La Fascia C, Pugliese e FEDERFARMA. Film da scene già viste, un consiglio: ABBASSATE I PREZZI andandoci anche a perdere se dovete

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di Ralph Coluccino

La liberalizzazione dei farmaci di fascia C è una cosa che quasi mi porto nel cuore. E’ uno dei primi argomenti che ho trattato da quando sono diventato direttore della testata e che mi ha appassionato più di tutti, facendomi prendere qualche granchio e qualche soddisfazione.

Bene, il fatto che “quelli” in questo determinato periodo non se ne stia occupando non è frutto di lassismo o poco fiuto della notizia. Si tratta semplicemente di non tornare su discorsi triti e ritriti e non per non dare spazio alle questioni.

Ad onor del vero, nei prossimi giorni sarà pubblicato il punto di vista del Sunifar sulla questione.

Questione che i farmacisti, abbagliati come sempre dalla scia chimica che si vede quando col dito gli si indica la luna (grazie ad Enrico Mentana per le sue perle su facebook), hanno preso sul personale. Troppo sul personale.

E’ un rincorrersi, abbaiarsi ma mai incontrarsi. Francesco Pugliese è l’amministratore delegato di uno dei gruppi GDO più forti e potenti in Italia. E’ stato uno degli attori di filiera che ho intervistato per primo (ottobre 2015), è persona accorta, intelligente e fa bene il suo mestiere.

Parla alla “pancia della gente”, come ha fatto Donald Trump. E gli attori, quelli veri della filiera?

La FOFI è proprietaria del girone degli ignavi “sanza nfamia e sanza lodo”. Poi c’è Federfarma che ci prova, ma non ci riesce bene. Come si contrasta la Conad Tower? Col dialogo? No.

Con le azioni: abbassino i prezzi i farmacisti, ci andassero anche a perdere se devono. Ma lo facciano, perché alla gente interessa pagare di meno. Non certo il dove, il come, il quando. Questo vuole la gente. Fascia C o non fascia C.

Perché poi la gente prenderebbe (semmai succedesse) le Benagol alla Conad pagandole 20 centesimi in meno, senza pensare che il pane magari lo paga cinquanta centesimi in più.

Se i farmacisti penseranno ancora alle loro nobili origini senza ricordarsi di utilizzare la furbizia, magari la fascia C resterà dov’è ma la percezione della gente, quella cambierà.

E allora sarà troppo tardi per redimersi.

  • Il giorno che Multinazionali e Cooperative (Rosse, Bianche o Nere, non importa) pagheranno le tasse in Italia (e in Europa), per i profitti che fanno sul suolo dove operano, e non dove è allocata la sede fiscale (Lussemburgo o Inghilterra ad es.), allora, e solo allora, le parole di Pugliese e comprimari simili potranno essere degne di considerazione in quel palcoscenico chiamato “mercato” e in cui e per cui si riempiono le tasche e la bocca.

    Fino a quel momento, auspicherei una petizione, magari su Avaaz, affinché i soggetti citati paghino le tasse, come tutti i comuni cittadini, almeno con le stesse aliquote!

    Come tutti coloro che grazie a “quel mercato” perdono o hanno perduto il posto di lavoro e l’opportunità di dare un futuro ai propri figli, senza doverli veder partire per luoghi e nazioni che li sopportano giusto il tempo di “consumarli” e poi ritenerli “estranei”, benché europei.

    E questo sarebbe un luogo comune, per una polemica trasversale e alimentata dai vari Ministri del Lavoro che si son succeduti nel tempo, prima la Fornero e per finire con Poletti, che meriterebbe ben altra considerazione e spazio, se non fosse che ci preoccupiamo per l’accoglienza di chi fugge dalle guerre e non di come sono ospitati i nostri concittadini all’estero.
    Chiedete a chi è emigrato cinquanta anni fa, e fate un paragone col la situazione attuale!

    Se in Italia non si delocalizzasse il lavoro e si costringesse, a chi fa profitti, a lasciare quanto dovuto dalla tassazione sul suolo italiano, tutto sarebbe ben diverso.

    Ma questi son discorsi che non piacciono alla politica, ai plutocrati e a chi governa.

    Fortuna che siamo un paese sempre in emergenza per terremoti, alluvioni, neve, emigranti, e quant’altro, così possono fruire di mezzi di distrazione informativa di massa ed evitare valutazioni su questioni, per loro, irricevibili.

    Più semplice è invece parlare alla pancia della gente, come sto scrivendo ora io, ed evidenziare chi ha rispetto a chi non ha, puntando l’indice e elevando accuse di poca sensibilità e mancanza di solidarietà, senza sapere, senza conoscere, senza apprezzare l’altrui lavoro e il quotidiano sacrificio di tanti “piccoli soggetti” che ogni giorno, non solo farmacisti, alzano la saracinesca o aprono la porta del proprio ufficio per portare in bilancio soddisfazione piuttosto che denaro.

    Ma anche questo è un discorso meritevole di essere trattato con più ampio respiro!

  • ARTANE01 .

    La fuoriuscita della fascia C è inevitabile e credo prossima,non riusciranno a far quadrare i bilanci neppure ottenendola, dovrebbero pensare all’erosione dei profitti che le e-commerce company come Amazon (che già spedisce alimentari), gli porterà e adeguarsi,invece di raschiare il fondo del barile. Ai farmacisti resterà il servizio notturno e i nuovi fantomatici servizi,tutti non retribuiti e vedrete che accetteranno di buon grado.