Gelli, la Fregolent e le parafarmacie “vittime” del sistema tra Gullotta e le intenzioni di Taurino. A 360° la “stortura” degli ultimi 10 anni

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Da opportunità a errore da sanare. Nel giro di dieci anni le parafarmacie, volute dal governo presieduto da Pierluigi Bersani, sono passate da manna scesa dal cielo a problema grave, gravissimo.

Ne sono esempi lampanti gli ultimi scontri nelle fila del partito democratico rispetto ad una prospettiva che non solo sconfessa il partito, il cui segretario di oggi, già leader dei rottamatori, è anche presidente del consiglio (Matteo Renzi) ma rischia di esacerbare ancora rapporti che, tra i professionisti di cui ci occupiamo, sembrano essere diventati quelli che avevano Caino e Abele.

Si parte da Federico Gelli che parla di “errore da sanare” per arrivare, in ordine cronologico alle dichiarazioni di Silvia Fregolent che vorrebbe un concorso “nuovo” e la possibilità di un riassorbimento passando per le dichiarazioni di Emilia Grazie De Biasi quasi simili a quelle di Gelli.

E poi?

Poi ci sono gli attori all’interno di quello che sembra davvero un copione teatrale.

La perifrasi non deve dare il senso dell’offesa ma il senso di un botta e risposta che sta mettendo nell’angolo i cardini di una professione nata per “dispensare salute” che oggi si trova a dispensare, come direbbe Pasquale il fotografo al suo amico scrivano Felice Sciosciammocca “pane e veleno”.

Atteso che di pane si possa parlare, se non di solo veleno.

C’è Davide Giuseppe Gullotta, leader della Federazione nazionale parafarmacie italiane che chiede la fascia C al di fuori delle apoteke senza se e senza ma.

C’è la Fofi che difende la professione (ma in realtà non si è capito da quale parte stia – sembra proprendere, tuttavia, per i titolari di farmacia).

C’è Federfarma che si abbarbica da almeno sei mesi con conflitti interni che nemmeno il triumvirato.

C’è anche chi da solo porta avanti e ha portato avanti le sue battaglie come Ivan Giuseppe Ruggiero di Libere parafarmacie italiane.

E c’è chi guarda, prende spunto e cerca di trovare un dialogo, una soluzione. Marcello Taurino è farmacista titolare di parafarmacia e per “quelli” in più occasioni ha scritto, redatto e dato suggerimenti.

Oggi si trova concorde con le dichiarazioni della Fregolent, nuovo concorso, e non bada (almeno in questo frangente) alle linee politiche. Lui è pugliese, leccese per la precisione, Fittiano della prima ora ma sulla questione farmacie, parafarmacie ha le idee chiare: «Dobbiamo trovare una soluzione, in questo momento c’è bisogno di dialogo non di chiusura. Siamo in un momento storico in cui può succedere di tutto. E dobbiamo approfittarne, non dare per scontato che sappiamo non essere possibili».

Insomma un invito, come sempre, alla discussione propositiva per il futuro di un settore che sembra tutt’altro che sereno.

Ralph Coluccino