IN FARMACIA SI SALVANO LE VITE. La storia del dottor Francesco Palagiano

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Giovedì 20 ottobre, alle ore 19,00 circa, la persona che è ritratta nella foto è venuta da me in farmacia dicendo di non sentirsi bene: lamentava tutti i sintomi di un calo pressorio: nausea, testa che gli girava, debolezza, tachicardia. Gli ho misurato la pressione, ed effettivamente era un po’ bassa, ma non tantissimo: 95 su 65, con pulsazioni a 105.
L’ho fatto sedere su una poltrona comoda, e gli ho preparato un bicchiere d’acqua in cui ho sciolto una bustina con dei sali minerali, utilizzando un campione inviatomi da una nota ditta di integratori
Ha iniziato a berla lentamente, ma, invece di migliorare, sembrava peggiorare … si sentiva sempre più debole, ha iniziato a sudare, e non riusciva neanche più a parlare … rispondeva alle mie domande con piccoli cenni della testa, e i suoi occhi hanno cominciato ad apparirmi terrorizzati. Ad un certo punto, mentre la moglie provava a fargli bere un altro piccola sorsata di acqua e sali minerali, ha avuto un grosso conato di vomito, e si è liberato di una grossa quantità di sangue che aveva accumulato nello stomaco.
Ne sono seguiti un altro paio, per cui tutta la saletta che ho adibito ad autoanalisi si è coperto di sangue vivo.
La moglie è andata in panico, il paziente mi guardava con occhi imploranti …
Fortunatamente, sono riuscito a mantenere la calma: ho fatto subito chiamare il 118, e gli ho fatto alcune domande per inquadrare la situazione. Gli ho chiesto se negli ultimi tempi avesse avuto frequenti bruciori di stomaco, e se negli ultimi giorno avesse notato feci molto scure. Mi ha fatto cenno di si’ con la testa …
Allora gli ho detto che, con tutta probabilità, era stato colpito da una forma di ulcera gastrica particolarmente violenta, ma che con altrettanta probabilità l’episodio sarebbe stato facilmente risolvibile con le opportune terapie.
Fortunatamente le mie parole sono servite a calmare lui e la moglie, ed hanno atteso l’arrivo dei soccorsidel 118 con relativa tranquillità.
L’ambulanza è arrivata dopo una decina di minuti: i sanitari hanno fatto i controlli del caso, ed hanno confermato la mia ipotesi di diagnosi. L’hanno portato al Pronto Soccorso dell’ospedale più vicino, dove sono pure passato a trovarlo alla chiusura della farmacia, ritrovandolo ancora in osservazione, ma in procinto di essere trasferito in altro ospedale essere operato d’urgenza.
Stamattina mi è venuto a trovare ed a ringraziare, per come l’abbiamo soccorso ed aiutato nella nostra farmacia: mi ha detto che l’hanno operato la notte stessa ,alle quattro, per un ulcera di mezzo centimetro, che sanguinava copiosamente.
L’hanno dimesso ieri, ed ha già ripreso la vita normale.
Mi ha detto che è stato felice di esser venuto nella mia farmacia, quando ha iniziato a non sentirsi bene: conoscendomi da tempo, sapeva che avrei saputo aiutarlo in modo professionale.
“Chissà cosa sarebbe successo, se avessi iniziato a vomitare sangue per strada … probabilmente, sarei svenuto per la paura, e chissà cosa avrebbero fatto le persone presenti … meno male che sono venuto da te”
E’ così che viene vista la Farmacia dalla gente: un posto dove si può trovare un professionista preparato, che può aiutarli anche nei momenti di massima emergenza.
Perchè tanti di noi si accaniscono a svilirla a un semplice emporio di farmaci ed altro, da (s)vendere al massimo ribasso? Mah …