Buone notizie per i tumori neuroendocrini. Pubblicati sul NEJM i risultati positivi di un nuovo farmaco “made in Italy” Lutathera verrà prodotto nello stabilimento italiano di AAA, ad Ivrea

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E’ dal Biopark del Canavese di Colleretto Giacosa dove da dieci anni si è insediata AAA, la multinazionale nata dall’intuizione del fisico italiano Stefano Buono che arriva una speranza per i pazienti di tutto il mondo affetti da tumori neuroendocrini dell’intestino medio.

 

Advanced Accelerator Applications, S.A. (NASDAQ: AAAP), gruppo internazionale specializzato in Medicina Nucleare Molecolare (MNM) con sede principale in Italia, a Ivrea presso il Biopark Canavese, ha annunciato la pubblicazione dei risultati positivi dello studio di Fase III NETTER-1 relativo al Lutathera® sul New England Journal of Medicine.

 

In Italia ogni anno si registrano 3 – 4 nuovi casi di tumori neuroendocrini ogni 100.000 persone, per un totale di 2.500-2.700 casi. Di questi, circa il 60-70% (1.600 persone all’anno) riguarda il tratto gastro-entero-pancreatico. Queste forme tumorali possono essere diagnosticate in bambini e adolescenti, ma sono decisamente più comuni tra gli adulti e gli anziani.

 

Lo studio ha raggiunto l’obiettivo primario dimostrando che la terapia con Lutathera® (Lutetium-177 dotatate), un farmaco sperimentale per il trattamento di pazienti affetti da tumori neuroendocrini (NET) dell’intestino medio in stato avanzato, progressivi e positivi ai recettori della somatostatina è associata a una riduzione del 79%, statisticamente significativa e clinicamente rilevante, del rischio di progressione della patologia o di decesso rispetto ad un trattamento con una dose elevata (60 mg) di Octreotide LAR.

 

Stefano Buono, Amministratore delegato ha dichiarato: “Riteniamo che questi dati evidenzino i notevoli benefici clinici del Lutathera® e sono orgoglioso che questo studio sia stato pubblicato da una rivista tanto prestigiosa. Più di 1.500 pazienti negli USA e in Europa hanno ricevuto un trattamento con Lutathera® nell’ambito dei nostri programmi per uso compassionevole. Siamo convinti che Lutathera® possa offrire ai pazienti affetti da NET una cura attesa ed efficace, migliorando allo stesso tempo l’attuale standard terapeutico.”

 

Gianfranco Delle Fave, Professore Ordinario della Cattedra di Gastroenterologia dell’Università La Sapienza e direttore UOC Malattie Apparato Digerente e Fegato dell’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea  che ha partecipato allo studio, ha sottolineato positivamente lo studio effettuato: ”I vantaggi del trattamento con Lutathera® sono sicuramente superiori a tutte le terapie messe in atto finora. Anche il 18% di risposta oggettiva al trattamento è un dato molto rilevante rispetto a tutti gli altri studi pubblicati che rilevano il 5% di risposta”. Delle Fave ha precisato che “questa non è purtroppo una malattia che si acquisisce, certamente una minoranza è legata al fattore ereditario, ma per la maggior parte dei casi ancora non si riesce a stabilirne l’origine”.

 

Jonathan Strosberg, Professore Associato, responsabile dipartimentale del programma relativo ai tumori neuroendocrini presso il Moffitt Cancer Center di Tampa, in Florida e primo autore della pubblicazione, ha osservato che “il miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante dei parametri PFS e ORR ottenuto tramite la terapia con Lutathera®, rispetto a una dose elevata di Octreotide, è un dato a supporto della sua potenziale utilità nel trattamento dei pazienti affetti da NET. Nella mia veste di specialista impegnato nel trattamento di numerosi pazienti affetti da tale patologia, ritengo che questi risultati positivi incoraggino la speranza di poter migliorare la vita dei nostri pazienti.”