Enpaf: «Previdenza fuori gioco nel DDL Concorrenza»

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“Pur avendo un’opinione ben precisa, non entro nel merito delle scelte assunte dal Governo nel settore farmaceutico con la recente approvazione, con il voto di fiducia, da parte del Senato, del DDL Concorrenza” – questo il primo commento rilasciato dal Presidente dell’Enpaf, Emilio Croce. “Mi limito unicamente a denunciare la totale assenza di sensibilità da parte del Governo sul tema della nostra previdenza che, con l’apertura alle società di capitali nella gestione delle farmacie private, rischia di subire rilevanti ripercussioni a causa del prevedibile minor gettito contributivo in favore della nostra Cassa di previdenza, che per legge è tenuta a garantire l’equilibrio del saldo previdenziale a 50 anni”.

 

“Per di più, qualora il testo approvato dal Senato fosse confermato definitivamente dalla Camera, – continua Croce – si produrrà un’inaccettabile disparità di trattamento tra il nostro assetto previdenziale e quello dell’Enpam che, viceversa, beneficia di un contributo sul fatturato a carico delle società di capitali che gestiscono servizi medici specialistici. Assicuro, peraltro, che il Consiglio di amministrazione dell’Ente farà di tutto per non scaricare le conseguenze dell’impoverimento della previdenza di Categoria sui contribuenti e sulle aspettative di tutela previdenziale degli iscritti”.

 

“E’ doveroso – conclude Croce – un ringraziamento nei confronti dei Senatori Mandelli e D’Ambrosio Lettieri che, nel dibattito in aula, hanno puntato l’attenzione sulle conseguenze derivanti per la previdenza di Categoria dall’introduzione del modello gestionale delle società di capitali, nonché nei confronti del Senatore Marino che, avendo compreso la legittimità della richiesta dell’Ente in merito alla previsione di un contributo previdenziale a carico delle società di capitali, nella sua relazione ha evidenziato la necessità che siano previste misure compensative in favore del nostro Ente di previdenza”.