Concorso ordinario Campania bloccato? Neanche per idea. E sulle parafarmacie vi dico che “non esistono”. Attilio Mediatore a tutto campo (e in eslusiva) per Quellichelafarmacia

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Una sentenza del Tar Campania blocca l’espletamento del concorso ordinario per l’assegnazione delle farmacie?

No, nella maniera più assoluta.

Allora, facciamo ordine e iniziamo da dove si conviene: dal principio.

Il pronunciamento del Tribunale amministrativo è relativo al ricorso di un partecipante al concorso che aveva svolto lavoro professionale presso una farmacia rurale e aveva chiesto annullamento della graduatoria e di un decreto dirigenziale regionale per l’applicazione della stessa. Oggetto del contendere il punteggio da dare proprio a quei farmacisti che avevano svolto opera professionale nelle rurali.

Si tratta di una somma che arriva fino a sei e mezzo e che addizionata agli altri parametri farebbe cambiare l’intero elenco. La sentenza del tar, al momento, avalla le indicazioni che già furono del Consiglio di Stato, relative quindi ad un innalzamento dei parametri di punteggio per chi avesse svolto attività nelle rurali.

Ne abbiamo parlato con uno dei massimi esperti in campo nazionale dei concorsi per le acquisizioni di farmacie, Attilio Mediatore: «La procedura delle assegnazioni è valida a tutti gli effetti, atteso che al momento attuale regni un clima di grandissima incertezza ma le 53 sedi assegnate non hanno motivi per non aprire».

Dunque nessun blocco del concorso ordinario come si era detto più volte in questi giorni.

E ancora: «La sentenza del Tar prevede, ad oggi, l’annullamento della graduatoria, quindi l’annullamento dell’intero concorso. Significherebbe ricominciare tutto da capo. Inoltre c’è ancora la possibilità di ricorso al Consiglio di stato. Che dovrebbe pronunciarsi a sezioni unite e chiudere, definitivamente la querelle».

Intanto al momento, delle 53 farmacie “apribili” del concorso ordinario ancora nessuna ha iniziato le attività: «Ma questo nulla c’entra con graduatoria e concorso».

Ci spostiamo poi sullo straordinario, sul quale Mediatore, per la regione Campania, non usa giri di parole: «Al momento è stata solo nominata la commissione, niente altro».

Mediatore parla del DDL Concorrenza, in ottica concorso straordinario: «L’approvazione del disegno legge così com’è stato presentato in Senato presenta il vantaggio dell’abbassamento della soglia da dieci a tre anni per le forme associate che vi hanno partecipato. E’ sicuramente un risvolto positivo».

E sul capitale: «Una partita giocata da Federfarma che, al suo interno si è detta: meglio il capitale che la fascia C in parafarmacia. Ed ecco il motivo per cui il sindacato è stato “tenero” con questo provvedimento».

E proprio sulle parafarmacie esprime il concetto: «Le parafarmacie non esistono. Ci sono esercizi di vicinato che sono stati, sostanzialmente, voluti (così come sono oggi) proprio da Federfarma. Mi spiego meglio così evitiamo di fraintenderci, PierLuigi Bersani quando propose le famose lenzuolate non aveva intenzione di mettere nelle parafarmacie il farmacista. Federfarma, all’epoca, pensò che inserendo la figura professionale al suo interno, un giorno ci sarebbe stata una “sanatoria”. Che al momento non c’è ancora e ha creato i farmacisti di serie a e di serie b».

Infine: «Il vero problema delle farmacie in Italia è che si vede la dispensazione del farmaco solo ed esclusivamente dalla parte del farmacista. Se iniziassimo a vederla dalla parte del paziente, che il più delle volte è “cliente”, allora le cose cambierebbero davvero senza bisogno di aiuti esterni e di indicazioni dall’alto».

Ralph Coluccino