Parafarmacie, sì al riassorbimento. Ma non chiamatela sanatoria

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Parafarmacie, l’onorevole Silvia Fregolent, lo scorso venti aprile ha aperto alla possibilità di un cambiamento di rotta Legislativo per sanare la situazione.

Sul suo profilo facebook ha scritto un lungo post (che riportiamo integralmente) che parla di riassorbimento e non di sanatoria.

Che secondo noi è la stessa cosa.

Ecco il post integrale:

La Consulta boccia la legge del Piemonte sull’autodiagnostica nelle parafarmacie. E’ un tema su cui mi sono confrontata e su cui ho discusso molto.

Ho ascoltato tantissime opinioni, anche molto diverse dalle mie.

Tutti siamo d’accordo su un punto: le cose devono cambiare.

Il processo di liberalizzazione iniziato nel 2006 ha illuso in particolar modo i farmacisti titolari di parafarmacia dando vita ad un’anomalia tutta italiana che ha portato a una grave emergenza.

Oggi molti stanno chiudendo o hanno chiuso e la situazione attuale sta mettendo a rischio 1200 posti di lavoro oltre a quelli già persi (strozzati anche dalla concorrenza delle Gdo).

Va data una risposta immediata che non può prescindere da un RIASSORBIMENTO (che non è una sanatoria).

Questo deve essere espresso attraverso, per esempio, una graduatoria per soli farmacisti titolari di parafarmacia. Deve però tenere conto di alcuni vincoli: una distanza minima (per tutelare le farmacie esistenti), l’esclusione di titolari di farmacia che possiedono una parafarmacia, divieto di vendita per i prossimi 10 anni, idoneità professionale, anzianità lavorativa e di titolarità di parafarmacia.

In questo modo possiamo salvare quei farmacisti titolari di parafarmacia, non tralasciando coloro che hanno mandato in fumo i loro investimenti e sono rimasti senza lavoro.

Si sono già più volte espressi anche i relatori al ddl concorrenza sen. Tomasselli e Marino nonché la Presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato sen. De Biasi con una proposta che non comporta nessun impegno di spesa essendo a costo zero risolvendo definitivamente un problema lavorativo e professionale che non può più essere rimandato.

Anche l’opposizione deve condividere, per senso di responsabilità, la necessità di risolvere questa emergenza.

  • Marco

    Spettabile Redazione,
    lungi da me pensare che la redazione di una categoria così seria e importante possa fare affermazioni faziose o di parte, per cui penso si tratti sicuramente di un vostro errore di valutazione, laddove affermate che secondo voi “sanatoria” e “riassorbimento” sono la stessa cosa.

    Vi spiego perchè, secondo me, sono PROFONDAMENTE diverse.

    -Sanatoria la si fa quando qualcuno compie un ILLECITO, che poi viene “sistemato” legalmente, e fatto rientrare nella legalità.
    Non mi pare questo il caso dei Farmacisti che hanno aperto una Parafarmacia, rispettando tutte le leggi dello Stato, le norme, i regolamenti, rischiando capitali e risorse private per molti di loro purtroppo andate perse.
    Siamo nell’ambito della PIENA legalità.

    -Riassorbimento invece, vuol dire cercare di risolvere una situazione in stallo e incancrenita, con problemi mai risolti, ricomprendendo nell’ambito delle farmacie, questi ibridi nati con forti limitazioni, che nel tempo avrebbero dovuto sparire sempre più.

    Potete spiegarci, per favore, perchè secondo voi “sanatoria” e “riassorbimento” sono la stessa cosa?

    Grazie.