“Cara AnnaRosa le credenziali per RIcandidarti (ed essere RIeletta)ce le hai?”. Lettera aperta al Presidente Uscente di FEDERFARMA

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Lettera aperta di Augusto Luciani, presidente Federfarma Umbra, al presidente nazionale di Federfarma AnnaRosa Racca.

Riceviamo e pubblichiamo.

INTEGRALE

Cara Annarosa, conoscendo la tua buona memoria, sono certo che ricorderai bene l’intervista concessa alla newsletter RIFday il 3 febbraio scorso, con la quale – al fine esclusivo di garantire la massima trasparenza al confronto elettorale per il rinnovo delle cariche apicali di Federfarma – ti invitavo a rispondere, con la necessaria sollecitudine, a un quesito molto semplice: ritieni di possedere i requisiti per concorrere nuovamente alla presidenza di Federfarma, alla luce del fatto che hai alle spalle già quattro mandati e, a termini di statuto, non sei più candidabile?

Dal 3 febbraio a oggi sono passati ormai due mesi, durante i quali ho atteso invano una risposta, anche solo poche righe, affidate magari a FiloDiretto. Ma capisco che – con i tuoi molteplici impegni – tu possa non aver avuto il tempo di dare un riscontro alla mia sollecitazione, condivisa peraltro da migliaia di altri colleghi. Per fortuna, però, sei riuscita a trovarne almeno un pizzico per dichiarare a un altro giornale di categoria che intendi presentarti ancora una volta alle elezioni sindacali per chiedere un nuovo mandato ai vertici del nostro sindacato nazionale.

Per piccolo che sia, è un passo avanti: almeno, hai ufficialmente chiarito a tutti quello che tutti sapevano già o avevano comunque ampiamente capito, ovvero che hai tutte le intenzioni di continuare a sedere sulla poltrona più alta di Federfarma.

Ciò che hai ancora una volta dimenticato di fare, però (complice, probabilmente, la solita mancanza di tempo) è rispondere all’unica domanda che rileva, ai fini di una competizione elettorale serena e trasparente, come il difficile momento della farmacia richiede e i colleghi – tutti i colleghi – pretendono e soprattutto meritano: ma tu i requisiti per essere eletta li hai oppure no?

Questa era la domanda che ti avevo rivolto pubblicamente due mesi fa e che ti rinnovo oggi con questa lettera aperta che invio ai giornali di categoria, FiloDiretto incluso, nella speranza che questa volta incontri miglior sorte e riesca a ottenere un risposta. Nell’attesa (altri due mesi?), mi sembra giusto far sapere a tutti che le interpretazioni del dettato statutario non lasciano spazio ad alcun dubbio: chi, come te e molti altri colleghi che con te siedono in consiglio di presidenza, ha alle spalle quattro mandati negli organi collegiali, non può ricandidarsi, ai sensi del secondo comma dell’articolo 9 del vigente Statuto della Federfarma, che prevede espressamente la rieleggibilità “per un massimo di tre mandati consecutivi nella stessa carica” degli organi di cui alla lettere c), d), g), h) e i) della stessa federazione, tra i quali è appunto ricompresa anche la carica di Presidente nazionale. Conferme in questo senso sono venute da tutti gli esperti di diritto che, per serietà e per scrupolo, sono già stati interpellati sulla questione. Ma questo lo sai bene, perché al riguardo i Presidenti delle Unioni regionali di Basilicata, Liguria e Marche ti hanno indirizzato una lettera molto puntuale e ancor più responsabile. In essa, è contenuta la ragionevole proposta di affrontare congiuntamente e subito la questione, sottoponendola alla pronuncia di un arbitro unico di riconosciuta autorevolezza, individuato di comune accordo, per verificare la sussistenza o meno della condizione di ineleggibilità con un arbitraggio espressamente dichiarato non impugnabile. A questo punto, però, non posso esimermi dall’aggiungere un’altra domanda a quella relativa al requisito di candidabilità: accetterai la proposta dei Colleghi delle Regioni sopramenzionati di una pronuncia terza e super partes su questa questione cruciale? O intendi forzare la mano e scegliere comunque la sfida delle urne, esponendo la categoria al rischio di un lacerante contenzioso giudiziario che – indipendentemente dai suoi esiti – oltre ad esporre l’immagine pubblica del nostro sindacato nazionale a un’autentica Waterloo, lo costringerebbe certamente a una fase di commissariamento e di paralisi gestionale? La risposta è ovviamente tutta e solo tua. Hai sempre sostenuto, a parole, che il bene della farmacia viene prima di tutto. Dunque, anche prima dei destini personali di quanti si impegnano a livello sindacale per tutelare le nostre aziende e la nostra professione. Per questo credo fermamente che, in piena coerenza con quanto sei sempre andata sostenendo, la scelta più apprezzabile e meritoria che tu possa compiere sia quella di favorire un vero e proprio ricambio generazionale, facendo un passo a lato. A lato, non indietro: con la tua esperienza, per la causa comune resterai sempre una preziosa risorsa, alla quale sono certo che chi sarà chiamato a guidare il sindacato sarà felice di poter continuare ad attingere. Sarebbe un grande e prezioso lascito per Federfarma e, più in generale, per quella grande, immensa realtà che sono la rete delle farmacie italiane e la comunità dei farmacisti che, al loro interno, si spendono ogni giorno per tutelare e promuovere la salute dei cittadini. Sarebbe anche un gesto di grande, straordinaria eleganza. E tu, cara Annarosa, sei sempre stata una donna elegante. Attendo tue. Un saluto cordiale