DPC e LE IENE, Federfarma: «Ennesimo servizio fazioso»

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La distribuzione diretta comporta oneri occulti che annullano i presunti risparmi rivendicati dai suoi sostenitori. I quali insistono a dimostrare la convenienza del canale Asl mettendo impropriamente a confronto il prezzo medio al quale le aziende sanitarie comprano con il compenso medio riconosciuto alle farmacie per la dpc, senza ricaricare sul primo i costi diretti e indiretti come magazzino, logistica, personale. E’, in sintesi, quanto ha scritto Federfarma nella lettera inviata ieri alla redazione de Le Iene, la nota trasmissione di Italia1, una volta saputo che nella puntata della sera sarebbe andato in onda un servizio sui vantaggi della distribuzione diretta. «Ricordo inoltre» scrive la presidente nazionale della Federazione, Annarosa Racca «che la diretta costa agli assistiti tempo e denaro per raggiungere gli sportelli di dispensazione dell’Asl, spesso aperti solo poche ore a settimana». In più, «ai pazienti vengono consegnati ingenti quantitativi di farmaci, per coprire più mesi di terapia, cosicché un’eventuale modica del trattamento costringerebbe a gettare via le confezioni ancora inutilizzate».
L’intervento di Federfarma ha anticipato con puntualità i contenuti del servizio trasmesso poche ore dopo, firmato da una “vecchia” conoscenza dei farmacisti, la Iena Nadia Toffa. L’inviata, infatti, affronta il tema con una tesi predefinita già evidente fin dalle prime battute: l’esperienza dell’Asl di Imperia, anche questa ben nota ai titolari di farmacia, dimostrerebbe che se tutte le Regioni facessero la diretta con le stesse modalità, il Ssn risparmierebbe un miliardo di euro sulla spesa farmaceutica. Ma alla base, come scritto da Federfarma, c’è un raffronto tra costi della diretta e della dpc che non ha alcuna legittimità metodologica. Come mettere a confronto mele con pere, avrebbe detto la maestra dell’alunna Toffa. «Un recente studio realizzato dal centro di ricerca Antares per Assofarm» scrive ancora la presidente Racca, stima che il costo di una confezione erogata direttamente nelle strutture pubbliche della Regione Emilia Romagna ammonta mediamente a 4 euro a confezione, più altri tre euro che l’assistito paga per recarsi nei punti di dispensazione». L’assessore Venturi, un paio di mesi fa, aveva detto che il costo per l’Asl si ferma a 1,90 euro.
«Per confrontare i costi della distribuzione diretta e di quella per conto» conclude la lettera di Federfarma «è attivo il Tavolo sulla Farmaceutica, convocato dai ministeri dello Sviluppo economico e della Salute, che dovrà stilare un documento condiviso dai partecipanti (Regioni, Aifa, ministero della Salute, ministero dello Sviluppo economico, filiera del farmaco e farmacisti ospedalieri). L’obiettivo è individuare un modello di distribuzione dei farmaci che sia equo, compatibile con le risorse disponibili e che permetta ai cittadini di accedere al farmaco con le stesse modalità sull’intero territorio nazionale». Non c’è altrettanta trasparenza, invece, « sui consumi e sulla spesa dei farmaci erogati nelle strutture pubbliche». Lo dimostra il fatto che la “manovrina” approvata martedì dal Consiglio dei Ministri autorizza l’Aifa a monitorare la spesa farmaceutica delle Regioni per diretta e ospedali con le fatture elettroniche emesse dall’industria nei confronti del Ssn.
Dalle Iene giunge ancora una volta un servizio fazioso e parziale che dà conto delle posizioni di una sola campana. Federfarma continuerà a denunciare le falsità della trasmissione con ulteriori interventi.