San Valentino – L’amore ai tempi delle “parafarmacie contro le parafarmacie” e delle farmacie punchball

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Da Sanremo a San Valentino il passo è breve. L’Italia è paese di santi.

Lasciamo stare poeti e navigatori (quella è un’altra storia). San Valentino è primo bilancio dell’anno iniziato.

45 giorni di 2017 e ancora un nulla di fatto per il destino di farmacie e farmacia in generale. Se non un alterco, battibeccare alquanto ridicolo tra titolari di parafarmacia, a colpi di post su facebook e altri social network.

Insomma, questi ultimi se le danno di santa ragione. Il problema è che se le danno da soli.

Sembra quasi che, parlando di parafarmacia, il sogno sia crollato. Il castello costruito in undici anni non ha mai avuto buone fondamenta. Dispiace.

Dispiace anche non pubblicare pareri ed articoli di chi finora è stato protagonista della storia ma che ne è diventato vittima.

E il farmacista? Anche qui, il ritorno a Carlo Lucarelli e alle sue notti blu, è d’obbligo. Un’altra storia. Fatta da pezzi che Federfarma è quasi un anno che puntualmente perde. Fatta dalla Fofi che sembra “cagna in mezzo ai maiali”, a dire: «Sì, questo andrebbe bene ma»; e nessuna proposta, nessun “niet” convinto, solo una navigazione a vista.

Cosa è cambiato ad oggi dallo scorso anno? Cose da niente, solo un presidente del consiglio.

Buon San Valentino a tutti gli innamorati. Innamorati di una professione che sembra il punchiball di chi non riesce ad emergere. Ma vuoi mai che anche i pugili che le prendono sempre possano difendersi e magari attaccare?

Ralph Coluccino