Studenti di FARMACIA. Intervista a MARIA FUSCO, premio tesi più originale 2016 – di Fabiana Criscuolo

0
527
Print Friendly, PDF & Email

In occasione della nona edizione del PharmExpo di Napoli, Federfarma Napoli ha premiato i più brillanti giovani, ognuno dei quali ha dato un contributo attivo al mondo farmaceutico negli ultimi dodici mesi. Il premio per la tesi più originale è andato, meritatamente, alla Dottoressa Maria Fusco, originaria di Agerola (NA), ad oggi impegnata in un percorso di studi superiori, per continuare a coltivare la sua passione e attitudine verso la galenica e il mondo del farmaco a 360 gradi.

La tesi suddetta, dal titolo “La cannabis in farmacia: modalità e tecniche di allestimento”, ha affrontato un tema che si presta a una moltitudine di critiche, in una realtà talvolta poco informata e troppo buonista, e la stessa è stata utilizzata come impronta per la proposta di Decreto Regionale, approvato nel Luglio 2016 dalla Regione Campania, per la totale rimborsabilità dei farmaci cannabinoidi nelle terapie previste per legge.

 

Scambiamo due chiacchiere con la Dr.ssa Fusco, e capiamo il suo punto di vista in materia “cannabis terapeutica”, prima ancora del motivo di questa scelta a chiosa del suo percorso accademico.

 

  • Chi è Maria Fusco?

Beh è una ragazza che dopo la maturità classica ha proseguito il suo percorso di formazione presso l’Università di Napoli Federico II, conseguendo lo scorso 23 maggio la laurea magistrale in Farmacia discutendo la suddetta tesi. Attualmente lavora presso una delle farmacie del Dottor Antonio Celentano, la farmacia Vargas di Boscoreale, dove grazie alla professionalità dell’intera equipe sta provando ad apprendere la vera arte del farmacista: garantire il benessere, la prevenzione delle malattie ed il fine ultimo di conseguire il buono stato di salute.

 

  • Abbiamo letto la sua tesi, ed è da subito chiaro il suo punto di vista assolutamente favorevole sull’uso di questa pianta come terapia del dolore. Ragioni farmacologiche da cultrice della materia, o anche etiche?

Ovviamente per ragioni farmacologiche ed etiche. Secondo numerose evidenze scientifiche e testimonianze di pazienti, cannabis e derivati sono in grado di offrire sollievo ad un’ampia varietà di sintomi legati a differenti patologie, risultando anche meno tossica e più sicura di molti farmaci regolarmente in commercio. Credo sia imprescindibile che l’impiego della cannabis ad uso medico venga riconosciuto efficace dall’opinione pubblica come uno strumento terapeutico efficace, sicuro, conveniente per il Sistema Sanitario Nazionale, un presidio in grado di garantire pari opportunità di cura per tutti i pazienti.

 

 

  • Cosa pensa che impedisca a molti suoi colleghi, magari con maggiore esperienza nel campo, di adeguarsi con conoscenze e strumentazioni, alla preparazione di questo nuovo tipo di terapia?

E’ una cura sperimentale che, nonostante abbia avuto molti riscontri positivi, ad oggi vede l’opposizione di un gran numero di miei colleghi. Le motivazioni possono essere su base etica o legate essenzialmente allo scetticismo nei confronti di un nuovo tipo di terapia. La mia tesi si configura nell’ottica di un superamento di tali impedimenti mettendo in evidenza il valore terapeutico di un medicamento ingiustamente “messo all’indice” negli anni precedenti, rendendo concreta la speranza che si possa produrre una inversione di rotta nel campo del suo estremamente promettente utilizzo terapeutico.

 

 

  • Nella sua tesi, prima di trattare il profilo farmacologico e i metodi di estrazione e preparazione dei suddetti farmaci, ha dato ampio spazio alla legislazione. Un cumulo di burocrazia o soltanto prudenza?

La legislazione è importante al fine di regolamentare coltivazione, acquisto, vendita ed utilizzo di un medicamento che sta vivendo una forte rivalutazione per il trattamento di importanti patologie e sintomatologie.

 

 

  • All’estero questo tipo di terapie sono all’ordine del giorno, nessuno sovrappone più il concetto di terapia farmacologica con l’uso voluttuario della cannabis, da cosa nasce tutto questo pregiudizio?

Sebbene con il decreto legge 20 marzo 2014 n. 36, convertito con in legge il 16 maggio 2014,  n.79, la cannabis sia ritornata “droga leggera”, non più equiparata cioè ad oppio e derivati (eroina), cocaina, anfetamine ed allucinogeni, in Italia la “demonizzazione” dei cannabinoidi, associati nel pensiero comune a sostanze stupefacenti, ha rafforzato pregiudizi e diffidenze, con enorme svantaggio per tutti coloro che potrebbero trarre un beneficio clinicamente dimostrabile.

 

  • Ci descriva quello che un farmacista preparatore fa in un protocollo comune di preparazione.

Il farmacista allestisce e dispensa preparazioni magistrali a base di cannabis secondo prescrizione medica, che preveda la ripartizione in dose e forma di medicamento per assunzione orale mediante decotto o estratto oleoso, oppure per via inalatoria mediante l’uso di uno specifico vaporizzatore. Il farmacista deve consegnare copia della ricetta timbrata e firmata al paziente o alla persona che ritira la preparazione, annotare sulla ricetta la data di dispensazione ed il prezzo praticato, apponendo il timbro della farmacia e la propria firma, conservare la ricetta per due anni a partire dall’ultima registrazione sul registro di carico e scarico, inviare mensilmente copia delle ricette all’ASL o all’azienda ospedaliera di appartenenza. Dopo l’allestimento il farmacista verifica la correttezza delle procedure eseguite, controlla l’aspetto, il confezionamento,verifica la corretta compilazione dell’etichetta e del foglio di lavorazione.

 

  • Progetti per il futuro?

Ho sempre avuto una forte propensione per la galenica, ritengo essere fondamentale il ruolo del farmacista preparatore che, nell’allestire preparazioni galeniche magistrali, garantisce al paziente un medicinale personalizzato, la costante disponibilità dello stesso, la gestione del dosaggio e della dispensazione. A febbraio seguirò il corso di perfezionamento in galenica presso il Dipartimento di Farmacia della Federico II, in modo da poter ampliare le mie conoscenze in questo campo.