Taurino e la PARAFARMACIE CONTRO: «Le nostre “beghe” sono espressioni democratiche. Sono i politici a dover prendere decisioni, siamo stanchi»

0
784

Ci sono dei collaboratori ai quali prestare il fianco, delle volte, può sembrare da deboli. Quei collaboratori che si infervorano se dici loro: «Senti, quello che hai scritto non sarà pubblicato».

La passione nasce dagli errori. Quelli che prima ti fanno pensare di aver subito una ingiustizia, salvo poi capire che effettivamente l’errore c’era stato. La professionalità e la professione vanno salvaguardare. Così come l’emozione e la rabbia; quelle vere, autentiche.

Parafarmacie contro, ecco cosa ne pensa il dottore Marcello Taurino

Le direttive, la linea da indicare in modo esplicito sono quelle di dare la possibilità di adottare azioni positive nei confronti di chi ha investito in una professione, quale una parafarmacia.

Le persone che decidono le politiche sono i ‘politici’.

Fare politica significa decidere.

Oggi, dopo dieci anni, alcuna decisione viene presa da “pochi” politici che stanno condizionando il futuro di oltre 500/700 famiglie.

Non sono certo io a poter redigere un decreto legge a favore di una situazione divenuta insostenibile.

Mi sono sempre proposto e rapportato in maniera costruttiva per il bene di tutti.

Dopo non esserci confrontati da tanto, abbiamo condiviso l’idea di andare avanti in questa battaglia, senza preclusioni o pregiudizi, partendo dal presupposto che non è la proposta di tizio o di caio quella che conta, ma trovare una soluzione, o meglio dire “risoluzione”.

Le beghe nostre, sono espressione democratica.

Certamente va condannato e combattuto chi strumentalizza per soli fini personali. La politica deve veramente entrare nella questione e trovare una soluzione immediata; non si può più esaurire tutto in parole vuote.

Vorremmo risposte e provvedimenti radicali concreti, per questo è difficile non rilevare tensioni continue intorno alla nostra situazione.

Moltissimi politici hanno perso la fiducia anche dei propri sostenitori, perché inimmaginabile pensare di continuare a buttare in mezzo ad una strada un patrimonio professionale.

E mi rivolgo ai politici, non contate sulle nostre beghe, contate sui vostri ruoli istituzionali, al fine di risolvere la nostra, ormai delicata, questione. Onorevole Fregolent ed onorevole Gelli, spero che sia la volta buona. Senatore Mandelli e senatore Lettieri, fate sentire le vostra voce, perché, oltre ad essere parlamentari della Repubblica, siete presidente e vice presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani.