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Eppure ancora non si capisce quale possa essere la soluzione per le parafarmacie. E’ emblematico come ad ogni pie’ sospinto di qualche parlamentare che solo si accinge a pronunciare il sostantivo “parafarmacia” ci sia una eco non indifferente.

Sempre però una eco che cade nelle valli.

«Il fatto che alcuni esponenti del Partito Democratico siano favorevoli a risolvere la questione “parafarmacie” è un dato importante: il limbo normativo in cui i farmacisti delle Parafarmacie sono stati lasciati per anni non ha infatti giovato alla professione e ha creato tantissimi problemi proprio a chi in un sistema chiuso ha creato posti di lavoro e offerto un farmacista in più sul territorio. Tale incertezza normativa ha messo di fatto a rischio proprio quei posti di lavoro che la riforma in un primo tempo ha creato».

Lo dichiara il presidente della Federazione nazionale Parafarmacie italiane, Davide Gullotta, riferendosi alle ultime dichiarazioni della parlamentare Pd Silvia Fregolent.
«Iniziare a posare lo sguardo sui farmacisti che hanno aperto una parafarmacia è significativo – ha dichiarato Gullotta -. Finora la politica ci ha ignorato, ha sottovalutato l’unica vera novità che si è affacciata nel sistema dei farmacisti/farmacia da più di 100 anni.

Apprezziamo pertanto l’impegno e la volontà dell’onorevole Fregolent nel voler risolvere la questione, sicuramente non semplice, ma che per questo necessita l’attenzione massiccia del mondo della politica».

La Fnpi ribadisce dunque, in linea con la deputata Fregolent, che un sistema basato sulla contemporanea presenza di una pianta organica e sulla ereditarietà di una concessione statale vinta per concorso, è anti-meritocratico e danneggia tutta la categoria dei farmacisti. «A questo si aggiunge – conclude il presidente Gullotta – una procedura concorsuale che nel corso degli anni ha dimostrato tutte i suoi limiti. Ricordiamo il concorso siciliano durato più di 10 anni o lo straordinario del 2012 che di fatto non ha risolto il problema e anzi ha determinato una serie infinita di ricorsi e ad oggi nonostante il termine perentorio dell’aprile 2013 per aprire tutte le sedi, in tantissime regioni si è bloccati. E’ arrivato il momento che la politica tutta metta mano al dossier parafarmacie, puntando con forza ad una soluzione virtuosa».

 

E’ politichese. Questa è una lingua che si capisce solo se si ha masticata un po’ di quella politica che negli anni è diventata “misura in cui”, “piuttosto che”, “serve un rilancio”. Insomma i politici fanno melina e gli attori della parafarmacia fanno una telecronaca calcistica che Sandro Piccinini non sembrerebbe più il cronista soggettivamente compromesso nella partita ma un semplice ed asettico giocatore. Se si analizzano le frasi che vengono dette, dall’una e dall’altra parte, si arriva ad un risultato che è poco soddisfacente: il nulla.

Perché Gullotta sa bene che la Fregolent, da sola poco fare poco. Anzi nulla.

Ma non lo dice.

  • Marina Torsello

    BALLE SOLO BALLE…….. ALL’INFINITO BALLE……..