensiero, hai sempre l’aria persa al mondo.
E poi cos’è questa novità di vagare di notte per casa? Ma ti sembra una cosa ben fatta? Di notte gli umani per bene  dormono e non disturbano i poveri gatti che da bravi felini lavorano strenuamente.
Cosa credi, che non mi sia accorta che alle due, alle tre, ti aggiri tra la cucina e la terrazza alla disperata ricerca di una pace che non trovi? A me non sfugge niente, ricordatelo.
Questi, però, in fondo, sono fatti tuoi: se invece di riposare preferisci startene sulla sedia, nel tuo solito angolo, a fissare il vuoto, fai pure, per carità. Contenta te, contenti tutti.
Quello che non possiamo proprio accettare è la tua totale mancanza di attenzione e considerazione per noi poveri pelosi di famiglia. Lo capisci anche tu che non puoi trattarci sempre in questo modo, non è giusto e rivela una grave mancanza di sensibilità e senso di responsabilità.
Hai un sacco di pensieri? E allora? Pensi di essere l’unica?
A parte il fatto che tu fra dubbi, tormenti, analisi e controanalisi, domande amletiche senza risposta, logoramenti esistenziali vari, ci hai passato la vita. Sai la novità.
Adesso però stai veramente esagerando, te lo devo proprio dire.
Sai cosa mi ha detto Memè qualche giorno fa? Se la nostra umana va avanti ancora così , un giorno o l’altro chiamo il Telefono Felino e la denuncio per abbandono di peloso.
Per fortuna che al mattino c’è Elena, lei sì che ci vuole veramente bene e si occupa di noi, ma poi va via e allora rimaniamo soli, alla mercè di un fantasma del tutto inaffidabile, con il quale non si può parlare e che non ci vede neanche. Niente coccole, niente paroline dolci, niente di niente.
Abbiamo allora convocato il gran Consiglio di guerra e ci siamo consultati: il Nano, tanto per cambiare, naturalmente cerca di mediare, per non dire che sta spudoratamente dalla tua parte. Lo sai com’è fatto, ti vuole bene e si accontenta anche di poco,  per lui basta solo che tu ci sia.  Brontola, si lamenta, spettegola senza ritegno, ma ha per te una vera e propria venerazione. Sarebbe disposto a perdonarti qualunque cosa.
Io però non mi lascio commuovere così facilmente e allora gli ho detto: “caro il mio Nano, dobbiamo fare assolutamente qualcosa, soprattutto per il bene della nostra umana. Io la conosco bene, quando fa così è perché è andata in cortocircuito. Bisogna darle  una bella scossa: intanto bisogna farle capire che non si può abbandonare dei poveri micetti  in questo modo, senza affetto e considerazione, in balia degli eventi. E poi dobbiamo spiegarle che comportandosi in questo modo non può davvero sperare di arrivare a qualcosa di buono;  non è tenendo tutto dentro e chiudendosi in se stessa che troverà una soluzione ai suoi problemi .”
Dimitri, con quella sua aria da gatto di peluche, per una volta ha avuto l’idea giusta: bisogna creare un diversivo che la scuota nel profondo.
Detto fatto.
Ci siamo attivati e come una vera task force abbiamo realizzato un piano che definire geniale è dir poco: ti abbiamo fatto trovare un uccelletto nel bagno.
Io lo so che i pennuti ti  fanno paura e non immagini come mi sono goduta la scena di te che strillavi a più non posso e di tuo marito che si agitava saltellando non sapendo come allontanare l’intruso senza che si facesse male.  Mi sono proprio divertita, anzi ci siamo divertiti tutti parecchio.
E bisogna riconoscere che la scena isterica ti ha fatto un gran bene: ti sei sfogata, hai avuto i tuoi cinque minuti di sceneggiata ridicola e sei tornata il mio capo di sempre.
P s. Sappi che per pagare l’uccellino abbiamo dovuto fare una colletta e ci è costato un sacco di croccantini. Un vero Presidente sa fare sempre il bene dei suoi associati, non credi?

Una gatta e la sua farmacista 3

Una gatta e la sua farmacista II

Una gatta e la sua farmacista

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