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È inutile che ci raccontiamo delle storie, siamo euforiche e completamente nel pallone. Vaghiamo per la farmacia con un sorriso beato stampato in faccia e continuiamo a congratularci reciprocamente per l’inaspettato successo.

Probabilmente chi ci vede pensa che, come minimo, siamo un po’ esaltate e un po’ sceme, e forse un tantino fuori di testa lo siamo davvero: quello di cui moltissimi non si rendono conto  non é tanto del lavoro e dell’impegno che certe scelte implicano, quanto di quanto sia difficile e complesso guadagnarsi credibilità e la fiducia dei pazienti.
“E che ci vuole? Si trovano tutto pronto, la terapia completamente organizzata e per di più senza sborsare un centesimo. Saranno tutti entusiasti”
E invece no, non é così semplice: intanto pochissimi accettano facilmente di farsi aiutare, anche quando devono seguire terapie che sono molto complesse da preparare anche per noi del mestiere.Sembra loro di riconoscere che non sono più capaci di gestirsi da soli.
D’altra parte, negli ultimi cinquant’anni, il cliente si é abituato ad uscire dalla farmacia con borse piene di scatolette e ad arrangiarsi. A mala pena, la prima volta, viene scarabocchiato sulle confezioni  un abbozzo di posologia, spesso in una lingua misteriosa, 1 cps 3 vol al dí, e ammettere “non ho capito” sembra brutto, tanto poi a casa ci guardo, leggo il bugiardino e decido cosa fare. E poi ” il medico mi ha detto, ma lo specialista invece ha indicato, l’infermiera si é raccomandata e io mi ricordo tutto, almeno mi sembra, tanto poi guardo  su internet….”
“Al farmacista importa solo vendermi i farmaci, riempie il sacchetto veloce, c’é sempre una coda infinita, e poi se gli dico che ho guardato su Google e sono molto perplessa per quello che mi é stato prescritto, si offende e mi risponde sgarbato che sulla ricetta non c’è scritto niente, che chieda al mio medico se non mi fido. Mi sono anche accorta che se dico delle sciocchezze, perché io di queste cose non me ne intendo molto, fa un sorrisino sprezzante e sono sicura che quando esco poi mi prende in giro. Cosa vuoi che ne sappiano questi? Cosa vuoi che gliene importi di me? Preferiscono offrirmi un trattamento nella cabina estetica o un aggeggio super tecnologico che mi intimorisce solo a parlarne”.
“Queste qui, invece, quante storie fanno! Mi chiedono la ricetta per tutto, vogliono controllare ogni cosa, i dosaggi e come e quando prendo le mie medicine, sembra che quello che vendono loro siano tutti veleni. So benissimo che cosa devo o non devo fare, non sono mica una drogata, io: anche il medico si fida di me, lo sa che me ne intendo abbastanza, spesso mi prescrive le medicine per telefono e mi dice di regolarmi da sola, tanto sono cose leggere, una più o una meno non cambia niente. Queste invece vogliono controllare tutto, sapere esattamente cosa prendo e quando, ma saprò ben io come sto e come mi devo curare. Non sono diventata così rincretinita da non sapermi arrangiare da sola. Anzi, qualche volta ho fatto meglio del dottore, me lo dice sempre la mia amica: siamo meglio dei dottori, perché ci informiamo, ci ascoltiamo e ci vogliamo bene. I dottori e i farmacisti, invece, pensano solo a farsi pagare, neppure ti ascoltano, se hai bisogno non ne parliamo. Li cerchi al telefono e ti vogliono vedere di persona, ci vai e ti tocca aspettare e poi in due minuti ti liquidano. Le volte che ho chiesto qualcosa mi hanno a mala pena risposto, mi hanno visto col braccio al collo e non mi hanno chiesto neppure come stavo. Figurati se hanno tempo per occuparsi di me e dei miei problemi.”
“La sorella della mia amica, mi ha detto, però, che da quando queste qui si occupano della sua mamma, lei sta molto meglio. La badante all’inizio ha fatto un sacco di storie perché non voleva avere le medicine contate, ma poi, quando ha visto che finalmente le analisi si erano sistemate, si é convinta che forse avevano ragione loro. Pensa che in ospedale hanno fatto anche i complimenti alla farmacia per il lavoro che svolge. Mi hanno detto che hanno ricevuto anche il  benestare e i complimenti  dell’Asl. Che dici? Ci provo? Ho la pressione sempre un po’ ballerina, il diabete così così, é la menopausa, non c’è dubbio, é l’età, me lo dicono tutti. Che faccio? Ci provo? Mi faccio aiutare?”

Martedì pomeriggio

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Lunedì, la mattina