Una gatta e la sua farmacista 3 – FARMACISTI PUNTO E A CAPO. A cura della dottoressa Bianca Peretti

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Su, su, capo, alzati. Cosa ci fai ancora a letto? Non ti sei accorta che le giornate si sono allungate e adesso, al mattino, albeggia molto prima? Dai, dai, alzati, non possiamo perderci il meglio della giornata, la luce che piano piano illumina la cucina, il profumo corroborante del caffè caldo. E poi io ho fame: lo dici sempre che la  colazione é il pasto più importante, che al mattino bisogna mangiare perché veniamo dal digiuno della notte e il fisico ha bisogno di carburate per rimettersi in moto.
Allora, ti vuoi decidere? Le testatine affettuose te le ho date, i grattini anche, adesso mi costringi a passare alle maniere forti o qui ci diventiamo vecchie. Su, dai, e che ci  vuole: una volta che sei in piedi il più é fatto. Il più difficile é il primo passo, poi tutto il resto viene da sé.
Ecco, brava: prima un po’ di croccantini nella ciotola bianca, poi una scatoletta nel piatto blu. Che gusto mi offri, oggi? Salmone e gamberetti, o salmone o gamberetti? Perché, sai, oggi é domenica: mi andrebbe una cosina più sfiziosa del solito. Facciamo così: mezza scatoletta di salmone e gamberetti e mezza di alicette. Cosa dici? Troppo complicato? Ma é domenica, do-me-ni-ca, in qualche modo dobbiamo festeggiare: tu non vai a lavorare e io mi merito una colazione sontuosa. Mi sembra giusto.
Ah, tu devi lavorare comunque? E che cosa dovresti fare, di grazia? Scrivere con il computer sarebbe lavorare? Ma va là, lavorare sul serio é tutta un’altra cosa. E poi non ti ci ha mica obbligato nessuno: se non ne hai voglia, non lo fai. Punto.
Hai un sacco di persone che alla domenica aspettano i tuoi post? Non li puoi deludere né abbandonare?
A parte il fatto che, se mai, non aspettano te, ma ormai vogliono tutti me (tu, al massimo, mi puoi fare da segretaria/dattilografa/interprete perché, come ti ha detto anche quel tuo amico che é venuto a trovarti l’altro giorno, annovero ammiratori perfino fra i cani, per non parlare dei pappagallini e canarini vari), se non hai voglia di andare avanti, molla tutto che tanto non muore nessuno. Vedrai che sopravviviamo tutti ugualmente.
E poi perché alla domenica mattina non vai più fuori a camminare? Che pensata é mai questa? Te ne stai qui, al chiuso, con questo bel sole, sbatacchiando sedie e cassetti, aggirandoti  per la casa come il fantasma di Notre-Dame, mettendo in ordine cose che non ritroverai mai più, vagando senza pace all’inseguimento di una parola o di un pensiero che ti aleggia inespresso sotto la soglia della coscienza.
Dai, esci, fuori di qui, mi sembri in prigione. Mettiti  le tue scarpe da corsa, quelle tecniche, non quelle cosette da signora per bene che ti rovinato i piedi e la schiena (e controlla bene la suola, che non sia troppo consumata: da brava, appoggiale su un tavolo e assicurati che non siano troppo sformate, altrimenti ti faranno più male che bene); una generosa spalmata di crema solare, mi raccomando con la massima protezione, se non vuoi che la tua pelle finisca per fare invidia sia al cane Plissé (hai presente lo Shar Pei della tua amica Eleonora?) che a Macchia, il Dalmata del nostro vicino di casa;  e adesso fuori, magari sul lungolago che ti piace tanto e che oggi deve essere proprio incantevole.
Al tuo ritorno ti voglio vedere allegra e sorridente, con le guance colorite e l’umore più sereno e rilassato, come sempre quando fai un po’ di esercizio fisico e ricominci a respirare a pieni polmoni.
E anche voi, Irish e Dimitri, non penserete di andarvi a sdraiare su qualche letto e a poltrire fino all’ora di pranzo? Fuori, fuori, in giardino, a rendervi utili: forza, bisogna pattugliare la proprietà contro l’invasione di lucertole, verificare che qualche topolino non sconfini, tenere a debita distanza passerotti e pennuti vari. Per forza vi hanno soprannominato fratelli Trudi: siete peggio di due gatti di peluche, con meno vivacità delle due statuette di legno che reggono i libri sullo scaffale. Fuori.
Uff, che fatica. Ogni mattina dirigere il traffico diventa più impegnativo: tu fai questo, tu fai quello, tu vai di qua, tu invece di là.
Sono spossata. Quasi quasi vado a farmi un riposino, che a mezzogiorno saran già tutti di ritorno e bisognerà organizzare una sottospecie di pasto, perché son capaci di essere anche tutti affamati.

Una gatta e la sua farmacista II

Una gatta e la sua farmacista

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