CANNABIS TERAPEUTICA: FARMACISTI PREPARATORI E MEDICI PRESCRITTORI – L’ESEMPIO DELL’EMILIA ROMAGNA, LA FARMACIA MESCHIARI DI MODENA. A cura di Fabiana Criscuolo

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Per chi studia da anni l’efficacia terapeutica di farmaci basati su cannabinoidi ed endocannabinoidi in patologie neoplastiche, neurologiche, metaboliche e infiammatorie, le nuove normative e le nuove tecniche di allestimento delle preparazioni magistrali a base di Cannabis aprono la strada verso un enorme avanzamento delle conoscenze nel settore.
Sebbene con il decreto legge 20 marzo 2014, n. 36, convertito con Legge 16 maggio 2014, n.79, la cannabis sia ritornata “droga leggera”, non più quindi equiparata ad oppio e derivati ed allucinogeni, in Italia la “demonizzazione” dei cannabinoidi, associati nel pensiero comune a sostanze per uso voluttuario, ha rafforzato pregiudizi e diffidenze, con enorme svantaggio per tutti coloro che potrebbero trarre un beneficio clinicamente dimostrabile. E’ imprescindibile che l’impiego della cannabis ad uso terapeutico venga riconosciuto come uno strumento terapeutico efficace, sicuro, conveniente per il  Sistema Sanitario Nazionale. Ad oggi si parla di Cannabis terapeutica a carico del Sistema Sanitario Regionale (SSR) in poche regioni d’Italia. L’auspicio è che l’erogazione dei medicinali e di preparati galenici a base di cannabinoidi mutuabili per finalità terapeutiche sia estesa su tutto il territorio nazionale.

Secondo numerose evidenze scientifiche e testimonianze di pazienti, Cannabis e derivati sarebbero in grado di offrire sollievo ad un’ampia varietà di sintomi legati a differenti patologie, risultando anche meno tossica e più sicura di molti farmaci regolarmente in commercio. In tale ambito gioca un ruolo fondamentale il farmacista che, nell’allestire preparazioni galeniche magistrali, garantisce al paziente un medicinale personalizzato, la costante disponibilità dello stesso, la gestione del dosaggio e della dispensazione. Per cui, anche in questo ambito terapeutico, la professionalità del farmacista risulta insostituibile; in particolare, la figura del farmacista preparatore si delinea come sempre più centrale.

Decidiamo così di ascoltare il punto di vista proprio di una farmacia all’avanguardia su questo fronte, preparatrice e già ben radicata nella vendita di questo tipo di preparato, con spedizioni in tutta Italia la FARMACIA MESCHIARI, di Modena.
Dottor Meschiari, da cosa nasce la scelta controcorrente di effettuare preparazioni galeniche a base di cannabinoidi e dispensarle?

La nosta è una farmacia prettamente galenica , nata venti anni fa da mio padre, e siamo une delle poche farmacie autorizzate ad allestire i componenti della terapia Di Bella.
Abbiamo cercato di spingere molto sulla preparazione mirata alla prevenzione e all’integrazione, quindi quello delle preparazioni a base di cannabis è stato solo una evoluzione in tal senso, cerchiamo sempre di tenerci aggiornati e al passo con i tempi.
Per ora mio padre il Dr. Sandro Meschiari, laureato in chimica e tecnologia farmaceutiche, si occupa ancora delle preparazioni, insieme ad altre due dottoresse, coaudiuvato da un’altra Dr.ssa, responsabile del laboratorio, Dr.ssa Simona Garuti e da mia sorella, farmacista, Dr.ssa Giulia Meschiari, che si occupa in maniera diretta delle esigenze dei pazienti della terapia Di Bella, consigliandoli e seguendoli a tutto tondo,   e a breve da mio fratello, anch’egli farmacista Giacomo Meschiari con una tesi sperimentale proprio sulle preparazioni a base di THC e CBD.
Quello che abbiamo provato a mettere in piedi è stata una fitta rete con i medici del territorio e con gli stessi pazienti, in modo da fornire loro tutte le informazioni necessarie.

  • Ha citato i medici, diciamo che volgarmente le due categorie contingenti vengono definite “farmacie preparatrici” e “medici prescrittori”, perchè c’è tanta disinformazione in materia e così pochi medici prescrittori?

Il problema fondamentale è che si tende a sovrapporre due situazioni collaterali ma scindibili  per forza di cose: la legalizzazione della cannabis e la preparazione dei farmaci a base cannabinoide per patologie curabili con essi.
La situazione attuale è questa: tu sei il paziente X, hai qualche sintomo e ti informi, leggi forum, vedi social, usi i mass media, vai dal medico. Ci sono molti medici di base che così ricevono pazienti che sono venuti a conoscenza di questo tipo di cura e chiedono informazioni proprio a loro, quindi il medico o è impreparato in materia, o è spaventato dalla burocrazia, e può quindi rifiutarsi di collocarsi nella categoria dei “medici prescrittori”.
Può verificarsi ancora un’altra situazione, tu sei lo stesso paziente X, vai dal medico, è informato e reputa il tuo caso trattabile con questa tipologia di terapia, così ti prepara una ricetta mutuabile, nelle Regioni che lo permettono. Tu paziente a questo punto, ricetta alla mano, cosa fai? Ti rechi nella tua farmacia di fiducia, e incontri anche lì, 9 volte su 10, un altro ostacolo: le farmacie non sanno di che tipo di preparati si tratta, sono carenti delle strumentazioni adatte o , situazione peggiore, possono improvvisarsi preparatori senza averne competenze e/o strumentazioni adeguate.

Noi abbiamo pensato di investire in  un momento di confrontio, mettendo a disposizione la nostra esperienza e quella di luminari della materia.
Per sovrapporci al discorso politico abbiamo organizzato un convegno il 12 ottobre, aperto solo a medici e farmacisti. L’introduzione è stata fatta dal Dr Stefano BERNARDI, farmacista e project manager “Cannabis flos” per ACEF s.p.a.,  la line up della serata continuava con altrettanti interventi illustri come il prof.Marco  BERTOLOTTO, Direttore del reparto della Terapia del Dolore e cure palliative dell’ospedale Santa Corona Di Pietra Ligure (Savona), e il Dr Franceso CRESTANI, specialista in Anestesia e Rianimazione all’Università di Padova, Presidente dell’associazione Cannabis Terapeutica,  la conclusione è stata tenuta del Prof. Giuseppe CANNAZZA, Professore e Ricercatore in “Analisi dei medicinali” presso il Dipartimento di Scienze delle Vita, Università degli Studi di Modena, collaboratore presso il CNR di Lecce. L’ultimo intervento è stato a cura del Dr. Meschiari, come esempio di farmacista preparatore.
La serata ha contato oltre 250 presenze. E’ un discorso che se iniziasse a prendere piede, ci renderebbe una realtà nazionale al passo coi tempi.

  • Oltre la formazione, quello che fate concretamente è “i preparatori”.

Già. Per ora, attenendoci alla legge italiana, i preparati di cui ci occupiamo sono presenti in tre forme farmaceutiche: cartine per decotto, metodo ormai superato in quanto non consente di sapere quanto principio attivo venga rilasciato in infusione, capsule decarbossilate, preparazioni ottenute mediante il processo di estrazione in olio di oliva, tinture- oli e resine.

(NdR): Per quanto riguarda l’analisi di estratti di Cannabis, il DM 9-11-2015 ha stabilito  per le farmacie l’obbligo di fornire estratti di cannabis con la dichiarazione della concentrazione dei principi attivi THC e CBD. Un estratto del decreto recita “al momento non esistono studi su eventuali effetti collaterali o tossicità acuta di preparazioni vegetali definite come olio o soluzione oleosa di cannabis, che consistono in non meglio specificati estratti di cannabis in olio e/o altri solventi. Pertanto, per assicurare la qualità del prodotto, la titolazione del/i principio/i attivo/i deve essere effettuata per ciascuna preparazione magistrale con metodologie sensibili e specifiche quali la cromatografia liquida o gassosa accoppiate alla spettrometria di massa ovvero il metodo di estrazione deve essere autorizzato ai sensi della normativa vigente”.  Passaggio che riflette una posizione molto scettica del ministero sulla preparazione in farmacia degli estratti di Cannabis in olio e altri solventi la cui qualità deve essere garantita per ciascuna preparazione magistrale attraverso la titolazione del o dei principi attivi con metodologie sensibili e specifiche. L’obbligo di dotarsi di strumenti adeguati (es.: HPLC/MS, GC, GC/MS) con costi d’acquisto e d’esercizio esorbitanti, di fatto significa impedire alla quasi totalità delle farmacie di allestire queste preparazioni.

  • La farmacia Meschiari comesi è adeguata a queste “ristrettezze” burocratiche?

Abbiamo istituito un protocollo con l’Università di Modena, quindi per ora sono loro ad eseguire per noi questo tipo di analisi, ma stiamo pensando di allestire in farmacia un reparto addetto alla titolazione.

  • Dottore, in conclusione, dopo l’esperienza di formazione, pensa sia replicabile anche fuori regione?

Se riuscissimo a partire con un format del genere, potrebbe essere l’inizio di qualcosa di ampio respiro. Per ora posso solo essere concreto e dire che senza una rete di medici o colleghi farmacisti fuori regione sarebbe impossibile riprodurlo.