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«Apprezziamo da sempre l’impegno dell’Antitrust ad aprire maggiormente i mercati e soprattutto a scardinare le tante rendite di posizione presenti in Italia. Tuttavia, ancora oggi, rileviamo a malincuore come le indicazioni del massimo organo a tutela della concorrenza in Italia – per quel che riguarda il mondo dei farmacisti – non vengano recepite da questa classe politica. La vera anomalia italiana resta dunque la professione del farmacista che non solo non è libera ma è al contempo strangolata da un sistema di accesso non meritocratico (basato sull’ereditarietà di una concessione statale vinta per concorso) che nemmeno l’autorevolezza dell’antitrust è riuscito negli anni a scardinare. 

Per incentivare la crescita di un paese come l’Italia che ad oggi cresce meno dei suoi partner europei anche a causa delle tante potenti lobby che ne condizionano la vita politica l’unica via resta quella di una maggiore concorrenza: auspichiamo pertanto che per l’antitrust questa sia la volta buona». 

E’ la posizione espressa dal presidente della Federazione nazionale parafarmacie italiane, Davide Gullotta, in occasione della  presentazione al Parlamento della Relazione annuale del
presidente Giovanni Pitruzzella