Una gatta e la sua farmacista (II puntata). Farmacisti punto e a capo – A cura della dottoressa Bianca Peretti

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Senti, capo, mi sarebbe venuta un’idea. Perché non facciamo anche noi come molti tuoi colleghi  e prepariamo qualche bel video per i nostri clienti e amici? Modestia a parte, io una certa presenza scenica l’avrei e in quanto a personale penso proprio che posso dire la mia, non credi?
Ne ho parlato anche al mio circolo peloso e tranne quella smorfiosa della  gatta di tuo marito, quella Filtri per intenderci, sicuramente invidiosissima, tutti sono stati d’accordo che farei una figura magnifica.
Cosa dici? Non ti piace l’idea? Non ti interessa una comunicazione veloce, efficace, dinamica, facilmente fruibile da tutti, alla portata di tutti, popolare e immediata?
Questa me la devi proprio spiegare: perché noi dobbiamo sempre complicarci la vita? Perché, almeno per una volta, non possiamo fare come tutti, prendere una strada già battuta, rincorrere un successo facile e concreto? Ah, già, a te le cose semplici non piacciono, se tutti vanno di qua tu devi andare per forza di là, a te piace la parola scritta, la sottile magia che si evoca ogni volta che le parole si srotolano sulla pagina e i pensieri, da confusi ed indistinti, diventano prima segno che suono, e costringono i tuoi poveri lettori a un’attenzione impegnativa.
Ma dove vivi? Pensi davvero che il mondo sia come tu lo vuoi? Oggi nessuno vuole fare sforzi inutili, i giovani preferiscono un’informazione rapida semplice, pigi su un tasto l’ascolti  e via, senza tutta quella fatica di leggere una parola dopo l’altra, cercare di capire anche quando usi dei termini meno comuni, entra un messaggio, esce un messaggio, avanti il prossimo, c’è posto e tempo per tutti.
Sai quante nuove persone potremmo raggiungere, quanti mi piace, che fama, che popolarità?
Non ti interessa? E che cosa, di grazia, ti interessa?
Come sei complicata! A te piace costruire piano piano dei legami più profondi, condivisi e partecipi, il tuo impegno nello scrivere e lo sforzo di chi ti legge, la cura con cui scegli le parole e la cortesia di chi le accoglie, il desiderio di rubare una frazione di tempo in più perché ogni cosa non svanisca immediatamente come se non fosse mai esistita. Le parole servono per far emergere i pensieri, costruire i ragionamenti, articolare le argomentazioni: senza parole l’animo é imprigionato in un silenzio senza futuro.
Va bene, capo, ho capito: il tuo lavoro non é per tutti, lo posso anche capire.
Fai solo quello in cui credi e nel modo che ritieni giusto, e anche questo ha una sua logica.
Ma, qualche volta, potresti scendere a qualche piccolo compromesso, cosa ne dici?
Che bisogno c’era, ad esempio, di sconvolgere quel povero ragazzo che é venuto accompagnato dalla mamma per chiederti un ricostituente che lo aiutasse a imparare meglio e più in fretta? In fondo che cosa ha fatto di male a cercare un aiutino per cercare di non farsi bocciare?
Li hai fatti sedere, con calma, madre e figlio, e li hai travolti con le tue idee strampalate sull’importanza di non inseguire un voto, che non significa niente o veramente molto poco, ma di rincorrere una curiosità, un interesse, un bisogno di comprendere più intimo e profondo.
Hai visto come ti guardavano? Avrebbero semplicemente voluto un rimedio che desse loro l’illusione di una soluzione qualunque, magari qualcosa di innocuo con effetto placebo, la pillola magica che risolve tutti i problemi, che fa ricordare quello che non si é studiato né tantomeno capito, giusto il tempo di un compito in classe o di un’ultima interrogazione.
Ma tu no, tu non fai queste cose, tu li intrattieni per un’ora spiegando che le scorciatoie non esistono, né le pillole magiche, né i miracoli usa e getta.
Li hai convinti? Naturalmente no.
Sono usciti confusi e sconcertati e sono andati difilato in un’altra farmacia dove hanno comprato quello che stavano cercando e che tu non gli hai dato. E ne sono rimasti sicuramente molto più soddisfatti.
Che cosa c’è di male in tutto questo? Era così difficile accontentarli?
Lasciamo perdere, tanto parlare con te di certi argomenti é come parlare al vento.
Torniamo a questioni più serie: allora, che ne dici, mi fai fare dei video? A me piacerebbe moltissimo e potrei fare veramente faville. Vedrai, proporrò a tutti un sacco di rimedi miracolosi, anche per le pene d’amore se occorre, così tu diventi ricca, io una star acclamata, e tutti  finalmente vivranno felici e contenti

Una gatta e la sua farmacista

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