Maddalena, cercare soluzioni adeguate senza rinunciare al rispetto degli standard di sicurezza nel parto

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Partorire in Italia è generalmente un evento sicuro. Il nostro Paese in Europa è tra quelli con i migliori standard di sicurezza e sono in atto tante strategie sanitarie indirizzate a migliorare sempre più questo obiettivo.

 La chiusura dei punti nascita in cui ci sono pochi parti ogni anno è una di queste e non riguarda solo la razionalizzazione dei costi ma prima ancora serve a tutelare la salute della gestante e del nascituro.

 

Partorire in un centro che effettua un basso numero di parti è un fattore di rischio per mamma e bambino. Chiudere questi punti nascita significa evitare che in caso di complicanze gravi, ci si affidi a un centro privo di esperienza e soprattutto di risorse necessarie a gestire emergenze di tipo ostetrico o anche pediatrico.

 

Agli standard di sicurezza non si può derogare e laddove la logistica è sfavorevole è necessario ricercare soluzioni alternative come, per esempio, la disponibilità di un elicottero per le situazioni di emergenza o altre strategie per evitare che una situazione complessa venga affrontata con strumenti inadeguati.

 

È il problema logistico e organizzativo che deve essere risolto mentre agli standard di sicurezza prefissati non si può rinunciare, proprio per tutelare la salute delle donne e dei bambini.