Al momento nessuna concorrenza, Walgreens Boots Alliance “sbatte la porta in faccia” agli investimenti in ITALIA

2
840
Print Friendly, PDF & Email

Ornella Barra, co-Chief Operating Officer di Walgreens Boots Alliance, in una intervista pubblica da ADN Kronos, è stata categorica: «In Italia non c’è ancora una legge sulla concorrenza. Quando ci sarà e se l’azienda sarà ancora interessata, si parlerà di investimenti in Italia.  Per ora è fuori discussione».

Una dichiarazione pesantissima fatta da una delle figure più importanti ed influenti della filiera del farmaco internazionale che, in pratica, affossa il belpaese quale “immobile”.

E ancora: «Un paio di anni fa – racconta – eravamo pronti ad investire in Italia non solo in termini economici ma anche in termini di risorse umane ed occupazione. Poi i nostri orizzonti si sono allargati (duemila le farmacie comprate negli Stati Uniti d’America e 1200 in Messico in attesa del pronunciamento antitrust) e i progetti sono cambiati».

Ma la Barra ha comunque posto un “niet” pesantissimo sullo sviluppo economico italiano.

  • Marco

    Il termine “Belpaese”, purtroppo ricorda solo tempi passati, perchè ora non lo è più da anni.

    In quanto a “immobile”, c’è da dire: magari lo fossimo stati!
    Quando “si muovono”, e combinano danni come hanno fatto all’Italia, sarebbe stato molto meglio essere rimasti fermi.
    La qualità della vita è scesa in maniera vertiginosa per 3/4 della popolazione.

    In quanto a “concorrenza”, Ornella Barra e Walgreens Boots Alliance si tranquillizzi pure: nessuno rimpiange questo DDL, che tutto è meno concorrenza!
    E’ semmai il contrario, un Oligopolio che peggiora ancor di più le condizioni di tutti, professionisti e pazienti.

    Il Niet ci spaventa poco, anzi; se fosse vero ci rassicurerebbe non poco.
    Il problema è che non ci fidiamo, e che pensiamo sia solo un modo per tirare acqua al proprio mulino. E gli “enormi investimenti” in Italia li ripagheremmo con gli interessi, con il peggioramento del servizio ai cittadini, che si troverebbero strutture stile “supermercato”, con la chiusura di tutte le Parafarmacie (MIGLIAIA di posti di lavoro), e con l’acquisto di tutte le Farmacie più appetibili, a prezzi d’ingrosso.
    Per le rimanenti, invece, spiccioli, come accade ai negozietti fagocitati dai supermercati.

    Se sei con i piedi sul precipizio, STAI IMMOBILE, è meglio!

  • Finalmente leggo un post, quello di Marco, e con soddisfazione apprezzo la disamina dell’accaduto nell’ultimo decennio in Italia.
    Non solo nel sistema farmaceutico, che a noi interessa più perché ci siamo dentro, ma in generale.

    Tutti sempre coinvolti a pensare alla convenienza, allo sconto, alla parsimonia, quando invece il maggior risparmio lo facevano le multinazionali sulla pelle dei lavoratori decurtando gli stipendi o delocalizzando produzioni in ambiti meno costosi nel profilo manifatturiero.

    Il sommesso ricatto della Barra, “… ci date il DL concorrenza come l’abbiamo pensato, scritto e dettato ai vari ministri che si son succeduti, … o andiamo via!”, dovrebbe essere preso come una liberalizzazione, questa si vera, e non come una iattura!

    Wallgreen ha investito in Messico? E chiedetevi perché!
    Anzi, chiedetevi anche come la Walmart Stores Inc è riuscita a divenire il gigante nella distribuzione qual è, e se gli sarebbe stato possibile senza lo sfruttamento della manodopera messicana, aggiungo clandestina!

    L’America di Trump adesso intende chiudere le frontiere all’immigrazione senza controllo e ai prodotti esteri, soprattutto asiatici.
    Son curioso di sapere come finanzierà il debito pubblico americano quando la Cina non ricomprerà i titoli statali americani in suo possesso e chi dovrà rimborsarli.

    E già, il debito USA è in mano alla Cina!
    Questo giusto per significare che non esiste destra populista e sinistra statalista.
    Il denaro non ha colore e, soprattutto, non puzza, certi affari invece si!