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Tu quoque, Carlo, fili mi.

E’ il pensiero che l’ex primo ministro italiano ha fatto subito dopo che il titolare del Mise, Carlo Calenda, è intervenuto alla cerimonia di consegna del Premio Leonardo tenutasi al Quirinale.

Il 44enne ministro, voluto dall’allora premier Matteo Renzi dopo lo scandalo che travolse Tiziana Guidi e la costrinse alle dimissioni, ha bacchettato le dichiarazioni del fiorentino. In un modo nettissimo così riportato dall’Ansa: «Per creare lavoro e reddito non esistono scorciatoie, non esistono invenzioni di redditi, invenzioni di lavori, invenzioni di bonus».

Una stoccata di fioretto che fa crollare le azioni del segretario Pd, in discesa libera nell’ultimo periodo e che ridimensiona la sua leadership e sul partito e sull’attuale governo che, da sempre si è pensato fosse stato coniato a sua immagine e somiglianza.

E Calenda si è soffermato anche sul DDL Concorrenza sentenziando: «Sei mesi e sarà operativo in tutti i settori interessati».